Visualizzazione post con etichetta montagna. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta montagna. Mostra tutti i post

mercoledì 24 giugno 2015

LA PENDICOLARE SPIRALATA



Piantina erbacea dal fusto alto fino a 25 centimetri col fusto eretto e peloso; alla sommità si trova un racemo con dei bei fiori di color porpora-violetto dal calice tuboloso e campanulato.

Fiorisce da giugno ad agosto e vive su prati e pascoli montani, su terreni detritici stabilizzati.

La pedicolare spiralata è una specie subendemica delle Alpi presente lungo tutto l’arco alpino. Cresce in pascoli aridi su substrati calcarei e dolomitici nelle fasce alpina e subalpina. È una pianta emiparassita, che contiene principi tossici, soprattutto nelle radici. Il nome generico deriva dal latino 'pediculus' (pidocchio), probabilmente per una presunta azione contro i pidocchi; il nome specifico si riferisce alla disposizione spiralata dei fiori.


LEGGI ANCHE : http://pulitiss.blogspot.it/p/verde.html



                            popovina.blogspot.it/2015/06/i-denti-della-vecchia.html






.

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.
 GUARDA ANCHE


LA NOSTRA APP



http://www.mundimago.org/



.

lunedì 22 giugno 2015

IL SEMPITERNO DI MONTAGNA

.


Pianta perenne cespitosa, erbacea, dioica, con rizoma strisciante e brevi stoloni epigei fogliosi, per mezzo dei quali colonizza rapidamente le zone circostanti; ha fusti eretti, scapiformi, angolosi e fogliosi, si ramificano solo nella metà superiore. Tutta la pianta è bianca o grigiastra, tomentosa e sericea. Altezza 10÷30 cm.
Le foglie che formano rosetta all'apice degli stoloni epigei, sono portare da un breve picciolo, spatolate 2÷4 cm e arrotondate o mucronate all'apice, le foglie cauline sono numerose e lesiniformi, le apicali sono lineari; tutte sono cosparse, soprattutto nella pagina inferiore, di peli tomentosi biancastri.
Le infiorescenze a 2÷10 capolini in densi corimbi apicali. Specie dioica con capolini ovoidi di fiori solo maschili o femminili, con squame ovali-acute, bianche nei capolini maschili e rosee in quelli femminili, sempre più lunghe dei fiori.
I fiori sono tubulosi, bianchi o bianco-rosati; può trovarsi in gruppi con tutti i fiori maschili oppure tutti femminili; ma si può trovare anche in colonie miste.
I frutti sono acheni con pappo piumoso di colore biancastro o rosato a seconda del sesso del fiori.

Fiorisce da giugno ad agosto.
Vegeti nei pascoli, prati secchi, ma anche sassosi e asciutti, boschi radi e secchi; predilige substrato lievemente acido o siliceo.

Curiosa la denominazione “Piede di gatto” derivante dall’aspetto del capolino che ricorda i morbidi cuscinetti delle dita dei gatti. Il nome comune “Sempiterni di montagna” deriva invece dal fatto che si tratta di un sempreverde presente per lo più in alta montagna. Il nome scientifico di “Antennaria dioica” deriva dall’aspetto piumoso dei peli del pappo assomigliante alle antenne di alcune farfalle. Il termine “dioica” (cioè due case) deriva dal fatto che fiori maschili e femminili sono portati da piante differenti. Presenta proprietà farmaceutiche essendo utilizzata nei disturbi epatici e della cistifellea.
L'Antennaria dioica ha buone proprietà medicamentose contro i disturbi del fegato e della cistifellea; può essere valida anche per le epatiti e la diarrea. Nella medicina popolare viene usata anche come gargarismo nelle tonsilliti per le sue proprietà anti-infiammatorie ed emollienti. In genere si usano solamente i fiori femminili



LEGGI ANCHE : http://pulitiss.blogspot.it/p/verde.html


                             http://asiamicky.blogspot.it/2015/06/cavargna-e-la-valle.html






FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.
 GUARDA ANCHE


LA NOSTRA APP



http://www.mundimago.org/



.

venerdì 20 marzo 2015

IL SALMERINO ALPINO



Il salmerino alpino è un pesce appartenente alla famiglia Salmonidae.

Si hanno due gruppi di popolazioni: anadrome e stanziali. Le forme migratrici anadrome sono diffuse in tutto l'Oceano Atlantico settentrionale fino alla Norvegia, all'Islanda ed alla Groenlandia, mentre le forme dulcacquicole (considerate relitti dell'epoca glaciale) sono diffuse, tra l'altro, in Scozia, Irlanda, Scandinavia e nelle Alpi. È assai diffuso nell'arco alpino, in particolare in Trentino ed in Lombardia (Valtellina ed in Alta Valtrompia), nel Lago Maggiore ed in numerosi laghetti d'altura ad altitudini fino ai 2600 m. Si trova anche, più raramente, nei torrenti e nei fiumi di montagna.

È molto simile alla trota comune, ma ha alcuni inconfondibili segni di riconoscimento, soprattutto per quanto riguarda la livrea:
pinne ventrali, pettorali ed anale con bordo anteriore di color bianco vivo;
dorso verde oliva con macchie più chiare (nelle trote delle varie specie le macchie sono più scure);
durante il periodo riproduttivo il maschio ha tutte le pinne inferiori ed il ventre di color rosso sangue.

La riproduzione avviene in inverno tra novembre e gennaio, in profondi fondali con substrato sabbioso o ghiaioso. Le uova schiuderanno in maggio-giugno.

Il salmerino alpino è un grande predatore: si nutre di pesci (soprattutto sanguinerole), insetti e loro larve, crostacei e invertebrati.

La pesca è simile a quella della trota. Anche le carni sono simili, ma spesso maggiormente apprezzate (specie sui laghi)..


LEGGI ANCHE : http://pulitiss.blogspot.it/p/e-dog-sitter-dalla-passeggiata.html


                             http://asiamicky.blogspot.it/2015/03/il-fiume-serio.html




http://www.mundimago.org/

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.
 GUARDA ANCHE
LA NOSTRA APP


http://mundimago.org/le_imago.html



.

venerdì 27 febbraio 2015

IL FRINGUELLO

.




Il fringuello (Fringilla coelebs Linnaeus, 1758) è un piccolo uccello passeriforme della famiglia Fringillidae.

Misura circa 15 cm. Le piume di questo uccellino sono di colore ardesia sulla regione dorsale, bianco sulla regione ventrale. Il becco ha color carnicino. Il maschio si differenzia dalla femmina per la livrea più colorata. Infatti, mentre la femmina è bruno-giallastra, il piumaggio del maschio comprende l'azzurro della testa, il verde del groppone, il rosa intenso del petto, il bianco delle barre alari e il nero dell'estremità delle ali.

Amante dei climi freddi, vive sulle montagne.

Il suo canto è stranamente simile al suono di un campanello.

Si nutre di semi e frutti. D'inverno si avvicina ai campi coltivati in cerca di cibo.

Il fringuello ha un ampio areale che si estende dall'Europa al Nord Africa all'Asia. In Italia è presente in tutta la penisola.

Generalmente è comune nei boschi, tra alberi sparsi e cespugli, lungo le siepi, nei campi, nei frutteti e ovunque ci sia della vegetazione, ma, in inverno, può arrivare anche nelle periferie delle città, dove è più facile trovare cibo.

In Italia è specie protetta in base alla legge sulla caccia 157/1992: chi abbatte fringillidi in numero non superiore a cinque va incontro ad una sanzione amministrativa da Euro 103,29 a Euro 619,75, mentre se il numero è superiore a cinque la sanzione diventa penale con ammenda fino a Euro 1549,37 e sospensione della licenza di porto di fucile per uso caccia, in caso di recidiva, per un periodo da uno a tre anni.


LEGGI ANCHE : http://pulitiss.blogspot.it/p/e-dog-sitter-dalla-passeggiata.html

http://www.mundimago.org/

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.
 GUARDA ANCHE
LA NOSTRA APP


http://mundimago.org/le_imago.html



.

sabato 14 febbraio 2015

IL SAN BERNARDO IL GIGANTE BUONO




Il cane di San Bernardo, gigante assoluto della sua specie, è una razza canina tra le più conosciute al mondo.
Spesso, per ricostruire le origini della razza, si fa riferimento ai grossi mastini che le legioni romane lasciavano con le truppe destinate a presidiare i punti strategici sulle grandi vie di comunicazione. Pare abbastanza probabile che questa possa essere l'origine dei cani di San Bernardo e dei grandi Bovari diffusi in vari Cantoni svizzeri, ma la prima testimonianza certa della presenza di tali cani al Colle San Bernardo, (che allora si chiamava Col de Mont Joux), risale alla seconda metà del '600, quando il pittore napoletano Salvator Rosa ritrasse un grosso molossoide molto simile al moderno cane di San Bernardo.

Probabilmente i primi cani, allora non identificabili con la razza attuale ma con lo scomparso mastino alpino, vennero donati ai canonici residenti presso l'Ospizio situato al Colle San Bernardo verso il 1660, dalle famiglie nobili del Vallese, per la guardia e la protezione dell'Ospizio stesso dai non infrequenti malintenzionati (le cronache riportano numerosi episodi di brigantaggio), ma anche per numerosi altri impieghi, dal trasporto di piccoli carichi (latte, formaggi), alla fornitura di forza motrice (un dispositivo a mulino, azionato dai cani, muoveva l'enorme spiedo della cucina dell'ospizio). Ma l'impiego che li rese celebri nel mondo fu quello di ausiliari dei canonici (marronnier) nel tracciare la pista nella neve fresca, prevedere la caduta di valanghe e ritrovare i viaggiatori dispersi col maltempo.

Fra di loro, il più famoso fu Barry I (1800-1814), resosi protagonista del salvataggio di almeno 40 persone. Alla sua morte, il suo corpo venne imbalsamato e conservato presso il Museo di storia naturale di Berna, e da allora il miglior maschio di ogni cucciolata dell'allevamento dell'Ospizio prende il nome di Barry. Inoltre, la razza, fino a quel tempo conosciuta come "mastino delle Alpi", si iniziò a diffondere come chien Barry.

La denominazione Cane di San Bernardo, dal santo di Aosta, venne adottata per la prima volta nel 1862, in occasione di un'esposizione cinofila presso Birmingham, e si iniziò ad usare universalmente verso il 1880. La stesura del primo standard di razza risale al 1887.

Già a partire dalla metà del XIX secolo ci si era resi conto dei danni causati dalla eccessiva consanguineità tra i riproduttori presenti presso l'allevamento dell'Ospizio, e si decise dunque di ricorrere all'incrocio con il cane di Terranova, ritenuto il più adatto per similitudini fisiche ed attitudinali. Frutto di tale incrocio fu la comparsa del pelo lungo, mantello caratteristico della più diffusa oggigiorno fra le due varietà della razza, ma ritenuto meno adatto del pelo corto al lavoro nella neve. La varietà di pelo più idonea al soccorso resta dunque quella originaria, a pelo corto.

Nei primi anni del XX secolo la razza si era diffusa in tutta Europa, ma la popolarità, come spesso accade, portò anche ad alcune deviazioni rispetto alla tipologia originale. Vennero introdotti incroci con Mastiff inglesi ed altre razze, unitamente ad una selezione volta ad accentuare in modo caricaturale le caratteristiche di mole, pelo, lassità della pelle, ecc, rivolte a fattori esclusivamente "estetici", a discapito spesso della funzionalità. La II guerra mondiale arrecò gravi danni a questa, come a molte altre razze. Il recupero del cane di San Bernardo, in una chiave di bellezza funzionale e zootecnica, deve molto all'opera del grande cinologo italiano Antonio Morsiani, importante allevatore e studioso della razza che, con il suo Allevamento del Soccorso (fondato nel 1939), contribuì in modo determinante alla salvezza ed alla rinascita morfologica e funzionale del San Bernardo nel dopoguerra in Italia ed in Europa.

I caratteri morfo-funzionali della razza sono descritti nel suo Standard. La testa, caratterizzata dalla spiccata convergenza degli assi longitudinali del cranio e del muso, è la più voluminosa dell'intera specie canina ed esige assoluta priorità nel giudizio morfologico sul tipo. Il cranio è nettamente brachicefalo (indice cefalico 64). Il muso è piuttosto corto ma senza esagerazioni (poco più di un terzo della lunghezza totale del cranio), rigorosamente quadrato e mai appuntito o conico. Le labbra inferiori devono essere ben sostenute da substrato scheletrico. Gli arti devono essere lunghi (distanza gomito-suolo sempre superiore al 50% dell'altezza al garrese), la groppa è orizzontale e gli angoli del posteriore solo moderatamente angolati (l'angolo tibio-metatarsico dev'essere di circa 145°) per consentire una migliore spinta in salita. Il San Bernardo è uno dei cani più grandi e può raggiungere e superare i 90/95 cm al garrese ed anche gli oltre 100 kg di peso. La grande mole (caratteristica imprescindibile della razza), non deve mai però andare a discapito della funzionalità e del buon movimento. Si tratta infatti di un vero "atleta pesante" in grado anche, se ben selezionato, di portare la sua altezza ed il suo peso con estrema disinvoltura ed eleganza. L'altezza minima al garrese deve essere di 70 cm per i maschi e 65 cm per le femmine: mediamente, i maschi raggiungono e superano un'altezza di circa 80 cm (con punte di 90 cm. ed oltre) mentre le femmine di 75 (con punte di 80 cm. ed oltre). Come abbiamo visto nessun'altra razza funzionale può raggiungere il peso del San Bernardo (fino a 90/100 kg nei grandi maschi) ovviamente con un insieme armonico, dinamico come si conviene ad un vero atleta pesante da montagna.

Come tutti i molossoidi è sempre molto attaccato al proprio padrone (con il quale resta cucciolo per tutta la vita) e a coloro che considera amici, particolarmente ai bambini con i quali ha un ottimo rapporto, inoltre è un cane molto socievole, con una forte personalità. È un cane noto per il suo carattere equilibrato. Determinato, pronto alla guardia e al controllo del territorio (senza per questo essere mai aggressivo con l'uomo avendo praticamente cancellato con la selezione multisecolare l'istinto predatorio), è dotato di una struttura estremamente poderosa (i maschi possono superare anche i 100 kg), ed è perciò in grado di essere un valido cane da guardia ed avvisatore con fulminea percezione del pericolo e ottima reattività nervosa. Ancora oggi, se addestrato, può svolgere al meglio i suoi antichi compiti di cane da soccorso in montagna. La sua resistenza al freddo ed alla fatica in altitudine sono proverbiali. Eccellente anche come cane da catastrofe e per la "pet-therapy".

LEGGI ANCHE:http://pulitiss.blogspot.it/p/e-dog-sitter-dalla-passeggiata.html

questo

Post più popolari

Blog Amici