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sabato 14 marzo 2015

LE LUCERTOLE

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Le lucertole hanno una testa piatta e triangolare, il tronco piatto e una lunga coda. Sono per lo più quadrupedi, anche con zampe non evidenti (negli Anguidi come l'orbettino), minuscole (negli scincidi come la Luscengola) e hanno orecchie esterne prive di padiglione auricolare. Gli occhi hanno pupille nere e iride gialla e sono forniti di palpebre. La lingua è biforcuta e serve alla lucertola come organo di tatto e come arma per la caccia, in quanto la saliva trattiene le piccole prede di cui si nutre: insetti, larve e vermi. La lucertola possiede due robuste mascelle e due file di denti che sono tutti uguali. Tra le peculiarità di alcuni gruppi, l'autotomia, ovvero la capacità, per ingannare il predatore, di "staccare" la coda in caso di pericolo, generalmente con successiva ricrescita. La lunghezza degli adulti delle specie appartenenti a questo gruppo può variare da pochi centimetri (qualche geco dei Caraibi) fino a quasi i tre metri (drago di Komodo).
Le lucertole in genere hanno una buona resistenza agli attacchi dei predatori poiché dai test eseguiti in laboratorio, oltre a rigenerare la coda sono in grado di guarire da ferite molto estese. Inoltre alcuni tipi di lucertole sono in grado di assumere, sempre in caso di pericolo un comportamento di "falso stato di morte" conosciuto come morte apparente o tanatosi.

Alcune lucertole sono in grado di cambiare colore. L'esempio più noto è il camaleonte, ma questa caratteristica può appartenere anche ad altre specie.

Solitamente sono insettivore o carnivore. Alcune specie sono erbivore o onnivore, un esempio caratteristico di queste è l'Iguana, che ha una dieta strettamente erbivora.

Il periodo degli amori delle lucertole cade in primavera inoltrata, quando la temperatura è favorevole. Depone da 3 a 8 uova in buche che scava con le zampe anteriori, mentre spinge via la terra scavata servendosi delle zampe posteriori. Le uova sono piccole e biancastre e il guscio è elastico. I piccoli rompono il guscio con una specie di dente posto sul muso che cade subito dopo la nascita.

Le lucertole possiedono la peculiarità di poter perdere la coda se soggette ad attacchi da parte di predatori (autotomia). La parte della coda tranciata possiede dei centri nervosi relativamente indipendenti dal cervello, che possono determinarne un movimento di contorsione anche se la coda è staccata dal corpo. Il predatore viene così distratto dalla coda credendo si tratti della metà viva dell'animale, mentre la lucertola, rimanendo in uno stato immobile di morte apparente (tanatosi), tenterà la fuga nel momento più opportuno.

Le contorsioni della coda vanno via via affievolendosi nel momento in cui l'ossigeno presente nei vasi sanguigni recisi inizia a scarseggiare.

Il distacco della coda è provocato da una violentissima contrazione dei muscoli presenti ed avviene lungo piani di frattura prestabiliti tra le vertebre, che sono zone più fragili della spina dorsale. I muscoli rimangono contratti anche dopo il distacco per bloccare l'emorragia, fino alla completa cicatrizzazione. Da questa cicatrizzazione verrà rigenerata in seguito una nuova coda. Quando la ferita è irregolare raramente può succedere che venga creata anche più di una coda.


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domenica 8 marzo 2015

IL RAMARRO

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Il ramarro (Lacerta viridis Laurenti 1768) è un sauro della famiglia dei Lacertidi, di colore verde brillante, rapidissimo nei movimenti.

La forma del corpo è quella tipica delle lucertole. Le dimensioni sono però maggiori: la lunghezza può raggiungere i 45 cm (coda compresa), anche se generalmente non supera i 12 cm (coda esclusa).

Nei maschi, il dorso è verde brillante; nelle femmine è più scuro e presenta da due a quattro striature longitudinali chiare.

Le parti ventrali tendono al giallo. Nei maschi il pene è di color giallo ocra.

Nel periodo degli amori, la gola dei maschi diventa azzurra.

I maschi si distinguono inoltre dalle femmine per le dimensioni della testa (più grossa) e per una maggiore larghezza della base della coda.

I ramarri sono animali territoriali con abitudini diurne. Frequentano di preferenza i pendii assolati, i prati con cespugli, le boscaglie e i bordi di strade e sentieri. Non è facilmente visibile a causa della sua indole timida che lo spinge a nascondersi in presenza dell'uomo. Contrariamente alla Lucertola muraiola non si arrampica volentieri, ma preferisce restare mimetizzato tra l'erba. Il ramarro passa inattivo il periodo invernale in anfratti del terreno.

I ramarri si nutrono di insetti e altri piccoli artropodi, ma anche di piccoli vertebrati (serpenti, altri rettili ecc.) e di uova di uccelli. La loro alimentazione è integrata da bacche e altri prodotti vegetali.

Se nati in cattività, si possono adattare a cibarsi di carne, venendo meno all'istinto di catturare solo animali vivi.

I ramarri depongono da 5 a circa 20 uova dal guscio non rigido, lunghe 15–18 mm. Le uova vengono collocate in buche scavate nel terreno, al riparo della vegetazione, e si schiudono dopo 2-3 mesi circa. Nella stagione riproduttiva, i maschi lottano tra loro sollevando la parte anteriore del corpo, in modo da evidenziare il sottogola azzurro, e avanzano frustando l'aria con la coda, finché il rivale non dà segni di sottomissione. Una volta conquistata la femmina, durante l'accoppiamento, queste vengono trattenute dai maschi tramite un morso sul fianco: in primavera è quindi possibile riscontrare sul loro corpo evidenti cicatrici a forma di "V".


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