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mercoledì 3 febbraio 2016

LA CENERE VULCANICA E GLI AEREI



Da anni le eruzioni vulcaniche si stanno trasformando in un autentico incubo per gli aerei perchè la cenere rilasciata dalle eruzioni può togliere visibilità ai piloti, mandare in tilt le sofisticate sonde di altitudine e velocità, e in alcuni casi bloccare addirittura i motori. Inoltre la cenere è di fatto invisibile ai radar e quindi difficilmente può essere evitata cambiando rotta.
«La polvere vulcanica in sospensione nell’aria è abrasiva, viene ingestita dai motori e li rovina» spiega Luca Saltelli, ingegnere aerospaziale, «agisce come la sabbia del deserto e per questo i motori di aerei ed elicotteri che volano in quelle aree che, anche se dotati di filtri appositi, devono essere sottoposti a una revisione molto più frequente specie perchè, volando a bassa quota, sollevano loro stessi la sabbia che si insinua nei motori». Le particelle, aggiunge Saltelli, «vengono ingestite a velocità elevate e le palette (quelle alette metalliche che si estendono come una raggiera e sono visibili anche dall’esterno) si erodono tanto velocemente che il motore si può spegnere in volo e non riaccendersi più».



Negli ultimi anni, sono 80 i voli che hanno segnalato problemi dopo essere finiti una nube di cenere vulcanica. Due Boeing 747, con quasi 500 persone a bordo, hanno rischiato di precipitare, e negli altri casi sono stati riportati gravi danni, costati alle compagnie centinaia di migliaia di dollari in riparazioni. Il primo episodio risale al 1982: a 11 mila metri di altitudine, un Boeing della British Airways partito da Londra e diretto ad Auckland entrò in una nube di cenere dopo l’eruzione del vulcano indonesiano Galunggang. I quattro motori si fermarono e l’aereo scese in picchiata fino a 4.100 metri, quando i piloti riuscirono a farli ripartire per poi atterrare senza visibilità a Giacarta. Nel 1989 un Boeing della Klm da Amsterdam a Tokyo subì l’arresto dei motori dopo essere finito in una nube di cenere causata da un vulcano in Alaska e riuscì a riavvarli a un’altitudine di 5mila metri. La più grande eruzione degli ultimi decenni è quella del monte Pinatubo, nelle Filippine, avvenuta il 15 giugno del 1991: la nube si diffuse per oltre 8.000 chilometri e impose la chiusura di sette aeroporti della regione.




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domenica 24 gennaio 2016

IL PORTACENERE

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Il portacenere o posacenere è un recipiente destinato a ricevere le ceneri del tabacco e i mozziconi di sigari e sigarette.

Esiste una grande diversità di forme in funzione dei luoghi e dei gusti:

Nei luoghi pubblici dove è vietato fumare, il posacenere è generalmente fisso e si trova davanti l'ingresso. Un nuovo modello per spazi esterni è il gettasigarette.
Per l'uso domestico è generalmente mobile e decorativo.
Esistono modelli portatili e richiudibili, chiamati "portacenere da borsa".
Nei mezzi di trasporto è congiunto al veicolo.

Molte marche di sigarette propongono i loro portacenere con impresso il proprio logo. Grazie alle innumerevoli quantità di portacenere esistenti con loghi di marche di sigarette, di birra o di caffè sono nati molti collezionisti del genere.

A Milano ogni giorno vengono prodotti 5 milioni di mozziconi di sigaretta, di questi 1,25 milioni vengono gettati a terra. Sono i dati illustrati a Palazzo Marino alla presentazione della campagna di comunicazione 'Milano è così' che ha l'obiettivo di sensibilizzare i cittadini sulla dispersione dei mozziconi nell'ambiente. La campagna è stata realizzata da Amsa, Jti (gruppo Japan Tobacco Inc.) con il patrocinio del Comune di Milano.

Negli esercizi commerciali sono stati distribuiti 3 mila 'Cenerino', un posacenere da esterno per bar e ristoranti realizzato in materiali riciclati, prodotto con Cial (Consorzio nazionale recupero e riciclo imballaggi in alluminio) e Comieco (Consorzio recupero e riciclaggio imballaggi a base cellulosica). Altri 25 mila posacenere tascabili, realizzati da Jti, sono stati consegnati ai fumatori all'uscita della metropolitana M1 nelle stazioni Duomo, Cadorna, Lima e Lotto.

"È una iniziativa importante che sensibilizza su un tema cruciale per il decoro della città - ha detto l'assessore a Mobilità e ambiente del Comune, Pierfrancesco Maran - a Milano ci sono circa 25 mila cestoni per gettare i mozziconi in modo sostenibile ma non per tutti il gesto risulta automatico".

"I mozziconi di sigarette sembrano un problema marginale - ha concluso il responsabile operativo di Amsa, Mauro De Cillis - ma così non è perché in natura ci mettono fino a 5 anni per deteriorasi totalmente". Per le strade di Milano ogni anno, secondo Amsa, vengono raccolte 90 tonnellate di mozziconi.



Al giorno d'oggi fumare è diventata un'abitudine della maggior parte della gente. Ovunque è pieno di mozziconi di sigaretta che indicano il passaggio di qualche fumatore. Ma è stato inventato un oggetto tanto semplice quanto utile per poter raccogliere i rimasugli di cenere e tabacco: il posacenere. In commercio ne esistono parecchi, ma per chi volesse invece creare un posacenere con le proprie mani dando un tocco di originalità potrà utilizzare delle lattine delle bibite invece di buttarle. Un posacenere è un ricettacolo di cenere di mozziconi di sigarette e di sigari; è tipicamente realizzato con materiale ignifugo come il vetro, la plastica termo-resistente, la ceramica, il metallo, o la roccia. Normalmente il design di un posacenere consiste in un cilindro poco profondo con una base piatta. I modelli di posacenere utilizzati nei luoghi pubblici sono nella maggior parte dei casi da parete e a causa del maggiore uso che ricevono presentano dimensioni più grandi rispetto ai posacenere da tavolo standard. In commercio esistono una grande varietà di posacenere, il modello più comune possiede due tacche sul bordo per contenere sia che le sigarette che i sigari.

I design più particolari di posacenere sono composti da due parti di metallo ad incastro, il cui fondo è riempito con acqua. I posacenere si trovano anche nelle auto (molti produttori di veicoli non includono più i posacenere come equipaggiamento standard ma come accessori opzionali), al di sopra di alcune pattumiere e nei servizi igienici pubblici (anche se ora stanno diventando sempre più rari nei luoghi pubblici a causa dei divieti di fumo). Per realizzare il posacenere per prima cosa prendete una lattina vuota e lavatela accuratamente.

Con un paio di forbici resistenti tagliate la parte superiore della lattina (iniziate dal foro dal quale si beve e seguite il bordo inferiore dell'apertura superiore). Tagliate i lati del barattolo creando delle strisce verticali larghe e lasciandole attaccate alla base della lattina. Pulite le strisce fuori e dentro, in modo che l'interno della base della lattina diventi il centro di molti raggi orizzontali. Piegate ogni striscia su se stessa per far sì che il lato di alluminio grezzo vada a terminare leggermente sulla linea diagonale del lato colorato. Il bordo dell'estremità libera della striscia colorata deve toccare (ma non sconfinare) la base della lattina.

La striscia creata deve risultare simile ad un triangolo sbilenco. Piegate il resto delle strisce nello stesso modo della prima, infilando l'estremità di ciascuna sotto il lato corto del triangolo formato. Infine spingete l'estremità libera dell'ultimo lembo sotto il lato corto di una striscia qualsiasi (solitamente la prima striscia, o la terza contando in avanti).


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