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sabato 11 aprile 2015

L' ARANCIO

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L'arancio è un albero da frutto appartenente al genere Citrus (famiglia Rutaceae), il cui frutto è l'arancia (detta nell'uso corrente anche "arancio", come l'albero), talora chiamata arancia dolce per distinguerla dall'arancia amara. È un antico ibrido, probabilmente fra il pomelo e il mandarino, ma da secoli cresce come specie autonoma e si propaga per innesto e talea.

Originario della Cina e del sud-est asiatico, questo tipico frutto invernale sarebbe stato importato in Europa solo nel XIV secolo da marinai portoghesi. Tuttavia alcuni testi antico-romani ne parlano già nel I secolo; veniva coltivata in Sicilia e dove era chiamato melarancia, il che potrebbe significare che il frutto avesse raggiunto l'Europa via terra. Potrebbero essere corrette entrambe le teorie. Probabilmente l'arancio giunse davvero in Europa per la via della seta, ma la coltivazione prese piede solo nella calda Sicilia, dove la sua diffusione si arenò. Solo dopo secoli venne riscoperto dai marinai portoghesi.

Da notare che a Roma, nel chiostro del convento di Santa Sabina all'Aventino è presente una pianta di arancio dolce che secondo la tradizione domenicana è stata portata e piantata da San Domenico nel 1220 circa. La leggenda non specifica se il santo avesse portato la pianta dal Portogallo o dalla Sicilia, dove essa era giunta al seguito della conquista arabo-berbera.

L'arancio è un albero che può arrivare fino a 12 metri, dalle foglie allungate e carnose e dai fiori candidi. I germogli sono sempre verdi, mai rossastri. I frutti sono rotondi e sia la buccia sia la polpa sono del tipico colore arancione. La buccia è caratterizzata da una leggera ruvidezza che è diventata termine di paragone anche in campi totalmente diversi: parliamo per esempio di pelle a buccia d'arancia in cosmesi, o di superfici a buccia d'arancia in edilizia.

Il periodo di riposo dell'arancio è di soli tre mesi, per cui succede che l'albero fiorisca e fruttifichi contemporaneamente. I primi frutti si possono raccogliere in novembre (navelina), e gli ultimi a maggio - giugno (valencia late). Un albero adulto produce circa 500 frutti all'anno.

Oltre al limone, al pompelmo e al mandarino, l'arancia è sicuramente uno degli agrumi più apprezzati e graditi da grandi e piccini. Ottimo rimedio naturale contro gli stadi d'inappetenza, l'arancia è una vera e propria bomba vitaminica, utilissima non solo per il suo potere antiossidante, ma anche per stimolare l'attività cerebrale, favorire la digestione, alleviare i dolori di stomaco, depurare l'organismo ed assicurare un effetto calmante, a scapito di ansia e stress.
In cosmesi, la buccia d'arancia, tipicamente porosa e ruvida, viene considerata un pretesto ideale per paragonare la tanto odiata, quanto onnipresente, cellulite.
L'arancio, inoltre, per i suoi frutti dalla forma tondeggiante e dal colore brillante, è stato oggetto di numerose opere artistiche, mentre i fiori candidi sono cantati ed esaltati da molti poeti e scrittori.
Anche in cucina l'arancio è un agrume molto apprezzato, che ben si sposa a piatti di carne e pesce, oltre ad arricchire macedonie di frutta e a decorare aperitivi e soft drink.

L'arancio dolce si assicura il primato dell'agrume più consumato e diffuso al mondo: a tal proposito, sono coltivate centinaia di varietà differenti. L'Italia si classifica al 5° posto nella graduatoria dei maggiori produttori di arance (secondo le statistiche FAOSTAT, 2005), producendone oltre 2,5 milioni di tonnellate annue; il Brasile si è guadagnato il primo posto, con una produzione stimata attorno ai 18 milioni.
L'arancio dolce è originario della Cina ma, con ogni probabilità, era già noto al tempo degli Antichi Romani nel primo secolo d.C.. Fu introdotto nelle Penisola Iberica solo nel 1300. Si narra che gli Arabi portarono le arance in territorio siculo nel lontano IX secolo d.C.: in Sicilia, l'arancia veniva chiamata melarancia, mentre in letteratura assunse l'appellativo di portogallo fino al 1800.
Ad ogni modo, i nomignoli attribuiti all'arancia sono numerosissimi: purtualli (in siciliano), portogàl (in dialetto ferrarese), partaall (in Abruzzo), partaall (in Liguria), naransa (in Veneto), purtiall (sul Gargano), portacallu (nel Salento) ecc.

Le arance apportano solo 34 Kcal per 100 grammi, pertanto sono indicate nei regimi dietetici che richiedono poche calorie. Per 100 grammi di arancia (parte edibile) sono presenti 87 grammi di acqua, circa 8 grammi di carboidrati, 1,6 di fibre, 0,7 di proteine e pochissimi grassi (0,2 g).
Questi agrumi sono apprezzati per il loro contenuto in acido ascorbico, sebbene l'apporto di vitamina C stimato in kiwi, peperoni, spinaci e fragole sia di gran lunga superiore.
L'olio essenziale (o essenza di Portogallo) ricavato da foglie e buccia dell'arancio è ricchissimo in limonene, monoterpene costituente l'80% o il 90% dell'intera essenza. Nell'olio essenziale si riscontrano anche aldeidi, linalolo, geraniale, cumarine, furocumarine e nerale.
Conosciutissima è l'essenza di neroli ma, a differenza di quanto si può pensare, l'arancio dolce non ne rappresenta la matrice di partenza: l'estratto di neroli è ottenuto esclusivamente dai fiori di arancio amaro.
Tra gli altri componenti chimici si ricordano citroflavonoidi, carotenoidi, flavanoni (narirutina ed esperidina), antocianine (cianidin-3-glucoside, tipico delle arance rosse), acidi idrossicinnamici (ferulico, cumarinico, caffeico) ed oli grassi.

In generale, l'arancia viene impiegata in fitoterapia per le virtù antispasmodiche e stomachiche: pertanto,  trova impiego soprattutto negli stati di inappetenza. Cerchiamo ora di approfondire ulteriori azioni terapeutiche associate all'arancio.
AranceI citroflavonoidi assolvono la funzione di rafforzare i capillari: a tal proposito, l'arancio è utile in caso di fragilità capillare.
La ricchezza in vitamina C assicura una potente attività antiscorbutica, antiradicalica, oltre a potenziare le difese immunitarie dell'organismo. Il consumo abituale di arance favorisce la digestione grazie alle sostanze in grado di stimolare i succhi gastrici ed alleviare eventuali dolori a carico dello stomaco.
Le foglie essiccate trovano impiego come blando sedativo, diuretico e stomachico. In dosi più elevate, il decotto di foglie essiccate di arancio dolce rappresenta un buon rimedio naturale per contrastare tosse (di tipo convulsivo) e spasmi.
I fiori essiccati, invece, sono utilizzati nel trattamento dell'insonnia di lieve entità.
Recentemente sono stati condotti studi sperimentali su piccole cavie (roditori) per testare il potenziale effetto dell'arancia su uricemia (parametro che esprime la quantità di acido urico nel sangue) ed uricosuria: dopo un periodo di somministrazione pari a tre settimane, si è osservata “una riduzione dell'uricemia per uricolisi epatorenale con uricosuria senza alterazioni della diuresi”.
L'essenza estratta dall'arancia viene utilizzata anche dall'industria profumiera, per la realizzazione di acque profumate, shampoo, bagnoschiuma, latti per il corpo e creme profumate. In ambito alimentare, l'essenza di arancio dolce è sfruttata per la preparazione di liquori e distillati, oltre che per realizzare marmellate e gelatine di frutta.
Le furocumarine presenti sono pigmenti fotosensibilizzanti, pertanto sono utilizzate talvolta nella formulazione di prodotti per trattare affezioni cutanee.
In cosmesi, l'estratto di arancio dolce è impiegato nella formulazione di creme anti-aging, depigmentanti e lozioni dopo sole.


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venerdì 13 marzo 2015

IL CORNIOLO

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Il corniolo (Cornus mas) appartiene alla famiglia delle Cornacee. Il periodo di fioritura in Italia va da marzo ad aprile, solitamente ancora prima della forsizia.

I cornioli sono arbusti o piccoli alberi alti fino a 5 m. con foglie ovate ed opposte, ricoperte parzialmente da peluria su entrambe le pagine. I fiori gialli si aprono ad ombrello. I frutti, sia di un bel colore rosso corallo che anche gialli, assomigliano a piccole ciliegie oblunghe. I rami sono di colore rosso-bruno e rametti brevi, la corteccia è screpolata.

Ama terreni umidi e ombreggiati calcarei, per cui è facile trovarlo nei boschi d'alta collina o di montagna.

Il loro legno e i loro frutti come anche i loro semi sono o erano di grande significato.

I piccoli frutti rossi vengono elaborati oltre che per succhi di frutta e per marmellate (ottime accompagnate al bollito di carne) e per eccezionali bevande anche come aromatizzante per alcuni tipi di alcolici come ad esempio la grappa. I prezzi per questi prodotti sono relativamente alti a causa del grosso apparato di lavoro dovuto alla bassa fertilità e al basso contenuto di alcool. Si possono mangiare i frutti anche crudi, ma sono buoni solo quelli che sono appena caduti o che cadono dallo stelo in seguito ad un leggero tocco. Il legno duro (il più duro presente in Europa) viene utilizzato tra l'altro anche per la produzione di pipe.

Le foglie sono semplici, opposte, con un picciolo breve (5-10 mm) e peloso, la forma è arrotondata, integra e un po' ondulata ai margini, acuminata all'apice. È di colore verde, più chiaro di sotto. Presenta una nervatura al centro e 3-4 paia di nervature secondarie. I fiori sono ermafroditi cioè che hanno organi per la riproduzione sia maschili sia femminili, si presentano in forma di ombrelle semplici e brevi, circondate alla base da un involucro di 4 brattee (foglia modificata che protegge il fiore) di colore verdognolo sfumato di rosso, sviluppatisi prima della fogliazione. La corolla è a 4 petali acuti, glabri (senza il pelo, lisci), di colore giallo-dorato, odorosi. Fiorisce da dicembre a marzo.

Il frutto del corniolo è una drupa (frutto carnoso) con la forma di un uovo allungato. È di colore rosso-scarlatto, dal sapore acidulo, contenente un seme osseo.

Il corniolo, specie propria dell'Europa centro-orientale sino al Caucaso e all'Asia minore, in Italia si trova in tutta la penisola ma è più frequente nelle regioni settentrionali. È una specie che predilige i terreni calcarei, e vive in piccoli gruppi nelle radure dei boschi di latifoglie, tra gli arbusti e nelle siepi del piano sino a 1300 (1530) m; spesso è coltivata anche come specie ornamentale e per i suoi frutti commestibili. Il legno del Corniolo è di colore bruno-chiaro nelle parti interne (alburno) mentre nella corteccia è rossastro, con anelli poco distinti. Questo legno è durissimo e molto resistente. Nel passato era usato per la fabbricazione di pezzi di macchine soggetti a forte usura (per es. raggi e denti da ruota) e per lavori di tornio. La sarissa, picca usata dalla falange macedone, era in legno di corniolo.Tutta la pianta ha proprietà tintorie (giallo).


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