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martedì 31 marzo 2015

LA VOLPOCA

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La Volpoca (Tadorna tadorna, Linnaeus 1758) è un uccello della famiglia degli Anatidae.

Lunga tra i 55 e i 65 centimetri, ha un’apertura alare che può raggiungere il metro e 20. La conformazione è molto simile a quella dell’Oca selvatica, da cui però si differenzia marcatamente per i colori. In prevalenza le piume sono candide, mentre la testa e il collo sono verde scuro, con due macchie nere sul dorso e la caratteristica fascia rosso-bruna che le fa da collare. Una spessa striscia le tinge di scuro quasi tutto il ventre, così come la punta delle penne della coda e delle remiganti alari.
La completa perdita delle penne di coda e ali nella fase di muta impedisce alla Volpoca di prendere il volo finché la livrea non si è del tutto riformata.  Le zampe sono color carne, mentre il becco, rosso acceso in primavera, tende a sbiadire con l’arrivo dell’autunno. I maschi si distinguono per le dimensioni maggiori e per la protuberanza sul becco che si manifesta nel periodo della riproduzione, mentre le femmine hanno una macchia bianca tra il becco e gli occhi e presentano un piumaggio dai toni più tenui e meno contrastanti, con la fascia scura del ventre che quasi non si nota.

Questa anatra deve il suo caratteristico nome all'abitudine di occupare le tane delle volpi e dei tassi. E' diffusa lungo le coste dell'Europa settentrionale (soprattutto del Mare del Nord e del Baltico), in Asia (Cina, Giappone e laghi della Siberia). In Italia è stanziale in Sardegna. Popola le coste marine e le zone salmastre.

La dieta è a base di pesciolini, molluschi, insetti, erbe, sementi e bacche. In cattività si adatta ai normali mangimi ed alimenti bilanciati, integrando la dieta con vermi, crostacei e piccoli molluschi.
Di solito nidifica in tane e buche del terreno (spesso tane profonde abbandonate da volpi e tassi). Depone da sette a dodici uova dal guscio biancastro che cova per circa ventisei giorni. In cattività si riproduce senza difficoltà. Le coppie sono ha un legame stretto. I piccoli appena nati vengono condotti dalla madre verso la più vicina zona d'acqua per insegnare loro a nuotare e a nutrirsi.



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                              http://asiamicky.blogspot.it/2015/03/il-lago-del-frassino.html



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mercoledì 18 marzo 2015

L' OCA SELVATICA

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È considerata l'antenata dell'oca domestica europea, le cui penne venivano usate come calamo, volano o dardo per frecce.

L'oca selvatica è diventata molto famosa grazie all'etologo Konrad Lorenz; con essa ha infatti studiato il fenomeno dell'imprinting.

Il nome inglese dell'oca, Goose, in origine era una delle più vecchie parole delle lingue indoeuropee (Crystal), in quanto il nome moderno deriva dalla radice proto-indoeuropea ghans, da cui il sanscrito hamsa (femminile hamsii), il latino anser, il greco khén.

Nelle lingue germaniche, questa radice si trasformò nell'inglese arcaico gos, plurale gés, nel tedesco Gans e nell'antico norvegese gas. Altre derivazioni moderne sono il russo gus e l'antico irlandese géiss; il cognome dell'ecclesiastico Jan Hus derivava dal ceco husa. In inglese l'oca maschio viene chiamata "gander" (dall'anglosassone gandra) e la femmina "goose" (Dizionario Integrale Revisionato di Webster (1913)); i giovani uccelli prima che imparino a volare sono chiamati "goslings". Un gruppo di oche al suolo vengono indicate come gaggle; quando volano in formazione sono chiamate wedge o skein.

Le oche sono uccelli medio-grandi, sempre associati ad un'esistenza legata in maniera maggiore o minore all'acqua. La maggior parte delle specie selvatiche di Europa, Asia e Nordamerica sono grandi migratrici, nidificano nell'estremo nord e svernano molto più a sud. Comunque, gli esemplari fuggiti e le introduzioni hanno portato alcune specie alla nascita di popolazioni residenti rinselvatichite.

Le oche sono state addomesticate per secoli. In Occidente, le oche da cortile discendono da quella selvatica, ma in Asia è stata allevata più o meno a lungo l'oca cigno.

Le oche solitamente si accoppiano con lo stesso partner per tutta la vita, ma un piccolo numero di esse può "divorziare" e cercarsi un nuovo compagno. Tendono a deporre un numero di uova più basso delle anatre, ma entrambi i genitori proteggono il nido e i piccoli, che solitamente hanno un tasso di sopravvivenza più alto rispetto a quelli allevati da un solo genitore.

L'oca selvatica ha una lunghezza di 74–84 cm e una apertura alare di 149–168 cm. L'oca selvatica non presenta un particolare dimorfismo, la femmina è leggermente più piccola del maschio. È grigia sulla parte superiore e bianca nella parte inferiore.

L'oca selvatica è tipica di tutti gli ambienti umidi, una volta nidificava ampiamente in tutta Europa, ma l'urbanizzazione ha diminuito fortemente il suo habitat.

Si riproduce in Islanda, Gran Bretagna, Scandinavia, Europa centrale, Russia e Cina nord-orientale. Sverna in alcune zone dell'Europa costiera e dell'Asia meridionale, dall'India settentrionale alla Cina meridionale.

Alcuni esemplari nidificano anche in Francia, in particolare in Alsazia, nella baia della Somme e nel Parco ornitologico del Teich, ma si tratta di popolazioni introdotte.

L'oca selvatica è un animale onnivoro, ma si nutre principalmente di varie piante, semi e bacche.

Il nido è composto da 4-6 uova in luoghi nascosti e vicino all'acqua. Le uova sono deposte in primavera, generalmente in marzo. Il maschio collabora ampiamente alla cova che dura un mese dopo un altro mese i pulcini sono già in grado di volare, ma non si allontanano dai genitori fino all'inverno successivo.

Durante gli spostamenti ha un comportamento gregario, formando le classiche "V" nel cielo. Questo meccanismo, spostando continuamente l'elemento in testa permette di diminuire la resistenza dell'aria e quindi la fatica.


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