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mercoledì 24 giugno 2015

IL BAROMETRO

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Il barometro è uno strumento che misura la pressione atmosferica, ovvero il peso dell’aria. Esistono principalmente due tipi di barometri: quelli a mercurio e quelli metallici. Il barometro a mercurio, inventato da Evangelista Torricelli nel 1644, consiste di un tubo riempito di mercurio con l’estremità superiore chiusa e quella inferiore immersa in una vaschetta contenente anch’essa mercurio. La pressione dell’aria sul mercurio della vaschetta fa innalzare o abbassare il livello del mercurio nel tubo: misurando il livello nel tubo rispetto a quello nella vaschetta si ottiene la pressione. Meno precisi ma più pratici i barometri metallici: l’organo sensibile alla pressione è una scatoletta appiattita (capsula barometrica) con pareti metalliche sottili e ondulate, nella quale viene fatto il vuoto. Le variazioni di pressione provocano compressioni ed espansioni della capsula, che sono amplificate da un sistema di leve e trasmesse a un ago indicator o a un display elettronico.

Il barometro a mercurio è costituito da un tubo in vetro chiuso a un’estremità, che, dopo essere stato riempito di mercurio, viene immerso per la parte libera in una vaschetta contenente altro mercurio. L’altezza della colonna di mercurio dà la misura della pressione dell’atmosfera. Ancor più diffuso è il barometro olosterico, che è un barometro aneroide il cui organo sensibile alla pressione è una scatola metallica, detta capsula barometrica, che trasmette le deformazioni a un indice scorrevole su un quadrante suddiviso in millibar o in mmHg.

Viene utilizzato anche per prevedere le condizioni del tempo, che sono influenzate dai cambiamenti di pressione.

Voce coniata dal fisico chimico R. Boyle nel 1665 per indicare l’apparecchio per la misurazione della pressione atmosferica, la cui invenzione è dovuta a E. Torricelli (1644). Si hanno barometri a liquido e metallici. Tra i primi, i più usati sono quelli a mercurio: del tipo classico torricelliano, del tipo di Fortin, a sifone.
Il barometro torricelliano è costituito da un tubo di vetro (canna torricelliana, tubo barometrico), lungo circa 1 m, chiuso a un estremo; riempito di mercurio, viene capovolto in modo da essere disposto verticalmente in una bacinella aperta, contenente mercurio. La colonna di mercurio nel tubo si abbassa fino a che la sua pressione idrostatica non sia pari a quella atmosferica che agisce sulla superficie libera del mercurio. Si ha così la possibilità di misurare la pressione atmosferica misurando l’altezza della colonna di mercurio. Questa altezza varia da luogo a luogo, e in uno stesso luogo, con il tempo: in media, al livello del mare è di 760 mm, cui corrispondono 1,013 105 Pa (1,013 bar). L’altezza della colonna di mercurio viene letta su una scala graduata, opportunamente fissata al tubo torricelliano. Si ha però l’inconveniente che il livello del mercurio nella vaschetta varia al variare del livello del mercurio nel tubo, spostando il punto di partenza della graduazione.

Tale inconveniente è eliminato nel barometro a pozzetto o di Fortin, nel quale, mediante un’opportuna vite di regolazione agente sul fondo flessibile della vaschetta, si può portare sempre il livello del mercurio a sfiorare una punta d’avorio fissata al disco che chiude superiormente la vaschetta e mantenere così fissa la posizione del livello del mercurio rispetto al tubo. Un nonio, opportunamente applicato, consente la lettura dell’altezza della colonna di mercurio con l’approssimazione di 0,05 mm. Un termometro misura/">misura la temperatura; ciò è necessario per poter correggere la lettura dall’errore dovuto alla dilatazione termica del mercurio. Altre correzioni si devono fare per tener conto degli effetti prodotti sull’altezza della colonna dalla depressione capillare del mercurio, dalla tensione dei suoi vapori al disopra della colonna, dalla variazione della gravità con la latitudine e l’altitudine.

Nel barometro a sifone il tubo barometrico è costituito da un tubo a U, terminante con due ringrossi, di uguale sezione, dei quali uno, a quota più bassa, comunica con l’atmosfera, mentre l’altro, più alto, è chiuso; la differenza di quota tra i menischi del mercurio nei due ringrossi misura la pressione atmosferica. Barometri a sifone, di accurata costruzione, sono usati il come barometro campione; in meteorologia, come ordinari strumenti da stazione sono in genere usati barometri di Fortin.

Meno sensibili e molto meno precisi dei barometri a mercurio, ma assai più maneggevoli, sono i barometri aneroidi (detti anche olosterici o metallici), nei quali ogni variazione di pressione viene indicata da un indice mobile su una scala graduata, e opportunamente collegato, mediante adatti meccanismi, a una o più sottili scatole metalliche, con pareti elastiche e nel cui interno sia fatto il vuoto: tali scatole (capsule barometriche) si deformano in vario modo al variare della pressione atmosferica, e i loro movimenti sono ripetuti, amplificati, dall’indice.


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                                   asiamicky.blogspot.it/2015/06/brunate.html






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martedì 24 marzo 2015

IL FISCHIONE

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Il Fischione appartiene all’ordine Anseriformes, famiglia Anatidae, uccelli acquatici conosciuti come anatre. Il Fischione è incluso nel gruppo delle cosiddette “anatre di superficie”, in quanto immergono soltanto la testa per alimentarsi e non vanno sott’acqua completamente. Si tratta di un’anatra di dimensioni intermedie, con una lunghezza corporea compresa tra i 45 e i 51 cm e alare di circa 75-86 cm. I sessi hanno caratteristiche diverse. Il maschio del Fischione è caratterizzato dal piumaggio grigio, dalla testa castana con fronte giallastra, dal petto rosato e dal corto becco blu lavagna; la femmina del Fischione è marroncina, simile a quella di altre specie di anatre di superficie (ad esempio il Germano reale), distinguibile, però, dalle dimensioni inferiori del corpo e del becco, il collo più corto, dalla testa tondeggiante e la coda più appuntita. Il maschio nidificante ha i fianchi e il dorso grigi, con l'estremità posteriore nera ed uno specchio bianco brillante, visibile sia in volo che a riposo. Ha il petto rosa, il ventre bianco e la testa castana con una striscia giallastra sulla sommità del capo. Nel piumaggio non-nidificante (eclissato), il maschio assomiglia molto di più alla femmina.

 In volo (a decollo quasi verticale, poco veloce ma sostenuto da un rapido battito di ali) appaiono evidenti macchie bianche grandi sulle ali a livello delle spalle. Forma stormi anche molto grossi, che volano disordinatamente, con scambi di quota, appallottolamenti e scarti tra individui.

Nei luoghi di alimentazione si aggrega alla Folaga. Il Fischione è la più terrestre delle anatre e sosta spesso a terra, dove è in grado di camminare e correre speditamente. Ha il becco e il collo corti, che danno forza alla presa sulla vegetazione e hanno adattato la specie al pascolo, come le oche.

Il Fischione nidifica in specchi d’acqua dolce aperti e poco profondi, con una flora emergente galleggiante non troppo densa e correnti scarse. Costruisce il nido a terra, tra la vegetazione fitta che tende a ricoprirlo. Esclusivamente vegetariano ed erbivoro, il Fischione si nutre soprattutto di erbe affioranti o terrestri, o di frammenti di vegetali strappati dalle Folaghe. La si incontra spesso mentre “pascola” nelle acque basse, sui banchi di fango e intorno agli specchi d’acqua; durante il giorno si riunisce in grandi gruppi compatti (spesso insieme con Germano reale e Codone) che sostano in acque fonde. Durante la migrazione e lo svernamento, il Fischione frequenta soprattutto zone costiere, aperte e ricche di vegetazione, sia sul mare che nelle acque interne; importante è anche l’esistenza di grandi estensioni fangose o sabbiose. Specie migratrice e parzialmente sedentaria, in Europa il Fischione nidifica di preferenza nelle zone boreali e subartiche e sverna in due aree distinte (Europa nord-occidentale e area del Mediterraneo-Mar Nero). In Italia, zona di sovrapposizione tra i due sub-areali, è una specie essenzialmente migratrice e svernante; le segnalazioni di nidificazione sono scarse e occasionali, tra Veneto ed Emilia Romagna (circa 10 coppie nel Delta), probabilmente relative ad individui menomati non in grado di migrare. I movimenti autunnali del Fischione avvengono tra fine agosto e dicembre, quelli primaverili tra febbraio e aprile e riguardano individui che vengono in Italia a trascorrere l’inverno a partire dal nord della Russia e dall’area del Caspio. Fino agli anni ’80 la specie del Fischione veniva inanellata solo occasionalmente sul territorio nazionale, con un aumento successivo delle catture, pur rimanendo entro limiti di modesta entità, limitati alle coste toscane e ad individui svernati.

Il Fischione è  una delle anatre maggiormente sottoposte a pressione venatoria, come numero di individui cacciati e come sensibilità al disturbo; ciononostante, entro certi limiti appare in grado di reagire positivamente a questo tipo di stress. La conservazione del Fischione è legata all’esistenza e al mantenimento di aree di alimentazione, soprattutto zone di marea a bassa profondità, costiere e lagunari; inoltre è di primaria importanza un’oculata gestione dell’attività venatoria, con una riduzione nella seconda metà della stagione invernale, quando gli individui non riescono a nutrirsi a sufficienza nelle ore notturne (ovvero quando il disturbo è minore). Contrariamente ad altri Anatidi, è fondamentale per la specie il mantenimento di aree acquatiche riparate per la sosta diurna di grandi dimensioni, non frammentate, in grado di ospitare grandi stormi.

Questa è una specie rumorosa. Il maschio emette un fischio nitido, mentre la femmina emette un basso ringhio.

Il fischione è una delle specie protette dall'Agreement on the Conservation of African-Eurasian Migratory Waterbirds.




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