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mercoledì 24 giugno 2015

IL TERMOMETRO

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Il primo termometro fu realizzato da Galileo Galilei nel 1607, seguì quello costruito da Daniel Gabriel Fahrenheit nel 1709 ad alcool a cui seguì quello a mercurio nel 1714. Nel 1732 anche René-Antoine Ferchault de Réaumur inventò un termometro, oggi in disuso. Nel 1742 Anders Celsius propose l'introduzione della scala centigrada attualmente in uso.
Strumento per misurare la temperatura di un corpo (o di un ambiente), costituito essenzialmente da una sostanza termometrica e da un sistema di lettura sulla base di una scala termometrica, di tipo diverso a seconda delle caratteristiche del corpo (o dell’ambiente) e del principio di funzionamento: termometri a dilatazione, basati sulla dilatazione o sul restringimento della sostanza termometrica, tra i quali particolarmente noto il termometro clinico, termometri a resistenza elettrica sono quelli basati sulla modificazione della resistenza elettrica della sostanza termometrica; termometri a variazione di pressione (o a pressione, a tensione di vapore, ecc.), in cui l’indicazione termometrica è costituita dalla pressione, variabile con la temperatura, di un aeriforme in un recipiente di volume costante; termometro digitale, con funzionamento a batterie e visualizzatore a cristalli liquidi. In relazione alla diversa sostanza termometrica si distinguono inoltre: termometro a liquido ( mercurio, ad alcol, a toluene), termometro a gas, termometri metallici (a bimetallo, a termocoppia, ecc.); in relazione alle caratteristiche di lettura e d’impiego si distinguono termometri a massima o a minima (sottint. temperatura), termometri a massima e a minima, termometri a rovesciamento.
Il termometro a mercurio è composto da un tubo di vetro chiuso contenente mercurio. La variazione di temperatura provoca una variazione di volume del mercurio, che viene visualizzata su una scala graduata posta sul tubo di vetro. Ormai il mercurio è fuori commercio.
Il termometro a gas misura la temperatura attraverso la variazione di volume o di pressione di un gas contenuto all'interno di un tubo di vetro. I termometri a gas sono molto precisi e vengono usati per la taratura di altri termometri.
Il termometro a lamina bimetallica è formato da una lamina a forma di U o di spirale, costituita da due metalli con diverso coefficiente di dilatazione (di solito ferro e rame) che vengono saldati tra di loro, uno nella parte esterna e l'altro nella parte interna della lamina. Una delle estremità della lamina è collegata ad un indice che si muove lungo una scala graduata. Quando la temperatura aumenta, la lamina si curva dalla parte del metallo meno dilatabile e la deformazione si trasmette all'indice.
Il termometro digitale usa un sensore costituito da un termistore alimentato da una corrente elettrica. Le variazioni di temperatura provocano nel sensore variazioni di resistenza elettrica, che attraverso un circuito elettronico vengono convertite in numeri e visualizzati su uno schermo di piccole dimensioni.
Il termometro a termocoppia usa un sensore costituito da due metalli saldati insieme che hanno la proprietà di sviluppare ognuno un diverso valore di tensione in conseguenza di una variazione di temperatura; la temperatura misurata è dunque proporzionale alla differenza di potenziale presente tra i due metalli.
Il termometro a resistenza misura la temperatura attraverso la resistenza di un elemento sensibile metallico, sfruttando la dipendenza della resistività di un metallo dalla temperatura.

La tossicità del mercurio spinse negli anni novanta del XX secolo alla progettazione di termometri elettronici e termometri che utilizzano liquidi diversi dal mercurio. Entrambi questi tipi possono essere usati per via orale, ascellare o rettale. Esistono anche altri tipi di termometro, come, ad esempio, quelli per la misura della temperatura del timpano, oppure quelli costituiti da una banda adesiva da applicare alla fronte del paziente.
A partire dal 3 aprile 2009 i termometri a mercurio (che è un metallo considerato dannoso per la salute) sono stati banditi dal mercato italiano, secondo quanto previsto da una direttiva dell'Unione europea, applicata attraverso l'entrata in vigore del decreto ministeriale formulato il 30 luglio 2008.Gli attuali termometri a liquido sono al galinstano.
Il timpanico o termometro infrarosso a distanza riceve ed elabora le radiazioni infrarosse emesse naturalmente dal corpo umano (e da tutti i corpi in generale), fornendo una misurazione precisa, igienica e ripetitiva della temperatura. Il primo termometro di questo tipo, brevettato e prodotto in Italia, utilizza un sistema ottico di puntamento brevettato che attraverso due fasci di luce LED permette di posizionare il termometro alla corretta distanza dalla fronte (la zona più adatta per misurare la temperatura, in quanto è attraversata dall'arteria temporale, attraverso la quale si ha un costante e abbondante afflusso sanguigno) o dalla superficie dell'oggetto (liquido o solido) di cui interessa la temperatura. La precisione della misurazione della temperatura nel caso del termometro infrarosso a distanza dipende infatti dalla corretta distanza di posizionamento del termometro stesso.



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venerdì 5 giugno 2015

UN FENOMENO ATMOSFERICO DELLA PIANURA PADANA : LA NEBBIA



Nascondi le cose lontane,
tu nebbia impalpabile e scialba,
tu fumo che ancora rampolli,
su l'alba,
da' lampi notturni e da' crolli,
d'aeree frane!

Nascondi le cose lontane,
nascondimi quello ch'è morto!
Ch'io veda soltanto la siepe
dell'orto,
la mura ch'ha piene le crepe
di valerïane.

Nascondi le cose lontane:
le cose son ebbre di pianto!
Ch'io veda i due peschi, i due meli,
soltanto,
che danno i soavi lor mieli
pel nero mio pane.

Nascondi le cose lontane
Che vogliono ch'ami e che vada!
Ch'io veda là solo quel bianco
di strada,
che un giorno ho da fare tra stanco
don don di campane...

Nascondi le cose lontane,
nascondile, involale al volo
del cuore! Ch'io veda il cipresso
là, solo,
qui, quest'orto, cui presso
sonnecchia il mio cane.


La nebbia si può formare attraverso due meccanismi: umidificazione della massa d'aria vicina al suolo (nebbie da evaporazione) oppure raffreddamento dell'aria (nebbie da raffreddamento) che può essere di tipo isobarico o adiabatico. 

Tra quest'ultime ritroviamo la nebbia da irraggiamento: si forma generalmente dopo il tramonto, quando il suolo cede calore allo spazio tramite irraggiamento, raffreddandosi. La temperatura degli strati d'aria prossimi al terreno si abbassa sino a raggiungere la temperatura di rugiada, permettendo la condensazione di goccioline di acqua liquida. La nebbia da irraggiamento è tipica delle notti con cielo sereno, vento poco intenso, elevato grado di umidità, presenza di inversione termica ed atmosfera molto stabile. Lo strato nebbioso generalmente si mantiene sotto i 300m. 

Esiste poi la nebbia da avvezione, che si forma quando l'aria umida e calda passa per avvezione sopra il terreno freddo e viene così raffreddata anch'essa. Questo fenomeno è frequente sul mare quando l'aria tropicale incontra ad alte latitudini acqua più fredda. È anche comune il caso in cui un fronte tiepido passi sopra un'area abbondantemente innevata. Alle nebbie d'avvezione appartengono anche quelle che si formano quando aria calda marittima invade durante le ore notturne la terraferma e le nebbie nei fondovalle, dove, durante la notte, l'aria fredda accumulatasi scende e si deposita lungo i pendii delle montagne. 

Citiamo anche: nebbia da umidificazione, che è la forma più localizzata ed è creata dall'aria fredda che passa sull'acqua molto più calda. La nebbia da umidificazione è frequente nelle regioni polari ed intorno ai laghi più grandi e più profondi nel tardo autunno ed all'inizio dell'inverno, spesso causa nebbia ghiacciata (galaverna) o talvolta brina. Nebbia frontale (o nebbia da precipitazione) che si forma quando una precipitazione cade nell'aria secca dietro alla nube; in tal modo le goccioline liquide evaporano in vapore acqueo. Il vapore acqueo si raffredda ed al punto di rugiada condensa generando la pioggia. Nebbia congelantesi che si verifica quando le goccioline di nebbia si trovano allo stato liquido nonostante la temperatura dell'aria sia inferiore a 0°C. Essa entrando in contatto con una superficie congela formando galaverna, calabrosa o ghiaccio chiaro. 

La nebbia riduce la visibilità. Sebbene alcuni mezzi di trasporto possano penetrare la nebbia orientandosi con il radar, i veicoli stradali devono viaggiare lentamente e usare più illuminazione. La nebbia localizzata è particolarmente pericolosa, poiché i guidatori possono essere colti di sorpresa. La nebbia è particolarmente rischiosa negli aeroporti, dove sono stati fatti alcuni tentativi per sviluppare metodi (come l'uso di riscaldamento o lo spruzzamento di particelle di sale) per aiutare la dispersione della nebbia. Tali metodi hanno ottenuto qualche successo alle temperature sotto il livello di congelamento.

Tale opacità riduce la visibilità, a distanze inferiori a pochi chilometri. La zona nella quale si sviluppa la nebbia è generalmente ben delimitata (si parla di una coltre di nebbia) a seguito dei fenomeni legati ad un fronte termico.

A seconda della sua densità, la nebbia può ridurre la visibilità a poche decine di metri, o addirittura a poche decine di centimetri. Tale riduzione della visibilità è una causa di incidenti nei trasporti.

Secondo l'Organizzazione meteorologica mondiale, l'espressione nebbia (indicata FG, dall'inglese fog) si applica quando la visibilità è inferiore ai 1000 metri. Per visibilità da 1000 a 5000 metri si usa foschia (indicata BR, dal francese brume).

Le particelle solide o liquide sospese in aria (aerosol atmosferico) possono comportarsi da nuclei di condensazione per l'acqua, favorendo la formazione di nebbia. Per questo motivo nelle aree urbane, dove le emissioni inquinanti sono maggiori, le nebbie sono più frequenti.





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