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martedì 30 agosto 2016

IL DOBERMANN

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Il dobermann è recente e le sue origini si formarono nel lasso di tempo che va dal 1850 al 1870 ad Apolda nell'attuale Turingia in Germania. Il creatore della razza, Friedrich Louis Dobermann, in questa città si occupò di svariati incarichi, tra i quali quello di messo comunale ed esattore delle tasse, lavori pericolosi da quelle parti e per quei tempi. Frequentatore di mostre canine dove venivano esposti animali selezionati per le loro qualità migliori (velocità, caccia, guardia), sentì l'esigenza di selezionare una razza dove spiccassero alcune qualità, come il coraggio, la tempra e l'amore viscerale verso il conduttore. Creò un cane che, nel momento del bisogno, si tramuta nel miglior difensore che si possa desiderare di avere al proprio fianco.

Le razze utilizzate per la selezione del dobermann sono varie e non si conoscono tutte con certezza. La base di partenza fu il pinscher - per l'esattezza una femmina fuori taglia chiamata in un primo momento bismarck e poi cambiata in bismart per evitare di offendere il primo cancelliere Otto von Bismarck - e vennero poi introdotti lo stoppelhopser l'antenato dell'attuale cane da pastore tedesco ed oggi completamente estinto come anche il cane da macellaio progenitore dell'attuale rottweiler usato come bovaro, il levriero greyhound, il beauceron -da notare le somiglianze morfologiche e caratteriali tra le due razze ed il fatto che, in tempi non lontani, il dobermann venisse chiamato baruch- , il Manchester black and tan terrier ed infine l'alano blu ed il bracco di Weimar che si riscontrano tuttora nei soggetti di colore "blu" ed "Isabella".

La razza dobermann venne ufficialmente riconosciuta nel 1898, ben quattro anni dopo la morte del suo creatore. Il merito maggiore dell'istituzione di un libro genealogico sulla razza va ad Otto Göller, giudice nelle esposizioni tedesche, amico di Karl Friedrich ed allevatore e studioso della stessa. Göller allevava con il suffisso "Von Turingen" ed i primi dobermann ad entrare nel libro delle origini tedesco furono i suoi Graaf Belling V. Gronland e Gerthilde V. Gronland.

Durante la prima guerra mondiale, i dobermann vennero impiegati nell'esercito tedesco per portare ordini al fronte, ricercare feriti e dispersi e per fare la guardia a prigionieri o depositi. Oggigiorno viene adoperato da moltissime associazioni di pubblica utilità come cane da ricerca e soccorso e da svariati eserciti come cane da difesa o da ricerca di stupefacenti ed esplosivi. Negli USA viene usato dai marines che lo soprannominano "devil dog" a causa della particolare similitudine con le corna che assumono le orecchie quando vengono tagliate.

Contrariamente a come viene spesso descritto, il dobermann è un cane pacifico e socievole, ma suscettibile, infatti non attacca mai per primo. Affettuoso, attento, curioso, molto coraggioso, è spesso vittima di false leggende negative, come per esempio la crescita eccessiva del cervello con conseguente pazzia che deriverebbe dalla compressione dello stesso nella scatola cranica che ne fanno una delle razze più discusse.

A sfatare il mito del "cervello che cresce più della scatola cranica" o "del cranio che smette di crescere e schiaccia il cervello" - al di là dell'evidente contraddizione tra le due versioni e della sciocchezza a livello anatomico - è sufficiente la constatazione che la compressione della massa cerebrale, anche in misura minima, creerebbe evidenti problemi non solo a livello di umore e di carattere, ma anche a livello motorio e sensoriale. In altri termini, qualsiasi essere vivente dotato di encefalo racchiuso in scatola cranica, che si trovasse in tali condizioni, avrebbe progressive difficoltà nella deambulazione, nel controllo sfinterico, nell'orientamento e nell'equilibrio, oltre a evidenti deficit visivi, uditivi e sensoriali in genere, fino alla morte, dovuta al graduale e inarrestabile deterioramento cerebrale.



Di taglia medio-grande, il dobermann si mostra muscoloso, tonico ed agile, eppure cade vittima di false leggende negative.

Il dobermann è un cane di taglia medio-grande, i maschi al garrese misurano dai 68 ai 70 cm e pesano dai 40 a 44 kg, le femmine vanno dai 63 ai 67 cm, dai 32 ai 36 kg. Il fisico, al di là del sesso, è sempre atletico e slanciato. muscoloso, ma sempre leggero. La coda, sottile e di media lunghezza, viene tradizionalmente amputata, come le orecchie che sono, al naturale,  lunghe e pendenti. Il tartufo del dobermann è molto voluminoso, spicca in una testa piccola, con occhi piccoli, collo slanciato ed elegante.

Il pelo è sempre raso e lucido, ispido, liscio e lucente, con attaccatura sottile e al tatto omogeneo. Sul mantello non sono ammesse le macchie bianche  e il colore più comune è invece il nero focato, ma viene ammesso dallo standard anche il marrone focato mentre non riconosciuti dallo standard, ci sono anche dobermann albini, blu focato, o isabella. Gli ultimi due dal 1995 non più accettati e addirittura per i dobermann così tinti non è permessa la riproduzione perché il gene responsabile era lo stesso che poi causava al cane una forma di alopecia detta “del mutante di colore”.

Sfatati i miti sul carattere aggressivo “da compressione di cervello”, possiamo tranquillamente dire che il dobermann è un cane pacifico e socievole, affettuoso, attento, curioso e molto coraggioso. E’ molto legato alla sua famiglia e con il padrone, in particolare, sviluppa un rapporto quasi di venerazione. Lo difenderebbe fino alla morte.
Con i bambini, sempre alla faccia delle leggende canine, è molto delicato e premuroso: un ottimo compagno di giochi, sempre allegro, molto paziente e tollerante. Come per ogni animale, è necessario non lasciare soli bambini piccoli e dobermann, il cane deve essere educato a stare loro accanto. E viceversa i bambini a non farlo impazzire con dispetti voluti e non. E’ una questione di educazione reciproca.

La sua indole è comunque profondamente affettuosa. Anche la lealtà è naturale in questa razza, anzi, è abbondante e quasi esagerata tanto che il legame che il dobermann crea con il padrone ha veramente una potenza che sfiora l’incredibile. Per un cane dai forti sentimenti come il dobermann è importante una buona socializzazione, con gli umani e con i suoi simili, e un proprietario dal comportamento coerente che gli sappia impartire una ferma educazione.



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IL PINCHER

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Il Pincher è un cane di origini antichissime, che datano addirittura dalla Preistoria (come testimoniano dei reperti archeologici del periodo delle palafitte). Il cane Pincher di tipologia nana ha però una storia più recente: è stato creato in Germania attraverso diversi incroci fra cani come il Pincher Tedesco, il Bassotto e il Levriero Italiano e lo standard della razza risale al 1895, anno in cui è stato anche fondato il primo Pincherclub. Inizialmente venne utilizzato per la caccia dei piccoli mammiferi. Fino alla Prima Guerra Mondiale fu una delle razze di cani di taglia mini fra le più diffuse nei concorsi canini in Germania, ma a seguito dei due conflitti mondiali ci fu una moria - di questi come di altri cani- e il Pincher è riuscito a non estinguersi grazie alle specie che erano state importate negli Stati Uniti prima della guerra. Anche per questo il Pincher, e quello nano in particolare, è una razza molto apprezzata negli USA. Comunque oggigiorno è molto diffuso anche da noi in Europa: soprattutto in Belgio e poi in Francia, Gran Bretagna e Italia (dove è arrivato intorno agli anni '50).

La coda è con attaccatura alta. Viene spesso amputata per ragioni estetiche all'altezza della terza vertebra (pratica vietata in Italia). I colori sono il rosso cervo e nero focato, nello standard internazionale. Il pelo è di uguale lunghezza in tutto il corpo; sempre liscio, corto e fitto. Preferibilmente lucido. Il tronco non è molto largo. La sua lunghezza è circa pari a quella dell'altezza al garrese. Possiede un dorso leggermente scosceso. Costruzione compatta. La testa è di forma allungata. Il muso è appuntito. Colorazione degli occhi variabile in proporzione alla tonalità dei soggetti focati, più scura in quelli con focature scure. Tartufo rosso-marrone negli esemplari rosso cervo, nero nei nero-focati, più grande in proporzione alla dimensione della testa. Unghie decisamente lunghe e forti, di colore nero. La lunghezza totale della testa è in rapporto di 1:2 circa con la larghezza

Nonostante sia piccolo di statura, ha un carattere molto fiero, energico e vitale; ama il gioco ed i bambini. È un ottimo cane da guardia, in quanto è molto attento, l'intelligenza è la sua caratteristica principale, è molto sveglio e molto fedele al suo padrone.




E' estremamente affettuoso e anche un po' possessivo e chiunque ne abbia avuto uno sa che è un cane che davvero darebbe la vita per il padrone. Non fatevi però ingannare dalla sua taglia mini: lui non si cura di essere piccolo di stazza e si comporta in tutto e per tutto come un qualsiasi cane, anzi, spesso è più impavido di quelli grandi. E' molto intelligente ma alquanto testardo, per questo ha bisogno di qualcuno che lo sappia guidare senza prepotenza e con la giusta dose di fermezza, altrimenti tende a prendere il sopravvento. Se educato nel modo giusto è docile e molto ubbidiente ed è protettivo anche con i bambini. E' un ottimo cane da guardia poiché la sua vivacità lo rende attento ad ogni rumore, inoltre ha un intuito molto sviluppato che gli permette di interagire bene con gli estranei senza però fidarsi troppo, anche perché il suo punto di riferimento è sempre unicamente il padrone. Non è adatto a vivere fuori, perché il pelo rado lo rende soggetto a patire il freddo; il cane Pinscher nano, cerca spesso di riscaldarsi sotto delle copertine e ama molto la vita d'appartamento.

Il pelo corto non necessita di molte cure. È bene però fargli compiere una buona attività motoria accompagnata da una corretta alimentazione e proteggerlo dalle basse temperature (è un cane che soffre particolarmente il freddo). Soprattutto in inverno, data la sua delicatezza alle temperature rigide, bisogna vestirlo bene con un pullover per cane facilmente reperibile nei negozi per animali. È un buon compagno orgoglioso e intelligente, richiede esercizio fisico regolare. Nel caso di un riparo esterno curare molto il suo spazio mantenendolo pulito e al caldo.

La taglia mini fa del Pincher, sia medio che nano, un ottimo cane di casa. Avendo però un carattere deciso, il cane Pincher è portato a prendere il sopravvento, per questo è bene educarlo fin da subito. Non bisogna maltrattarlo e tanto meno picchiarlo, basta farsi vedere decisi e fargli sentire chi è che comanda: essendo un cane molto intelligente imparerà velocemente, inoltre la sua indole affettuosa lo indurrà ad obbedirvi volentieri (a patto che lo trattiate con rispetto). Il Pincher appartiene alla tipologia di cani di taglia mini ma questo non fa di lui un essere fragile, anzi, se tenuto bene gode di ottima salute ed è longevo: arriva tranquillamente ai 15 anni, a volte anche oltre. Non richiede più cure di qualsiasi altro cane: dategli una corretta e sana alimentazione alternando cibo umido e crocchette di buona qualità, fate attenzione agli sbalzi di temperatura -mettendogli una copertina dentro la cuccia anche se vive in casa- portatelo regolarmente dal veterinario per vaccini e visite di controllo, fatelo passeggiare giornalmente e dategli tanto amore e lui vi donerà allegria e affetto grazie al suo carattere vivace ma equilibrato.



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lunedì 27 giugno 2016

IL PASTORE AUSTRALIANO

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Tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento gli antenati di questo cane arrivarono negli Stati Uniti occidentali subito dopo i pastori baschi. Tra i suoi antenati c'è il cane "Pastor vasco" (Euskal artzain txakurra) portato negli States dai baschi, e lo Smithfield, una razza non riconosciuta che pare derivi da un miscuglio di razze creato da pastori australiani. La razza prende il nome dall'Australia ma nasce e si sviluppa negli Stati Uniti. Nel 1957 viene fondata in Arizona l'A.S.C.A. (Australian Shepherd Club of America) e nel 1976 è adottato uno standard unificato.

Il pastore australiano - che, anche se si chiama così, non arriva dall'Australia - si affeziona particolarmente ai bambini e li segue ovunque vadano. Sono cani molto intelligenti e agili, possono praticare sheepdog, agility, velocità, salto, calcio oltre che salvataggio sulla neve o nell'acqua. Non è molto alto ma nelle gare di agility viene classificato nella categoria Large.

L'Australian Shepherd può nascere con una coda lunga 10 cm, in questo caso l'esemplare è detto NBT. In passato, in caso di cuccioli che alla nascita presentavano una coda di lunghezza superiore, si procedeva all'amputazione; oggi il taglio della coda è severamente vietato dalla legge in diversi paesi. Il taglio della coda comporta l'impossibilità d'iscrizione a competizioni sportive o esposizioni in quei paesi in cui questo procedimento è vietato.

Fare accoppiamenti tra due NBT può portare gravi malformazioni.

I colori del mantello sono:
nero (solido) / tricolor nero
marrone (solido)
blue merle
red merle / tricolor red
Sono considerate difetto grave tutte le diluizioni quale il sabbia (giallo), il blu (simil ardesia) e il lilac (violaceo).

Il bianco è ammesso sul collo (collare intero o parziale), petto, arti, parti inferiori del muso, lista sulla testa e può estendersi, a partire dalla regione inferiore, su fino a 10 cm, misurando da una linea orizzontale che passa dal gomito.

Il bianco sulla testa non deve predominare, e gli occhi devono essere completamente circondati da colore e pigmento. Orecchie e occhi non pigmentati possono portare problemi di sordità e cecità.

Caratteristica dei merle è diventare più scuri con l'età.

Il pelo è di media tessitura, da diritto a ondulato, resistente alle intemperie e di media lunghezza. Il sottopelo varia in quantità a seconda del clima.

Il pelo è corto e liscio sulla testa, orecchie, parte anteriore degli arti e sotto i garretti.

Posteriore degli anteriori e culottes sono moderatamente frangiati. C'è una moderata criniera e pettorina, più pronunciate nei maschi che nelle femmine

Gli occhi possono essere marroni, blu, ambra o qualsiasi variante o combinazione dei menzionati colori, incluso punteggiature e marmorizzazioni, l'eterocromia è comune nei merle ma è considerata in standard anche nei solidi (seppure sia rara).



Le orecchie sono triangolari e ben aderenti, non dritte. La testa è ben bilanciata con cranio cubico della stessa lunghezza del muso. La taglia per i maschi va dai 51 ai 58 centimetri al garrese, mentre per le femmine va dai 46 ai 53 centimetri.

Anche se il carattere può variare da soggetto in soggetto, di solito si presenta di natura docile, è un prezioso cane da lavoro, da sempre molto apprezzato nella condotta dei greggi anche se della famiglia dei bovari. In America viene usato nella conduzione delle mandrie di bestiame. Grazie alle sue importanti ed evidenti doti di intelligenza, addestrabilità e agilità si dimostra anche ottimo cane sportivo, come pure pregevole coadiutore dell'uomo, soprattutto come cane anti-droga, cane-guida per ciechi e da salvataggio. Ma l'Australian Shepherd dà anche prova di un grande attaccamento alla famiglia, fattore che lo fa apprezzare sempre più come simpatico e affettuoso amico di vita. È detto anche il "cane che sorride" per una sua particolare attitudine ad alzare le labbra mostrando i denti in quello che non dev'essere confuso per un ringhio. Raramente litigioso con altri cani, si può dire che sta volentieri con i suoi simili. Tende ad avere un rapporto privilegiato con quello che lui identifica come "padrone". Generalmente predilige gli spazi e i luoghi in cui si trova il padrone.

È un cane rustico che non richiede particolari cure. È sufficiente avere qualche semplice attenzione per il mantello e la salute in genere. Si raccomanda quindi semplicemente qualche spazzolata periodica, un po' di movimento e un controllo per quanto riguarda i parassiti esterni.

Risulta soggetto ad alcune malattie ereditarie, le più frequenti sono la displasia dell'anca, la displasia del gomito e l'oculopatia e dopo i 3 anni può presentarsi epilessia.

Accoppiare due soggetti merle (da intendere sia blue merle che red merle) è altamente sconsigliato e dannoso per i cuccioli.

In una cucciolata tra due cani merle, si avrà circa il 25% dei cuccioli tricolore, il 50% di cuccioli merle e il restante 25% di cuccioli avranno prevalenza di bianco o quasi completamente bianchi, con il tartufo, le mucose e il contorno degli occhi depigmentati. Questo tipo di colorazione è un gravissimo difetto di standard.

Oltre a tutto ciò che riguarda il fattore estetico e di standard, questo tipo di accoppiamento può riportare sulla maggior parte dei cuccioli gravi problemi di salute come: malformazioni all'apparato uditivo (che possono portare alla sordità), e gravi problemi al bulbo oculare che spesso portano alla cecità di uno od entrambi gli occhi, cioè soggetti Lethal White.

Data la sua indole, che lo ha fatto tanto apprezzare come cane conduttore, con i primi conoscenti potrà essere un po' schivo ed avrà bisogno di compagnia ogni minuto della sua vita: non è un cane indipendente. Per ottenere il massimo dall'Australian Shepherd occorre fornirgli un'educazione coerente.


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giovedì 5 maggio 2016

IL GATTO SACRO DI BIRMANIA



Il gatto sacro di Birmania è una razza di gatto elegante, dalla stazza massiccia e dagli occhi blu. Le origini sono incerte, potrebbe essere stato importato dalla Birmania, ma la razza è stata identificata la prima volta in Francia.

Il Sacro di Birmania è un gatto di medie dimensioni, il maschio è leggermente più grande della femmina, la testa ed il collo sono più massicci, l'aspetto generale è ben strutturato. Le femmine sono leggermente più minute e longilinee, più raffinate ed eleganti nelle movenze.
Le differenze più rilevanti si osservano soprattutto per il carattere dei gatti interi, ossia maschi non castrati e femmine non sterilizzate. Il Birmano è una razza molto passionale e "focosa" che esprime gli istinti tipici del felino.

La struttura ossea è robusta ed il corpo è leggermente allungato rispetto alle zampe che sono di ossatura grossa e non troppo lunghe, la coda è di lunghezza in proporzione col corpo la cui punta deve riuscire a toccare la spalla.

La morfologia del gatto birmano è unica e lo diversifica da tutte le altre razze. Il suo standard è molto dettagliato e preciso. La testa può essere circoscrivibile in un cuore.

La fronte è leggermente arrotondata, le guance sono piene, il naso è di media lunghezza senza stop, con profilo arrotondato detto "romano", il mento forte deve essere allineato verticalmente al tartufo.

Gli occhi sono leggermente ovali di colore blu intenso e distanti sul muso. Le orecchie sono posizionate ai lati del cranio e sempre rivolte in avanti, sono di media grandezza, di forma triangolare a base larga a partenza dalla superficie temporale del cranio, le punte sono appena arrotondate.

Il maschio segna il territorio con uno spruzzo poco visibile ma dall'odore molto intenso e fastidioso, soffre se non può avere delle gattine da corteggiare.
La femmina è molto calorosa e dal 10° mese può già iniziare a miagolare in modo continuo, sia di giorno che di notte, per chiamare il maschio fino a che non viene coperta. In questo periodo è sottoposta a stress fisico, l'appetito è minore e le difese immunitarie sono più basse.
Per i gatti destinati a fare compagnia ad una famiglia e che non rientrano in un programma di selezione di un allevamento è vivamente consigliato (per il loro bene e salute) di castrarli/sterilizzarli, questi gatti sono più sani socievoli e ottimi compagni affettuosi.
Dal punto di vista genetico il gatto Birmano ha tendenzialmente un temperamento equilibrato ed affettuoso.
Il birmano è un gatto a pelo semilungo. Il pelo ha consistenza setosa al tatto ed è privo di sottopelo perciò difficilmente si annoda; è più lungo sul corpo e più corto sul muso e sulle estremità. Intorno al collo porta una ricca gorgiera più lunga che incornicia il muso. La coda, folta e dotata di pelo lungo viene portata alta a pennacchio. Il pelo setoso ondeggia sotto l'andatura flessuosa del birmano che cammina in punta di piedi come portasse tacchi alti e contribuisce, unitamente alla corporatura allungata, a conferire al gatto una marcia molto sinuosa ed elegante. Nella parte che ricopre l'addome il pelo si fa più lanoso e molto spesso leggermente ondulato.

Il birmano nel suo insieme appare un gatto chiaro perché il colore è intenso solo sulle punte del corpo: i cosiddetti "points". Da cui il nome colourpoint (punte colorate).

I points sono le parti più fredde del corpo: muso, orecchie, zampe, coda, e nei maschi anche i genitali. Sul resto del corpo, dove la temperatura corporea è più calda, presenta la stessa colorazione ma in una versione più "scolorita", quasi bianca.

Il responsabile di questa distribuzione del colore è il gene himalaiano, un gene sensibile al calore, che agisce sul pelo in crescita: i peli che si trovano in una zona più irrorata del corpo durante la crescita non si pigmentano; i peli che si trovano in una zona fredda del corpo rivelano il loro colore.

Le estremità delle zampe, chiamate "guanti", sono le uniche parti del corpo che presentano peli di un bianco candido. I guanti sono una caratteristica distintiva del gatto birmano, è l'unico gatto di razza il cui standard ne prescrive l'esistenza. Essi non devono superare l'articolazione delle zampe e devono essere simmetrici tra loro. I guanti sono determinati da un gene apposito, una variante del gene "white spotting", fissato solo sulle estremità.

Le zampe posteriori hanno, sulla superficie plantare, una risalita di bianco a forma di V rovesciata chiamata garretto. La stessa risalita a V, molto più breve, è gradita anche sulla superficie plantare delle zampe anteriori.


Il gene himalaiano agisce sul pelo in crescita: il pelo che cresce ad una temperatura bassa si scurisce. Per tale motivo i cuccioli nascono bianchi, perché all'interno della pancia di mamma-gatta tutto il corpo si trova ad una temperatura costante ed al caldo. Il colore inizia ad essere visibile ad una settimana di età, per i colori più scuri (come ad esempio il seal-point), e a due settimane di età o più, per i colori più chiari (come ad esempio il lilac-point). La prima parte che si colora sono le punte delle orecchie, naso e coda. La colorazione completa e definitiva è visibile a due/tre anni di età del gatto birmano, e dopo aver superato almeno una stagione invernale.

I colori più tradizionali e conosciuti sono il seal-point e la sua rispettiva diluizione blue-point. Il seal-point è il colore più scuro e significa "focato" per indicare chiaramente come si presenta il colore nero in presenza del gene himalaiano. Il blue-point è un colore simile al grigio ardesia di un tono freddo ma più delicato. Il corpo è di colore beige dorato in tono coi points.

Altri colori leggermente più chiari sono il chocolate-point e la sua rispettiva diluizione lilac-point. Il chocolate-point è un colore simile a quello del cioccolato al latte, è più chiaro del seal-point e più caldo. Il lilac-point è molto chiaro di un tono rosa-crema: color magnolia.

I colori più recenti sono il red-point ed il cream-point, le femmine possono anche essere nella colorazione detta "a squama di tartaruga": tortie-point. I geni responsabili del rosso e del crema agiscono nascondendo in modo non uniforme il colore sottostante per cui il rosso ed il crema si presentano sempre striati. Le tortie sono una miscela casuale del rosso o crema con gli altri colori descritti sopra. Lo standard prevede che le tortie-point abbiano una fiamma rossa (o crema) sul naso che contrasta molto con gli occhi blu intenso. Il corpo ha dei riflessi color oro.

Tutte le colorazioni elencate si possono osservare anche nella variante tabby-point. Ossia il colore sui points è attravarsato da striature chiare che disegnano degli anelli su zampe e coda ed una M sulla fronte. Anche il corpo è attraversato da strisce più chiare ma non è visibile per l'effetto schiarente del gene himalaiano. Il tartufo è color mattone per i colori più scuri o rosa per quelli più chiari. L'interno delle orecchie ha i peli bianchi. L'associazione tra il colore tabby e il colore tortie viene definita "torbie".

Il gatto birmano non soffre di obesità ed è in grado di autoregolarsi. Una alimentazione sana è costituita da crocchette sempre a disposizione affiancate da una ciotola di acqua fresca e una porzione di cibo umido (carne e/o pesce) mattino e sera. Degli integratori multivitaminici per i cuccioli fino all'anno di età e nei periodi di muta (o di particolare stress) sono consigliati.

Non è dotato di sottopelo, per cui difficilmente si infeltrisce o si annoda. Per mantenerlo serico e brillante, oltre ad una alimentazione di qualità, sono sufficienti poche spazzolate alla settimana. Nei periodi di muta è meglio effettuare un bagno mensile per rinnovare il manto eliminando il pelo morto e favorendo la crescita di quello nuovo.

Gli occhi non soffrono di lacrimazione eccessiva per cui la pulizia si limita ad essere eseguita una volta a settimana con una garza imbevuta di infuso di camomilla.

Le orecchie possono essere pulite con una garza asciutta, sfregando delicatamente verso l'esterno.

Le unghie possono essere spuntate di qualche millimetro ogni qualvolta sia necessario per evitare incidenti durante il gioco tra gatto-gatto o gatto-uomo.

Il Sacro di Birmania, per il suo standard così preciso e per le caratteristiche genetiche che lo definiscono, è una razza di difficile selezione.

Geneticamente è molto complicato ed è molto difficile avere cuccioli in standard nella sua espressione ideale. Riproduttori da esposizione non danno necessariamente alla luce cuccioli dello stesso livello. Nelle linee più recenti, grazie al lavoro di selezione effettuato dagli allevatori, si sono eliminati quasi definitivamente difetti genetici come lo strabismo agli occhi o i nodi alla coda.

Il rapporto che ha il Sacro di Birmania col padrone è molto forte, esso lo segue ovunque in tutte le stanze ed in sua assenza ama stare accanto agli oggetti di sua proprietà per sentirselo vicino. E' un gatto molto espressivo e comunica principalmente mediante lo sguardo, i suoi occhi blu e l'intensità con cui ci osserva rende i sui occhi magnetici.
Il Sacro di Birmania non ama stare da solo, se sapete che la casa rimane vuota per parecchie ore al giorno prendetegli un altro compagno con cui stare.
Sebbene il Birmano abbia un forte rispetto e attaccamento ai componenti della famiglia, ha un carattere molto deciso, le sue idee sono ben precise e fa comprendere chiaramente i suoi intenti.
Il Birmano verso gli estranei, invece, può avere un rapporto di indifferenza.

Il Sacro di Birmania è adatto alla vita in appartamento, ma non disdegna un bel giardinetto (protetto) dove avventurarsi, arrampicarsi sugli alberi, giocare con le farfalle.
Anche un bel terrazzino ove prendere il sole o stare alla penombra dei vasi è ideale, ma anche esso deve essere messo in sicurezza.
In casa si consiglia di fornirgli una zona tutta sua dove potersi fare le unghie, giocare, nascondersi e appartarsi. A tal fine sono ideali i finti alberi appositamente studiati per gli appartamenti, ve ne sono di vari colori, forme, misure e sono esteticamente belli, oppure se avete la passione del fai da te potete sbizzarrirvi creandone uno voi. In questo modo avrete salvo il divano per il quale tutti temono quando adottano un cucciolo.
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