mercoledì 15 luglio 2015

LE FORBICI



I primi esempi di cesoie risalgono all'Egitto tolemaico: ne è stato ritrovato un paio in bronzo risalente al 300 a.C., mentre le prime cesoie a perno rinvenute risalgono all'epoca romana e sono datate attorno al 100 d.C. Dobbiamo a Isidoro di Siviglia, nel V secolo d.C., la prima descrizione dettagliata di vere e proprie forbici, utilizzate da sarti e barbieri.

Non ci furono grandi innovazioni nella produzione fino al 1761, quando Robert Hincliffe (che fondò la prima manifattura di forbici) produsse il primo paio di forbici realizzate con acciaio fuso, temprato e lucidato. Hincliffe dovette risolvere una serie di problemi tecnici, prima fra tutte la realizzazione dei buchi dell'impugnatura.

In Italia è presente una significativa produzione nel distretto di Premana, a Canzo e a Maniago.

Nell'antichità le forbici erano basate su una leva del terzo genere, con una forma analoga ancora oggi usata nelle forbici da tosatura, costituite da due lame unite da un ferro ad U, nella cui estremità è posto il fulcro. Il tagliacarte forma, insieme all'avambraccio dell'utilizzatore, una leva di terzo genere, con il fulcro nel gomito e la potenza nel muscolo; il sistema costituito da avambraccio e tagliacarte è in questo senso equivalente a ciascuna delle due parti delle forbici da tosatura. Anche in questi casi, il vantaggio meccanico si riduce spostando il punto di taglio verso l'esterno.

La forma delle forbici non è cambiata molto nell'ultimo secolo. Le principali innovazioni sono state l'utilizzo di plastica invece dell'ottone, la forma piatta delle lame e talvolta l'utilizzo di un rivetto in sostituzione della vite come perno.

Le forbici sono uno strumento utilizzato per tagliare materiali sottili che richiedono poca forza, quali carta, cartone, tessuti, corde, cavi, fogli sottili di metallo e plastica, fili, capelli, unghie.

A differenza del coltello, le forbici possiedono due lame, che possono ruotare attorno ad un perno fisso. Lo sforzo è dato mediante l'azione meccanica esercitata sull'impugnatura, formata da due anelli nei quali si infilano il dito pollice ed il medio della mano.

Le forbici sono basate su di una leva doppia di primo genere, il cui fulcro risiede nel perno centrale. Per aumentare il vantaggio meccanico, riducendo lo sforzo necessario, è pertanto necessario posizionare il materiale da tagliare il più vicino possibile al perno stesso. In alcuni modelli speciali di forbici (per esempio in quelle destinate al taglio della lamiera metallica), il vantaggio viene aumentato mediante l'utilizzo di una impugnatura molto lunga, che aumenta la lunghezza del braccio-potenza.

Le lame delle forbici vengono realizzate leggermente ricurve, allo scopo di migliorare il taglio. Questa particolare conformazione rende complicata la molatura, dato che la mola deve seguire un profilo costantemente diverso. Oggi l'affilatura viene eseguita mediante l'utilizzo di macchine automatiche.
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L'utilizzo delle forbici costituisce un problema per le persone mancine in quanto l'intero strumento non è simmetrico; anche nel caso l'impugnatura lo fosse, ciò non accade per le lame. Girando lo strumento di 180 gradi, la lama inferiore (che diventa quella superiore) oscura alla vista la linea di taglio. Se invece non lo si girasse, le lame taglierebbero all'esterno della forbice invece che all'interno: così facendo, gli spostamenti laterali delle dita durante il taglio tenderebbero ad allontanare le lame invece che facilitare il taglio (come accade quando le lame sono poste all'interno).

Per ovviare a questi inconvenienti, sono da tempo in commercio forbici per mancini, che presentano le lame invertite per facilitarne l'uso. Per lo stesso motivo, nelle forbici tagliaunghie si cerca di massimizzare la simmetria delle lame per evitare questi inconvenienti.


Nel Kamasutra troviamo la posizione della forbice.

Partendo dalla posizione di andromaca, dunque quella in cui l’uomo è disteso e la donna inginocchiata su di lui, la partner si inarca all’indietro fino addirittura ai piedi del suo compagno. 
In questo modo la stimolazione vaginale è molto accentuata, e questa posizione si rivela particolarmente indicata per gli uomini che soffrono di eiaculazione precoce. Praticando questa posizione, inoltre, l’uomo è particolarmente eccitato grazie allo spettacolo visivo, e può facilmente stimolare la compagna toccando il seno o il clitoride.
Per eseguire la posizione delle forbici è necessario che la donna abbia una buona elasticità fisica, ma se è eseguita correttamente, la posizione delle forbici può rivelarsi davvero molto intrigante.



Le forbici, forbicine, forbicette, malaforbici… sono insetti innocui per l’uomo e poco nocivi per le piante. Se non vi è una vera infestazione, è sconsigliato eliminare le “forbici“, queste potrebbero rendersi utili eliminando insetti più piccoli e altri parassiti delle piante. Le forbici appartengono all’Ordine dei Dermatteri, il loro nome è Forficula auricularia e sono insetti molto comuni.
L’aspetto delle forbicine è minaccioso: all’estremità posteriore presentano un paio di pinze (cerci) che spesso dall’uomo vengono confusi con gli aculei velenosi degli scorpioni. Le pinze delle forbici sono del tutto innocue! Si tratta di un mero organo di presa indispensabile per la copula.
Le forbicine si nutrono di vegetali (gemme, polline, parti di fiori) , detriti e piccoli insetti, vivi o morti. Possono essere rinvenuti nei carciofi o nei boccioli di alcuno fiori. Preferiscono un ambiente umido.


La morra cinese è un gioco piuttosto diffuso in Italia, conosciuto con il nome più noto di “carta-forbice-sasso”. Il carta-forbice-sasso non è un gioco completamente casuale, come credono in molti: molte persone quando giocano seguono comportamenti che si possono prevedere, come ha confermato una ricerca di un gruppo di informatici dell’Università di Zhejiang, in Cina.
Secondo alcune ricerche, quando gli uomini giocano a morra cinese iniziano nella maggior parte dei casi giocando sasso: Graham Walker, che partecipa ai campionati della US Association of Rock, Paper, Scissors (USARPS), dice che «il sasso è per i principianti». A meno che non abbiate davanti un vero impallinato di carta-forbice-sasso, quindi, giocando carta avrete buone probabilità di vincere la prima partita. Come diceva Lisa Simpson: «Povero, prevedibile Bart: gioca sempre sasso».
Secondo la ricerca dell’Università di Zhejiang ci sono buone probabilità che se un giocatore vince un turno, in quello dopo giocherà la stessa cosa; se invece perde, è probabile che giocherà il segno che avrebbe vinto contro quello che ha appena giocato. In pratica, se vince con le forbici, rigiocherà forbici; se invece perde con le forbici, giocherà sasso. Questi comportamenti ovviamente non si verificano sempre, ma secondo la ricerca vengono spesso seguiti inconsciamente dai giocatori: provando a prevederli e a sfruttarli, aumenterete quindi le vostre probabilità di vincere.
Perciò il trucco è, quando si ha appena perso, giocare il segno che avrebbe perso contro quello che avete giocato. Ad esempio: se giocate carta dopo aver perso con le forbici potreste vincere, visto che secondo i dati il vostro avversario tenderà a giocare di nuovo sasso. Se invece avete appena vinto, provate a giocare quello che avrebbe vinto contro l’ultima cosa che avete giocato, invece di rigiocare la stessa cosa. Se avete battuto il vostro avversario con il sasso, giocate carta: il vostro avversario, che aveva giocato forbici, tenderà a giocare sasso. Se ha giocato due volte carta, giocate sasso: è probabile che lui giocherà o forbici o sasso, e quindi voi vincerete o alla peggio pareggerete.
Secondo uno studio condotto da un gruppo di psicologi britannici nel 2011, quando due persone bendate giocano a carta-forbice-sasso pareggiano esattamente un terzo delle volte; se solo una è bendata, pareggiano il 36,3 per cento delle volte, con un incremento significativo se si conta che i casi considerati nella ricerca sono stati 4.050. E il giocatore bendato vince più volte di quello che può vedere, il 32,4 per cento delle volte contro il 31,3 per cento: secondo i ricercatori dipende dal fatto che abbiamo la tendenza inconscia a copiare quello che ha giocato l’avversario negli istanti in cui lo vediamo prima di aver svelato il segno che avevamo scelto inizialmente.
Secondo Walker è stato osservato che le forbici vengono giocate meno spesso di carta e sasso: precisamente il 29,6 per cento delle volte, mentre dovrebbe succedere un terzo delle volte, cioè il 33,3 per cento. Walker ammette che non è un gran vantaggio, ma comunque è meglio che niente.




Tra le più insolite superstizioni del mondo contadino vi è quella di appendere al di fuori della propria abitazione, ai lati della porta, una o due paia di forbici.
Chi volesse ricercare una spiegazione e un significato simbolico in tale pratica apotropaica, deve necessariamente ritornare nell’ambito delle credenze rurali salentine, la cui origine e spiegazione molto spesso si perde nell’origine dei tempi.
Le prime testimonianze archeologiche del comune utensile risalgono al periodo tolemaico, essendo state ritrovate in Egitto delle forbici in bronzo risalenti al 300 a.C., mentre le prime forbici con perno centrale risalgono all’epoca romana.
Tali circostanze fanno ragionevolmente supporre che la superstizione di appendere delle forbici al muro esterno dell’abitazione risalga ad epoca storica, poi sviluppatasi e perfezionatasi nel Medioevo, fino ad affievolirsi, come purtroppo la maggior parte delle credenze contadine, a partire dalla seconda metà del XX secolo.
Il significato araldico delle forbici è legato ai mestieri che ne fanno utilizzo, come sarti, acconciatori di capelli, tosatori, mentre il suo significato simbolico è intuibilmente intimamente legato all’atto del tagliare, del recidere, tanto che nella mitologia romana la più anziana delle Parche, Atropo, era colei che inflessibilmente recideva il filo del destino di ogni uomo, segnando quindi il momento del passaggio dalla vita alla morte.
Ma il vero significato della pratica superstiziosa di appendere le forbici sui muri, accanto ad altri simboli di buon augurio, come la staffa di cavallo, che ricorda le corna che servono ad accecare il sortilego dotato di malocchio, è connesso alle superstizione legate a streghe e stregoni, così come sviluppatesi in un arco di tempo lunghissimo, recepite nel Salento già in epoca preromana.
Gli strumenti attraverso cui le streghe potevano infatti influenzare la vita dei buoni cristiani, attraverso la distruzione dei raccolti, l’effettuazione di una fattura o del malocchio erano infatti di tre tipi, gestuali, simpatetiche e verbali.
La difesa dai gesti malefici era dettata da gesti religiosi o superstiziosi, come il segnarsi con la Croce o effettuare una serie di movimenti rituali, mentre la difesa dallo sguardo malefico, il mal occhio, si poteva ottenere dall’utilizzo dello specchio, che rimandava al mittente la negatività, e dal gesto delle corna, che serviva, come si è detto, ad accecare il malefico. Contro la magia simpatetica vi erano altrettante pratiche religioso-superstiziose, mentre nulla si poteva contro le formule magiche che le striare inviavano contro le loro vittime.
L’unico strumento a disposizione per evitare che streghe e stregoni potessero formulare i loro incantesimi era quello di tagliare loro la lingua, metaforicamente apponendo delle forbici ai lati delle entrate delle case.
Ai malefìci verbali la saggezza contadina associò anche le calunnie, le malelingue, i cui effetti nefasti sulla vita degli uomini e delle donne erano spesso peggiori degli stessi malefìci.
Molto spesso però le forbici erano utilizzate per tagliare concretamente la lingua delle streghe, come testimonia la presenza di tale innocuo strumento di lavoro, tra gli strumenti di tortura a disposizione dei boia, che molto spesso purtroppo rivolsero una superstizione ignorante e disumana contro innocenti.
Ciò avveniva soprattutto nei paesi protestanti, dal momento che la Santa Inquisizione Cattolica non prevedeva tra gli strumenti di tortura tali arnesi, e se di tali pratiche vi furono tracce in paesi cattolici, esse devono essere imputate a giudici laici, che incriminavano per il reato laico di maleficio, laddove esso era previsto dalle leggi particolari.
Le ultime testimonianze nel Salento dell’antica pratica di appendere forbici sui muri, possono essere ancora viste in qualche campagna e nei più caratteristici borghi rurali, ove tutt’oggi rimangono quelle vestigia di un’antichità magica che si spera  la modernità livellatrice e distruttrice non riuscirà mai a cancellare.

Le forbici sono il simbolo del "taglio" per eccellenza. Se la singola lama uccide, la forbice taglia qualcosa, ovvero separa, pone fine, spezza e di conseguenza crea un ordine nuovo di cose. Non a caso in alcune tradizioni si usa tagliare il malocchio con le forbici.
Ancora, si usava porre una forbice aperta sotto il letto degli sposi, la prima notte di nozze, in modo che lo strumento potesse intervenire "tagliando" maldicenze sulla coppia, fatture di impotenza. legamenti e quant'altro. Infatti ancora oggi quando qualcuno ha la cosiddetta "lingua lunga", si dice scherzando "te la taglierei la lingua".
La forbice taglia inoltre il filo della vita degli uomini nel mito greco, e quindi "separa" la vita dalla morte, un momento da un altro.

Se esse cadono a terra, è segno di un presagio del tutto negativo, che tuttavia può essere annullato, se si provvede a posare il piede sopra le forbici. Se cadendo a terra le forbici si conficcano nel terreno, annunciano una morte imminente. Chi desidera utilizzarle come portafortuna può invece tenere appese al muro all’interno della propria casa.

Oggetto di uso comune in tutte le case, le forbici possono comparire spesso e volentieri anche in ambito onirico. A livello simbolico la forma delle forbici aperte ricorda la croce, simbolo della cristianità. In generale rappresenterebbero l’approssimarsi di una separazione in qualsiasi contesto, non solo religioso, nella vita di una persona. Sognare le forbici, modellate e strettamente collegate al loro significato simbolico, indica che nel prossimo futuro verrà richiesto al dormiente di prendere una decisione importante su una questione delicata, scelta che però necessita di una notevole forza d’animo. Il sognatore, infatti, potrebbe trovarsi a dover effettuare un taglio netto ad una relazione amorosa e/o matrimoniale, il divorzio con le sue complicazioni non vanno mai prese alla leggera sia per l’indubbio stress emotivo sia per il dispendio che le pratiche legali richiedono.

Se invece la sfera affettiva è stabile, allora è probabile che un affaresi interromperà bruscamente. Oppure il suo inconscio gli sta suggerendo che è giunto il momento di liberarsi dalle trappole mentali e dai pregiudizi che hanno influenzato la vita fino a quel momento. Il numero delle forbici è l’8, associato alle persone ambiziose e inclini al comando. Le forbici affilate hanno il 19, arrugginite il 9, grandi il 45, piccole l’81. Con questo strumento è molto facile ferirsi e quindi, se il sognatore vede delle forbici insanguinate, il numero di riferimento è il 5. Se risultano rotte o in qualche modo danneggiate sono identificate con l’88. Le forbici costruite appositamente per una professione medica hanno le cifre più disparate. Le forbici del chirurgo sono classificate con il 42, da fabbro con il 62, da giardiniere con il 5, da lattoniere con il 34, da sarto o da ricamo con il 75. Anche il materiale con la quale sono composte è importante, se si tratta delle classiche forbici d’acciaio è da tener presente l’88, se sono d’oro il 24 mentre quelle d’argento hanno il 75.


Non dimentichiamoci di lui: Edward mani di forbice.



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