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mercoledì 28 ottobre 2015

IL FENNEC

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Si ritiene che il termine "fennec" derivi dalla parola araba fanak, che significa "volpe". "Zerda" è invece una parola greca che significa "asciutto" e si riferisce dunque all'habitat naturale di questo animale.

Nel nord Africa vive un piccolo mammifero appartenente alla famiglia dei canidi. Il suo nome è fennec, nota anche come "volpe del deserto". È un animale notturno che si rifugia in tane sotterranee durante le fasi del giorno più soleggiate. La sua caratteristica principale sono due grandi orecchie a punta. La loro funzione è quella di disperdere l'estremo calore delle zone desertiche. Questo conferisce alla volpe fennec un aspetto piuttosto simpatico e carino.

Il fennec, come molti altri canidi, vive in piccoli branchi. I branchi di fennec solitamente superano di poco la decina di esemplari. L'alimentazione del fennec si basa soprattutto su altri piccoli mammiferi, preda di queste piccole volpi. Ma il fennec è capace di adattarsi a tutto. Consumano come pasto anche piante e piccoli insetti. In quanto animale desertico resiste alla siccità e può vivere senza abbeverarsi per diverso tempo. Il fennec presenta un manto particolare, capace di bilanciare la temperatura corporea. Inoltre protegge dal caldo eccessivo proveniente dall'esterno. È un pelo piuttosto morbido e setoso, cosa che purtroppo lo rende appetibile per i bracconieri.

Il fennec è un animale evolutosi appositamente per l'habitat che popola. Anche le zampe del fennec presentano un folto pelo. Ciò lo aiuta a muoversi con molta agilità sul terreno sabbioso e ardente. Il fennec è un mammifero curioso, vispo e molto intelligente. È anche piuttosto prudente. Se sente una minaccia imminente scappa via in velocità. Ciò gli vale il soprannome di "folletto del deserto", grazie alla rapidità di movimento. Si riproduce una volta l'anno, dando alla luce dai tre ai cinque cuccioli di fennec. In alcuni Paesi privi di restrizioni è possibile adottare cuccioli di fennec come animali da compagnia.



Il fennec è la più piccola volpe al mondo, ma le sue grandi orecchie, lunghe 15 centimetri, sembrano prese in prestito da un parente di maggiori dimensioni. I fennec vivono nel deserto del Sahara e un po’ ovunque nelle regioni del Nord Africa. Le loro abitudini notturne li aiutano a sopravvivere alle temperature infuocate dell’ambiente desertico, e alcuni adattamenti fisici sono a loro volta d’aiuto.

I fennec addomesticati si dimostrano piuttosto socievoli, anche con gli estranei. Estremamente attivi, possono persino rendere esausti gli altri animali domestici a causa della loro vivacità.

Nonostante questo, in molti paesi è illegale possedere un fennec.


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giovedì 12 marzo 2015

L' ASPIO

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L'aspio è originario delle acque dell'Europa centro orientale ed in parte settentrionale, il suo areale, infatti, va dalla Germania alla Russia europea comprendendo Svezia e Finlandia meridionali ed estendendosi anche al Caucaso ed a parte dell'Anatolia settentrionale; era invece finora assente nelle regioni mediterranee.
Dagli ultimi anni del XX secolo è stato introdotto in buona parte della Spagna e, in Italia, nel bacino del fiume Po, dove si è ben ambientato ed ha raggiunto densità notevoli. Successivamente l'area di diffusione nella penisola italiana si è estesa; è infatti presente anche in bacini artificiali dell'Italia centrale.
Il suo habitat naturale è quello dei grandi fiumi di pianura con acqua a corrente moderata, ricche di piccoli ciprinidi che costituiscono le sue prede predilette. Può però vivere anche nella zona del barbo. Nella parte settentrionale del suo areale frequenta anche le acque salmastre degli estuari mentre nel Mar Nero e nel Mar Caspio vi sono popolazioni che stazionano in mare comportandosi come anadromi.

Il suo aspetto è quello di un ciprinide ma la sua costituzione massiccia lo rivela subito come potente predatore. La bocca, infatti, è molto grande e rivolta verso l'alto, l'occhio è piccolo, così come le squame. La testa è grande ed ha un aspetto appuntito, con la mandibola prominente rispetto alla mascella. Una caratteristica della specie è di avere una sorta di carena rigida sul ventre tra l'apertura anale e la pinna anale.
La livrea non è appariscente, infatti ha il dorso verdastro od olivastro, scuro, i fianchi argentei ed il ventre bianco. Le pinne anale, ventrali e pettorali hanno un colore rossiccio mentre la dorsale e la caudale sono scure. È un gigante fra i ciprinidi, infatti può raggiungere il peso di 9 kg per 1 metro di lunghezza, tuttavia la media degli adulti è di circa 3 kg.

È l'unico ciprinide ad aver evoluto un comportamento predatorio, gli adulti sono solitari ed attaccano piccoli pesci lanciandosi contro i branchi. Le sue prede preferite sono alborelle, gardon e piccoli ciprinidi in genere ma all'occasione non disdegna rane, pulcini di folaga e gallinella d'acqua o topi.

La riproduzione avviene agli inizi della primavera; i riproduttori si radunano in branchi e risalgono il corso dei fiumi o degli affluenti fino a raggiungere zone con forte corrente e fondi pietrosi dove avviene la deposizione delle uova.

L'aspio è una cattura molto interessante per il pescatore sportivo, per le dimensioni che può raggiungere e per la bontà delle sue carni. Le tecniche che più gli si addicono sono due: lo spinning e la pesca con il mort maniè. La sua reazione alla cattura è molto energica ed impegna a fondo il pescatore. Le carni sono più apprezzate di quelle degli altri ciprinidi anche per la minore presenza di spine, soprattutto nei grandi esemplari.

L'introduzione dell'aspio nel bacino del Po ha causato gravi danni a molte altre specie di pesci, soprattutto a quelle di più piccole dimensioni, provocando, per esempio, la rarefazione delle alborelle ma anche dei cavedani e di altre che vengono predate durante le fasi giovanili. L'aspio è abbastanza adattabile alle rettificazioni dei fiumi e si può trovare anche nei canali con pareti di cemento.

LEGGI ANCHE : http://pulitiss.blogspot.it/p/e-dog-sitter-dalla-passeggiata.html

                              http://asiamicky.blogspot.it/2015/03/parco-lombardo-della-valle-del-ticino.html

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