mercoledì 21 settembre 2016

OLIO DI RICINO

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L’olio di ricino nasce dalla spremitura a freddo dei semi dalla pianta Ricinus communis, originaria della zona tropicale, ma molto comune in India che ne è il maggiore produttore. Il risultato finale è un olio molto denso, viscoso, dal colore giallo paglierino e il cui gusto è molto forte e non gradevole. Lubrificante è anche un lassativo naturale molto potente, ma contiene la ricina che è una sostanza tossica quindi l’assunzione è consigliata in piccole dosi. Il suo impiego abbraccia sia la medicina, che la cosmesi, ma anche il classico rimedio naturale della nonna a cui ricorrere in caso di bisogno.
La sua composizione chimica comprende un mix di trigliceridi, acidi grassi composti al 90% da acido ricinoleico. La sua viscosità non viene intaccata dagli agenti atmosferici, quindi l’olio di ricino conserva inalterata la sua purezza anche sotto zero. Questa caratteristica lo rende indispensabile nell’industria meccanica, dove viene spesso impiegato come lubrificante. Ma è come rimedio naturale che trova la sua massima applicazione, non solo come lassativo ma come trattamento contro malattie e disturbi.

L'olio di ricino ed i suoi derivati vengono utilizzati in:
manifattura, di saponi, lubrificanti, fluidi per freni, coloranti, rivestimenti, inchiostri, plastiche resistenti al freddo, cere sintetiche, nylon, biodiesel, prodotti farmaceutici e profumi.
Come lubrificante, per la particolare viscosità è stato l'olio lubrificante dei motori rotativi negli aerei della prima guerra mondiale ed è ancora utilizzato nei motori sportivi e ad elevato numero di giri come nelle gare di rally ed in motori per aeromodelli, ed anche nelle miscele per i carburanti in Formula 1 o anche nel modellismo su pista anche se oli di sintesi possono oggi eguagliarne o superarne le prestazioni.
Industria farmaceutica, circa l'1% della produzione globale di olio di ricino trova impiego per la cura della costipazione ed è un emetico (ovvero induce il vomito). Al giorno d'oggi non è praticamente più usato come lassativo per via dell'azione troppo drastica. È utilizzato, idrogenato, come eccipiente in alcuni farmaci.

Nell'Italia fascista, durante il governo di Benito Mussolini, l'olio di ricino è stato utilizzato dalle camicie nere per creare intensi dolori intestinali ai sovversivi politici. Le squadre fasciste obbligavano i dissidenti politici a ingoiare grandi quantità di olio di ricino. Sembrerebbe che l'idea dell'utilizzo dell'olio di ricino come strumento di persuasione sia stata di Gabriele D'Annunzio.



Trova impiego nella cura dei capelli sfibrati e secchi, in quanto esplica un’azione nutriente, rinforzante e lucidante; e per conferire volume e forza alle ciglia, come un vero balsamo di bellezza.

Le ciglia hanno un ruolo importante sia dal punto di vista estetico che funzionale: proteggono i nostri occhi dalla polvere e dalla sporcizia e contemporaneamente rendono lo sguardo intenso e definito. Per mantenere le ciglia sane occorre innanzitutto struccarle ogni sera, se si fa uso di mascara, perché se non rimosso perfettamente tende a indebolirle e seccarle. Se le ciglia sono già rade e deboli, allora possiamo intervenire con l’olio di ricino, un rimedio naturale molto efficace

L'olio di ricino è caratterizzato da un alto contenuto di acido ricinoleico (83-90%); si tratta di un acido grasso, insaturo, presente come trigliceride e non reperibile in altri substrati lipidici.

Questo nutriente conferisce all'olio di ricino proprietà peculiari, che lo rendono assai utilizzato nell'industria farmaceutica, per la produzione di medicinali, ed in quella chimica, per la preparazione di vernici e lubrificanti. Altri componenti sono  acido oleico (3-6%); acido linoleico (3-5%); acido palmitico (1-2%); acido stearico (1-2%); acido a-linolenico (0.5% max); e acido arachico (0.3% max).

L'olio di ricino è il più forte dei lassativi a base oleosa, dall'odore e dal sapore sgradevoli e dall’azione piuttosto drastica. Tale azione è legata alla presenza di acido ricinoleico, che dopo l'assunzione viene liberato dai trigliceridi, per opera degli enzimi gastrici e pancreatici, con il supporto della bile epatica. Nella forma libera, soltanto una piccola parte è assorbita dall'intestino.

L'olio di ricino viene generalmente ingerito a stomaco vuoto, mescolato con oli essenziali o succo di arancia per mitigarne il cattivo sapore e produce un marcato effetto lassativo nel giro di 2-6 ore. Nello stomaco, infatti, agisce come qualsiasi altro grasso, ritardando il tempo di svuotamento gastrico; da qui la raccomandazione di assumerlo lontano dai pasti. L’olio di ricino si utilizza per liberare l'intestino prima di interventi chirurgici, procedure radiologiche, anche se il suo campo di applicazione più noto è relativo all'evacuazione totale del colon prima del parto.


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