Visualizzazione post con etichetta siepe. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta siepe. Mostra tutti i post

venerdì 27 marzo 2015

LA SIEPE DEL LAURO

.


La siepe di lauro non richiede grandi interventi colturali ma solo le giuste e dovute cure e attenzioni che si riservano ad ogni pianta. Questa barriera è molto rustica e mediterranea, in grado dunque di resistere anche ad elevati periodi di siccità. Viceversa, irrigazioni abbondanti possono causare gravi malattie fungine, come il mal bianco, che man mano rischia di far seccare tutta la struttura della siepe. Una siepe di lauro si crea seguendo le regole di tutte le altre siepi: lavorazione e concimazione del terreno e messa a dimora della pianta inserita su buche scavate a una certa distanza e a una certa profondità. La fase più importante è quella della determinazione dell’altezza. Questa va stabilita sempre prima della creazione della siepe. Per non sbagliare conviene impostare all’inizio e alla fine del filare due aste di legno alte quanto l’altezza di una persona, in modo da creare una guida per l’altezza della siepe. Quando il lauro crescerà, si potranno tagliare tutte le foglie e i rami che sporgono in eccesso rispetto all’altezza predefinita. Prima dell’impostazione della siepe bisogna anche considerare l’eventuale distanza dalla proprietà del vicino. La legge, a tal proposito, parla chiaro: le siepi alte fino a due metri e mezzo devono distare dal muro del vicino almeno mezzo metro. Il lauro tende a crescere molto e pertanto va potato per rispettare non solo l’altezza predefinita ma anche la distanza dalla proprietà altrui.

Arbusto/albero di media altezza, piantato in luoghi spaziosi può raggiungere i 7 metri (max 15 m), cresce rapidamente.
Le foglie sono verde scuro, molto più chiare e lucide quando giovani; spesse (1-1,5 mm) e coriacee; di forma oblunga, e tondeggiante verso l'apice; lievemente seghettate verso l'esterno.
Fiorisce tra aprile/ giugno, i fiori sono bianchi; ermafroditi; disposti a racemo, dall'odore profumato, ma acido.
Fruttifica a fine estate / inizio autunno, i frutti sono drupe (1 cm ca.) rosse/viola quando acerbe, e nero-bluastre una volta raggiunta la maturazione.
Le foglie, ma soprattutto i frutti risultano velenosi all'uomo per la presenza di acido cianidrico ottenuto per saponificazione. Possono essere letali.

LEGGI ANCHE : http://pulitiss.blogspot.it/p/verde.html

                              http://asiamicky.blogspot.it/2015/03/le-ville-di-como-villa-balbaniello.html




FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.
 GUARDA ANCHE


LA NOSTRA APP



http://mundimago.org/le_imago.html



.

martedì 24 marzo 2015

IL LAUROCERASO

.


Il Lauroceraso è un arbusto sempreverde del genere Prunus appartenente alla famiglia delle Rosaceae.

Il nome del genere deriva dal nome latino dato ad alcune specie. Il nome specifico fa riferimento a laurus (alloro) e cerasus (ciliegio), per la somiglianza delle foglie con quelle dell'alloro.

Arbusto/albero di media altezza, piantato in luoghi spaziosi può raggiungere i 7 metri (max 15 m), cresce rapidamente.
Le foglie sono verde scuro, molto più chiare e lucide quando giovani; spesse (1-1,5 mm) e coriacee; di forma oblunga, e tondeggiante verso l'apice; lievemente seghettate verso l'esterno.
Fiorisce tra aprile/ giugno, i fiori sono bianchi; ermafroditi; disposti a racemo, dall'odore profumato, ma acido.
Fruttifica a fine estate / inizio autunno, i frutti sono drupe (1 cm ca.) rosse/viola quando acerbe, e nero-bluastre una volta raggiunta la maturazione.
Le foglie, ma soprattutto i frutti risultano velenosi all'uomo per la presenza di acido cianidrico ottenuto per saponificazione. Possono essere letali.

Terreno neutro (ph non superiore a 7.5), umido.
Altitudine non superiore ai 300 metri (ideali) o 700 metri (effettivi)
Predilige una zona soleggiata per almeno una parte del giorno
È abbastanza resistente al freddo ed alle malattie

Prunus laurocerasus trova impiego come pianta ornamentale e da barriera (siepe) grazie al suo fitto fogliame. In passato il distillato, l'acqua di lauroceraso, veniva usato come calmante per la tosse. Se assunto in quantità eccessive poteva provocare un'intossicazione. Vengono ricavati tuttora degli oli essenziali usati come aroma (in quantità minime) nei liquori, dall'odore di mandorle amare tipico dell'acido cianidrico. L'alta concentrazione di acido cianidrico rende appunto questa pianta tossica per l'uomo e per gli animali domestici in caso di ingestione accidentale.

Prunus laurocerasus è originario dell'Asia minore e dell'Europa orientale ed è stato importato in Italia durante il secolo XVI.


LEGGI ANCHE : http://pulitiss.blogspot.it/p/verde.html



                             asiamicky.blogspot.it/2015/03/le-ville-di-como-villa-d-este.html







FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.
 GUARDA ANCHE


LA NOSTRA APP



http://mundimago.org/le_imago.html



.

IL PITOSFORO




Il genere Pitosforo appartiene alla famiglia delle Pittosporaceae. Questo genere è composto da circa 200 specie, per lo più originarie della Nuova Zelanda, dell’Australia. Alcune molto diffuse nel nostro paese (come il tenuifolium o il tobira) sono invece endemiche della Cina e del Giappone.
In natura, soprattutto nei luoghi di origine, hanno portamento arboreo e possono raggiungere anche i 20 metri di altezza. Coltivati dall’uomo, invece, raramente superano i 10 metri, anche nelle regioni caratterizzate da inverni piuttosto miti.
Ad ogni modo hanno trovato una grande diffusione nei giardini poiché risultano molto adatti alla creazione di siepi e barriere. Vivono anche molto bene in contenitore e quindi possono essere utilizzati per delimitare degli spazi aperti, risultando di facile manutenzione (vista anche la crescita piuttosto lenta, la grande longevità e l’estrema semplicità delle potature). Proprio per questi scopi sono state selezionate varietà nane o caratterizzate da fogliame variegato e con colorazioni particolari.
Se aggiungiamo la loro grande resistenza alle condizioni diffuse lungo i litorali (terreni e aria salmastra) e la buona rusticità delle varietà più diffuse, non possiamo che annoverarli tra i migliori arbusti fioriti in assoluto.

Il Pittosporo (o pitosforo, Pittosporum spp.), genere delle Pittosporaceae, originario di Africa, Asia, Australia e Isole del Pacifico, comprende piante a portamento arboreo o arbustivo, che possono raggiungere diversi metri d'altezza. Quest'albero produce delle piccole bacche verdi non commestibili. In Italia è coltivato per ornamento e per costruire siepi lungo i litorali marini, nel Mezzogiorno, in Sardegna e in Sicilia.

Come pianta ornamentale nei giardini, parchi e viali, specialmente delle zone rivierasche, per siepi, o macchie arbustive, nei climi con inverni rigidi e prolungati, si può coltivare in vaso sui terrazzi.

Desiderano esposizione in pieno sole, terriccio di medio impasto tendente al compatto e dotato di buone riserve idriche nella stagione estiva.

Per mantenere una forma compatta e decorativa della chioma, la pianta deve essere periodicamente sottoposta a interventi di potatura.
La moltiplicazione avviene con la semina o nelle varietà a fogliame variegato, per mezzo di talea.

In Italia se ne usano solo un paio di specie, e sicuramente la più comune è Pittosporum tobira, originaria del Giappone e della Cina. Si tratta di un grande arbusto, a crescita abbastanza lenta, sempreverde, con foglie spatolate, spesso riunite in mazzetti, soprattutto all’apice dei rami; hanno colore verde scuro, lucido e sono caratterizzate da una vistosa venatura chiara, che attraversa la foglia al centro. In primavera i pitosfori producono piccoli fiori carnosi, di colore bianco, che divengono crema con il passare dei giorni; sono molto profumati e sbocciano riuniti in racemi o pannocchie; l’arbusto con il tempo tende ad assumere un portamento tondeggiante, ma viene spesso potato per assumere le forme più varie; i pitosfori vengono molto utilizzati per comporre delle siepi compatte e dense. Dopo la fioritura i pitosfori producono delle bacche semi legnose, al cui interno sono presenti i semi fertili, ricoperto da una polpa resinosa; il nome delle piante deriva proprio da questa caratteristica, infatti Pittosporum in greco significa semi resinosi.

In Italia, la specie di pitosforo più diffusa è Pittosporum tobira; esistono però alcune varietà cultivar e ibridi di questo pitosforo, tra cui quella che si sta diffondendo di più è una varietà a foglie variegate, di colore quasi argentato, o comunque grigio verde, con i margini delle foglie bianchi o gialli.
L’unica altra specie di pitosforo che viene talvolta coltivata in giardino in Italia è Pittosporum tenuifolium, si tratta di una specie originaria della Nuova Zelanda, caratterizzata da fogliame delicato e pendulo, e da rami sottili, molto ramificati, di colore scuro, quasi nero. Questo pitosforo è un poco più esigente rispetto al pitosforo tobira, pur essendo quasi altrettanto rustica; si pone a dimora preferibilmente a mezz’ombra, in quanto non ama molto la siccità e il caldo estivo. Sicuramente è un arbusto molto elegante, a sviluppo lento, e quindi non necessita di potature; può temere il freddo, soprattutto in quelle zone i cui gli inverni sono caratterizzati da gelate molto intense e prolungate. In vivaio si possono facilmente reperire alcune varietà di pitosforo tenuifolium, con fogliame variegato, o addirittura con foglie color porpora.

Le caratteristiche principali del pitosforo vengono spesso sfruttate per produrre siepi; una siepe di pitosforo ha la caratteristica fondamentale di essere sempreverde, lucida e impenetrabile, in quanto questi arbusti producono una vegetazione molto fitta. La fioritura primaverile, con un profumo decisamente molto intenso, aiuta ulteriormente, in quanto non è sempre facile trovare un arbusto da siepe con una fioritura vistosa.
Sono piante che necessitano di poche cure, una volta stabilizzatesi in un posto, e la specie offre molte varianti; per questo motivo sempre più spesso si vedono nei giardini dei finti bordi misti, che in realtà sono siepi costituite interamente da pitosfori, ma di varietà e specie diverse; l’effetto è decisamente gradevole, in quanto i colori sono tra i più vari, e la consistenza e la tessitura del fogliame offre molte varianti, soprattutto se si pongono a dimora le due differenti specie di pitosforo, in diverse varietà. La mescolanza di Pittosporum tobira, con le sue grandi foglie verde scuro, e di Pittosporum tenuifolium a foglia variegata, con fogliame delicato e colori tenui, sicuramente da un risultato scenografico eccellente.


LEGGI ANCHE : http://pulitiss.blogspot.it/p/verde.html


                             http://asiamicky.blogspot.it/2015/03/le-ville-di-como-villa-d-este.html






FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.
 GUARDA ANCHE


LA NOSTRA APP



http://mundimago.org/le_imago.html



.

IL LIGUSTRO

.


Ligustrum è un genere di piante arbustive della famiglia delle Oleacee.

Le sue dimensioni vanno da pochi decimetri a circa 4/5 metri. La corteccia è verdastra e liscia. I fiori, bianchi e profumati, si riuniscono in infiorescenze a pannocchia terminale. Da questi si formano delle bacche nere, lucide e velenose. Da tali bacche si estrae, mediante trattamento con acqua distillata bollente, una sostanza colorante, usata come indicatore chimico: la ligulina, che ha la proprietà di virare al color rosso, in ambiente acido (da pH 6 a 0), di virare al verde, in ambiente basico (da pH 8 a 14) oltre a diventare azzurra, in presenza di acque calcaree.

Diverse specie vengono coltivate come piante ornamentali e in particolare sono utilizzate in giardini come completamento di siepi. La maggior parte di queste specie è originaria del Giappone o della Repubblica popolare cinese.

Il ligustro è una delle specie sempreverdi più usate per la creazione di siepi. Pianta di origine giapponese, il ligustro cresce spontaneamente anche in Europa, con la varietà lugustrum vulgare. In natura esistono diverse specie di ligustro, non tutte adatte alla creazione di siepi. Alcune varietà si possono, infatti, allevare ad alberello, altre possono formare delle aiuole basse, altre ancora possono dare vita a bellissime siepi sciolte. Queste ultime sono le siepi più diffuse in giardino e negli spazi pubblici: delimitano lo spazio circostante e garantiscono un buon ombreggiamento. Il ligustro da siepe richiede attenzioni e cure particolari, sia per non farlo crescere troppo, sia per non farlo seccare durante i mesi caldi. Anche se la pianta si adatta bene a qualsiasi esposizione e substrato, bisogna calibrare con attenzione e regolarità tutti gli interventi colturali: messa a dimora, concime, irrigazione e potatura. La potatura è forse l’intervento più importante per la sopravvivenza e per la resa estetica della siepe di ligustro. La pianta, infatti, tende a crescere molto velocemente e ciò può compromettere l’armonia dello spazio circostante.

Il Ligustro, quale specie sempreverde, oltre che essere utilizzato per le siepi è molto apprezzato anche per costituire dei bellissimi bonsai grazie alla sua chioma molto fitta e alle foglie piccole e tondeggianti. L’habitat naturale per il bonsai ligustro è un clima particolarmente caldo. Nel sud della Cina, questa tipologia di bonsai cresce infatti in maniera spontanea grazie alle particolari condizioni climatiche. Nelle regioni in cui il clima è al contrario più fresco, è necessario coltivarlo in appartamento. Per chi ama i bonsai, questa particolare tipologia di piante dalle dimensioni ridotte, il ligustro potrebbe essere la soluzione ideale per avere nella propria casa una piccola opera d’arte in miniatura.


LEGGI ANCHE : http://pulitiss.blogspot.it/p/verde.html


                             http://asiamicky.blogspot.it/2015/03/le-ville-di-como-villa-d-este.html







FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.
 GUARDA ANCHE


LA NOSTRA APP



http://mundimago.org/le_imago.html



.

questo

Post più popolari

Blog Amici