Visualizzazione post con etichetta psicosi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta psicosi. Mostra tutti i post

sabato 21 novembre 2015

FAMIGLIE CON MALATI PSICHIATRICI

.


Mentre la cultura nei diversi settori della medicina avanza anche fra la gente comune per effetto del continuo apporto dei media, che crea poi domanda di ritorno, è opinione diffusa che nel campo della salute mentale esista ancora una certa misconoscenza del problema. È viceversa ben presente l’effetto del pregiudizio, come sempre avviene in questi casi, che va dalla paura, alla vergogna, alla colpa. La paura soprattutto è diffusissima nei confronti di un pericolo vago e distinto; vergogna e colpa colpiscono invece i familiari. I media purtroppo, invece di impegnarsi nella lotta al pregiudizio, ne sono anch’essi vittime acritiche, sempre alla ricerca esasperata di sensazionalismo a ogni costo.
In questo panorama si può verificare, a un certo punto, la situazione di un congiunto colpito dalla malattia mentale con diagnosi di schizofrenia o di altra psicosi grave. E qui inizia la difficoltà del confronto con qualcosa di difficile da capire, con i pareri più diversi degli addetti ai lavori (farmaci vecchi e nuovi, psicoterapie di varie tendenze, prognosi nebulose, prese in carico difficili), con il peso maggiore che grava sulla famiglia, non in grado di reggerlo per varie ragioni (età avanzata, mancanza di risorse economiche, conflittualità eccessiva…).
A differenza di altre malattie o di un handicap fisico, la malattia mentale non concede tregua, non consente una vita familiare degna di questo nome, poiché è molto distruttiva.

Convivere con il disagio mentale di un figlio o un genitore. Stare 24 ore al giorno assieme a una persona scrutando i suoi comportamenti, osservando le sue reazioni, assecondando le piccole follie quotidiane e temendo, d´altro canto, che un giorno la psiche possa dare il via a un raptus di violenza incontenibile.

Detto così, quello del disagio psichico sembra un problema per poche famiglie sfortunate. Invece una casa su due, circa un quinto della popolazione, si trova a fare i conti con situazioni di malessere, se non di vera malattia. Si tratta di dati peraltro destinati ad aumentare inesorabilmente, secondo gli specialisti, con la crescita dello stress della vita. Ma soprattutto si tratta di dati stimati, nascosti. La maggior parte dei casi non viene allo scoperto, ma resta latente: "Le famiglie, per un senso di vergogna, spesso sono restie a confidare a uno specialista di avere un problema - dice Vincenzo Villari, primario della Psichiatria 2 delle Molinette - E lo fanno solo quando esplode in modo eclatante. Invece spesso è possibile prevenire certi comportamenti violenti facendosi seguire da una persona neutrale, esterna alla famiglia, in grado di valutare certe situazioni critiche che si sono cristallizzate in casa. E questo è un problema trasversale a tutta la società, che non si fa influenzare dal ceto o dal livello culturale. Anche se spesso famiglie di estrazione sociale diversa reagiscono in modo diverso al problema".



Solo in rari casi, ovviamente, il destino di questi nuclei familiari è quello di diventare protagonisti di un caso di cronaca atroce. "Da sempre si tende erroneamente a collegare la malattia mentale alla violenza - continua Villari - Invece le statistiche non lo dimostrano affatto. Quello che cambia, piuttosto, è che la violenza nelle persone sane sembra spinta da ragioni più comprensibili, mentre i malati mentali a volte agiscono spinti da motivazioni deliranti. E questo ci spiazza. Certamente, però, va presa in considerazione l´esistenza di un precedente. Se già una persona ha avuto un episodio di violenza, capire l´origine del disturbo e curarla è fondamentale per ridurre il rischio che si ripeta".

In generale il disturbo è soggettivo, il malato non fa del male ma sta male. E stanno male i loro familiari. Da anni, ormai, la psichiatria prende in cura, oltre al malato, anche i parenti. Perché spesso sono proprio le relazioni nate sotto lo stesso tetto la causa o l´affetto di un disagio psichico. In molti casi non si può parlare di malattia mentale, ma di malessere. E spesso si instaurano relazioni familiari basate sul ricatto emotivo, comportamenti improntati sulla paura di reazioni. "È una situazione molto più frequente di quanto non si pensi - conclude Villari - ed è anche difficile da sondare dall´esterno, perché le dinamiche all´interno di una famiglia possono sembrare incomprensibili, agiscono su livelli sotterranei. La famiglia è un grande contenitore di emozioni e i suoi componenti devono essere in grado di notare quando queste dinamiche prendono una piega sbagliata: comportamenti strani, emozioni diverse dal solito, decadimento improvviso del rendimento scolastico o lavorativo. Quello è il momento in cui bisogna chiedere aiuto, prima che sia tardi".

L’attenzione riservata alle famiglie nella psichiatria ha una storia relativamente recente ed in pochi anni il lavoro con le famiglie si è radicalmente trasformato.
Fino a quando era il manicomio l'istituzione preposta a rispondere ai bisogni non solo di cura, custodia, ma anche di controllo sociale, nel rapporto tra istituzione e paziente la famiglia restava in ombra, scompariva dalla scena. La separazione netta tra la normalità e la follia costruiva la lontananza della famiglia.
Possiamo forse immaginare le ricadute emotive nelle famiglie rispetto al vissuto di colpa per l'assenza, per la distanza del familiare ricoverato. Le ricerche al riguardo sono scarse, ma sono le persone, i loro racconti a suggerirci l’esistenza di un vissuto familiare pesante anche in presenza di risposte istituzionali tanto certe quanto forti e di delega totale quali quelle manicomiali.
L’ereditarietà, questione su cui oggi s’impegnano le neuroscienze, era l’unico terreno in cui comparisse la famiglia in chiave esclusivamente deterministica e come fonte di dati anamnestici oggettivi, o presunti tali (la tara ereditaria).
Ancora oggi dobbiamo confrontarci con le famiglie che ricordano "il sangue malato" del nonno morto in manicomio, forse ricomparso nel figlio, e si vergognano, e non parlano, e piangono.



FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.
 GUARDA ANCHE


LA NOSTRA APP



http://www.mundimago.org/



.

sabato 5 settembre 2015

I DISTURBI MENTALI



I confini della malattia mentale sono talvolta soggettivi e condizionati dall'evoluzione della riflessione clinica, dalle pressioni ambientali e dalla tolleranza della società rispetto a comportamenti di "devianza".Per questo, il metro col quale valutare alcuni tipi di comportamento come possibili sintomi di una malattia mentale è cambiato nel corso del tempo. Ad esempio, l'omosessualità è stata considerata un disturbo mentale fino al 1973, quando l'evoluzione della ricerca e della riflessione clinica ha portato la comunità scientifica internazionale a superare questa vecchia interpretazione.

In Italia i disturbi mentali possono essere curati a costi molto ragionevoli recandosi presso un Centro Salute Mentale (ex-Centro Igiene Mentale) della ASL di appartenenza del malato, previa richiesta al medico di famiglia. Nei casi in cui la malattia è particolarmente invalidante si può richiedere l'esenzione dal versamento del ticket e dal pagamento dei medicinali necessari. Alcuni psicofarmaci di ultima generazione possono essere prescritti solo attraverso un percorso terapeutico attivato presso il CSM. Psicologi e psicoterapeuti non possono per legge prescrivere medicinali; gli psichiatri, sia del pubblico impiego che esercenti la libera professione, essendo medici, possono invece prescrivere i medicinali.

Le varianti genetiche che predispongono al rischio di schizofrenia e disturbo bipolare sono molto frequenti tra le persone che svolgono un'attività creativa. Lo ha stabilito uno studio su 150.000 soggetti, confermando ancora una volta la correlazione tra creatività e disturbi mentali

La creatività e alcuni disturbi psichiatrici condividono le stesse radici genetiche: è quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista “Nature Neuroscience” da Kari Stefansson, dell'Università di Amsterdam, e colleghi di una collaborazione internazionale.



Una ricca aneddotica storica riferisce la presenza in molti artisti di una vena di follia o di un vero e proprio disturbo mentale. Gli studi epidemiologici moderni mostrano invece un fenomeno leggermente diverso: nelle professioni creative c'è una prevalenza superiore alla norma di parenti di soggetti affetti da schizofrenia o disturbo bipolare.

Questi risultati indicano il possibile coinvolgimento di più geni, che all'interno di una famiglia possono esprimersi in alcuni casi come disturbo psichiatrico e in altri come vena creativa. Finora tuttavia non era chiaro quanta parte di questa correlazione statistica fosse da attribuire alla genetica e quanta alle condizioni ambientali comuni.

Stefansson e colleghi hanno analizzato i dati raccolti nel corso di ampi studi genetici su 150.000 soggetti sani o affetti da schizofrenia e disturbo bipolare. Hanno così scoperto che le varianti genetiche che in questi studi risultavano associate a un maggior rischio di disturbi mentali erano predittive delle stesse patologie in un'altra popolazione, costituita da 86.292 soggetti islandesi.

Le stesse varianti hanno permesso di prevedere, nella popolazione islandese considerata, quali soggetti sani dal punto di vista psichiatrico appartenessero ad associazioni artistiche nazionali di attori, danzatori, musicisti, artisti visivi e scrittori. Lo stesso tipo di riscontro è stato documentato in 8.893 soggetti svedesi e 18.452 olandesi impegnati in professioni creative.

La correlazione statistica è risultata valida controllando tutti gli altri possibili fattori in grado di influenzare il risultato come il quoziente intellettivo, il livello di scolarità e il grado di parentela con i soggetti affetti da schizofrenia o disturbo bipolare.

“Abbiamo usato gli strumenti della genetica moderna per far luce su un meccanismo fondamentale di funzionamento  del cervello”, ha spiegato Stefansson. “I risultati di questo studio non dovrebbero sorprendere, poiché per essere creativi occorre pensare in modo diverso dalla massa, e precedenti studi hanno dimostrato che è ciò che fanno i portatori di fattori genetici che predispongono alla schizofrenia”.



I disturbi mentali, sono stati tradizionalmente divisi per convenzione in due grandi gruppi: le nevrosi (o psiconevrosi) e le psicosi che di norma identificano disturbi più importanti e spesso di una certa gravità.

Il termine Disturbi Neurobiologici adottato di recente dalla associazione delle famiglie statunitense NAMI, sembra più adatto per identificare le malattie mentali, considerando che ad ogni diturbo cognitivo e comportamentale viene associata ad una disfunzione a livello cerebrale.
Questi disturbi afferiscono il cervello, l'organo impiegato dal corpo umano che serve per prendere delle decisioni ed è sede delle emozioni e degli affetti.

Queste malattie hanno in comune il fatto che le persone affette non riescono sempre a controllare bene i loro pensieri. I soggetti possono soffrire a causa di allucinazioni visive, uditive o a causa di altri sintomi: in questi momenti diventano "psicotici". Qualche paziente può esibire emozioni "inappropriate": rattristarsi o piangere o esprimere ilarità fuori luogo. Alcune persone sembrano inespressive e non mostrano alcuna emozione. Allo stesso tempo altri soggetti sembrano avere invece il pieno controllo delle loro capacità come se non fossero malati.

Le patologie mentali non vanno confuse con il ritardo mentale, che è determinato da una diminuzione della capacità intellettiva manifestata fin dalla nascita per cause fisiche.

I malati mentali sono provvisti di una normale intelligenza e non sviluppano alcun sintomo se non, nella maggior parte dei casi, verso l'adolescenza e la prima età adulta.

La malattia va e viene; alcune persone si ammalano in modo episodico, altri quasi perennemente. Altri soffrono a causa di un singolo episodio ed alcuni di più episodi nel corso degli anni; i rimanenti restano ammalati per tutta la loro vita.



LEGGI ANCHE : http://popovina.blogspot.it/2015/09/lesorcismo.html




.

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.
 GUARDA ANCHE


LA NOSTRA APP



http://www.mundimago.org/



.

questo

Post più popolari

Blog Amici