Visualizzazione post con etichetta natura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta natura. Mostra tutti i post

venerdì 23 settembre 2016

GLI ANIMALI PIU' PERICOLOSI



Difendere la natura e l’ambiente significa conoscerli e rispettarli senza trattarli come un giardino condominiale. E amare gli animali non vuol dire pensare che siano tutti docili peluche.

Sembra così docile e carino, soprattutto quando lo vediamo in peluche. Ma  l’orso polare è il più grande mangiatore di carne della terra. Si nutre principalmente di foche ma le sue zampe sono munite di artigli capaci di sezionare qualsiasi testa umana. Non hanno paura dell’uomo e talvolta, in caso di pericolo o di carestie, possono arrivare ad attaccare.

Il drago di Komodo è la più grande lucertola vivente. Vive in alcune isole indonesiane e riesce a mietere vittime con un solo morso: i suoi denti seghettati lacerano le carni così da mandare in circolo il veleno che provoca paralisi muscolare, shock e perdita di coscienza.

Il polpo ad anelli blu è velenosissimo, tra le specie marine più pericolose al mondo. Il piccolo animale è diffuso a largo delle coste dell’Africa e del Giappone. Il suo veleno è letale anche per l’uomo e la cosa peggiore è che non esiste un antidoto: la tossicità del suo veleno supera il cianuro di ben 10.000 volte.

Un altro “amico dei bambini” solo nella pubblicità. In realtà l’ippopotamo è il terzo mammifero più grande al mondo, dopo l’elefante e il rinoceronte. Sono molto diffusi in Africa e sono responsabili di aver causato più morti umane nel continente rispetto ad altri animali più temuti. Il “cavallo di fiume” è tra gli animali più aggressivi del mondo ed è annoverato tra i più pericolosi dell’Africa.

Ci hanno pensato anche i film a descrivere lo squalo bianco come il killer silenzioso della vita marina.

Il bufalo nero è un animale estremamente imprevedibile e uccide più di 200 persone all’anno.

Di varie specie, frequenta ambienti molto diversi  (fiume, mare, acque stagnanti,)i coccodrilli sono responsabili di oltre 2.000 morti all’anno. La loro dieta include una vasta gamma di carni, si nutre anche di carcasse morte.

Il Re Della Giungla detiene il titolo di predatore per eccellenza, I suoi denti aguzzi e gli artigli riescono a paralizzare e tagliare a brandelli qualsiasi vittima. Ci sono stati molti casi registrati di attacchi da parte di leoni verso aziende agricole, vetture di turisti durante safari in Africa… sono responsabili di numerosi decessi all’anno.

Il metodo scientifico per misurare la velenosità di un rettile è un indice tossicologico chiamato Letal Dose 50. In base a questo le specie più velenose si trovano in Africa, Nord America, Australia e Asia, come per esempio, il famoso Cobra asiatico che non è non è di certo quello più tossico ma causa più di 50.000 morti all’anno. Quello più velenoso è invece il Taipan dell’Interno con un singolo morso  e’ in grado di iniettare circa 110mg di veleno, sufficienti per uccidere un centinaio di esseri umani e oltre 200.000 topi. E’ originario dell’Australia  ed appartiene alla famiglia degli Elapidae, che conta anche il cobra, il mamba, ed il serpente corallo.



La zanzara porta malattie devastanti, come la malaria che uccide più di 600.000 persone ogni anno e provoca miliardi di dollari in perdita di produttività annuale. Oltre a febbre dengue, febbre gialla e encefalite.

L'uomo che uccide 475 000 persone l'anno tra omicidi e guerre, seguito dai serpenti e dai cani con la rabbia. La mosca tse tse responsabile della malattia del sonno, la cimice assassina portatrice della malattia di Chagas, le lumache killer che causano la schistosomiasi, e il verme solitario.

La "rana dorata" chiamata così per via del suo colore (Phyllobates terribilis), fa parte della famiglia Dendrobatidae e vive in Colombia (fonte Biochronicles).

La sua pelle è rivestita da una molecola chiamata batracotossina, che impedisce ai nervi di trasmettere impulsi ed è fortissima. Basta una dose piccolissima per provocare la morte (LD50 di 0,002mg/kg, ovvero la dose per uccidere il 50% dei soggetti), tanto che basta appena toccarla.
.

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.
 GUARDA ANCHE


LA NOSTRA APP



http://www.mundimago.org/



.

sabato 2 aprile 2016

APRILE

.


Aprile è il quarto mese dell'anno in base al calendario gregoriano, ed il secondo della primavera nell'emisfero boreale, dell'autunno nell'emisfero australe, conta 30 giorni e si colloca nella prima metà di un anno civile.

Secondo alcune interpretazioni, il nome deriva dall'etrusco Apro, a sua volta dal greco Afrodite, dea dell'amore, a cui era dedicato il mese di aprile. Secondo altre teorie, il nome deriva invece dal latino aperire (aprire) per indicare il mese in cui si "schiudono" piante e fiori.

La sua traduzione in lingua inglese, "April", è usata come nome proprio.

Nell’antico calendario romano, prima della riforma di Numa Pompilio, aprile era il secondo di dieci mesi e raccoglieva tre importanti festività: i Veneralia, legati al culto della dea dell’amore e della fertilità femminile; i Cerealia, in onore di Cerere,  dea della fertilità della terra e della coltivazione dei campi; i Floralia, dedicati a Flora, divinità italica delle piante utili all’alimentazione, identificata, in seguito, come “dea della primavera“.

Fin dall’antichità, dunque, aprile era visto come il mese della rinascita della natura dopo il lungo letargo invernale, durante il quale la terra presenta le prime preziose fioriture, mettendosi nelle condizioni migliori per essere arata e seminata. Non è  un caso, dunque, che secondo la leggenda  proprio in questo periodo Romolo tracciasse con l’aratro i confini della “città eterna”, Roma, la quale prenderà da lui il nome.

Il clima di aprile si presenta, di solito più mite, con giornate più lunghe ed esposte alla luce solare, ma con un’elevata pioviosità, tanto che un antico proverbio recita: “Quando tuona d’aprile buon segno per il barile”. Nella civiltà contadina un aprile abbastanza piovoso significava ottenere un abbondante raccolto.

I proverbi, frutto della saggezza popolare, soprattutto contadina, sono davvero numerosi e ruotano spesso sulle condizioni meteorologiche che tanto influenzano il lavoro nei campi e la vita in essi. Eccone alcuni: “la prim’acqua d’aprile vale un carro d’oro con tutto l’assile”, “la neve di gennaio diventa sale, e quella d’aprile farina”, “la nebbia di marzo non fa male, ma quella d’aprile toglie il pane e il vino”, “D’aprile piove per gli uomini e di maggio per le bestie”,”Aprile temperato non è mai ingrato”, “Marzo alido, aprile umido”, “April, apriletto, un dì freddo un dì caldetto”, “Aprile freddo gentile”.

Riguardo al famoso “pesce d’aprile” un simpatico proverbio recita:”Al primo aprile, una burla si può dire”, mentre altri due detti affermano: “D’aprile non ti scoprire” e “Aprile, non t’alleggerire”. Un proverbio molto famoso dice ”Aprile, dolce dormire” ed un altro, relativo al lavoro nei campi, consiglia: “Se vuoi cocomeri grossi come un barile,piantali il primo giovedì d’Aprile”. Proseguendo: “Aprile carciofaio, maggio ciliegiaio”, “San Marco (25 aprile) bagnato porta il fieno sul selciato” e “Per Santa Caterina (29 aprile) le vacche alla cascina”. Un detto molto diffuso che ha numerose rivisitazioni regionali, in italiano è: “Aprile ogni goccia un barile”, segnalando la forza vivificatrice della pioggia, abbondante nel corso del mese. Un proverbio brianzolo dice: “April piöva piöva ch’el vê gross la cöva”(aprile piova, piova, che si ingrossa il covone), un proverbio veneto “la piova di april, impianta el fenil” (la pioggia di aprile riempie il fienile), mentre,nella zona di Bordighera si recita: “Se nu ceuve in ru mese d’arvì, loche, è nasciuu u turna a meuiri” (Se non piove ad aprile, quello che è nato torna a morire”.

Per sottolineare che il mese d’aprile è rigoglioso al punto che potrebbe fiorire qualsiasi cosa, anche il manico del barile, si sostiene che “ I fiori vanno piantati ad aprile, perché fiorisce anche il manico del badile”. Di questa fioritura testimone è il proverbio veneto “Aprìl, aprileto, ogni dì un raméto”.

Quando arriva Aprile, la natura è in pieno fermento. Se state pensando di trapiantare alberi sempreverdi, arbusti e siepi, perché sono cresciuti e fanno ombra ad un’aiuola, oppure sono troppo vicini alla casa o alla strada, sarà bene farlo entro il mese, annaffiando bene la pianta dopo la messa a dimora.
In questo periodo è necessario effettuare regolari concimazioni per favorire lo sviluppo degli arbusti come il gelsomino, l’oleandro e la magnolia. Inoltre  bisogna provvedere ai primi trattamenti contro antiparassitari contro gli insetti ed i funghi, per evitare la loro proliferazione. Le rose iniziano a vegetare ed è bene potarle e concimarle con prodotti specifici.

I narcisi, i tulipani e gli iris stanno fiorendo ed anch’essi vanno concimati regolarmente. Quando la fioritura sarà terminata, togliete i fiori appassiti ma lasciate ingiallire le foglie, prima di togliere i bulbi: in questo modo permetterete ad essi di accumulare sostanze nutritive preziose. I bulbi a fioritura estiva vanno invece messi a dimora nelle aiuole: pianificate bene la loro suddivisione e disposizione, per avere una bella aiuola multicolore nella prossima stagione.

L'ariete, intrepido e fiero, la sua è una personalità attiva e dinamica. Spinge sempre a fondo l'acceleratore sia che si tratti della sua auto, di un progetto, della realizzazione di un'impresa o di qualsiasi altra cosa, l'importante per lui è arrivare primo. La sua natura irrequieta è portata ad ogni genere di attività, anche se talvolta dovrebbe evitare tutte quelle imprese eccessivamente rischiose o azzardate. Ma per uno come lui, coraggioso fino alla temerarietà, quest'ultimo consiglio cadrà spesso inesauribilmente nel vuoto. Le mezze misure sono sconosciute al suo temperamento, "o tutto o niente" è il suo motto, sa essere estremo, sia nell'entusiasmo che nell'indignazione.
Un incontro, un gesto talvolta perfino uno sguardo sono sufficienti a fargli andare il cuore in gola e allora proietterà nei sentimenti la parte migliore di sé. I suoi amori sono una serie di colpi di fulmine, di rotture e di riconciliazioni. I suoi sentimenti esplodono all'improvviso e incendiano tutto quello che incontrano. Seduce con passione e, se qualcuno gli oppone resistenza, è capace di qualsiasi prodezza per conquistarlo. È pur vero che un simile comportamento affettivo lo porta ad entusiasmarsi eccessivamente per la persona su cui ha posato gli occhi, e che spesso si espone a delusioni, ma anche che gli piace sentirsi consumato dall'amore, purché questo non diventi un'idea fissa! Bisogna però sottolineare che il fuoco della sua passione con la stessa facilità con cui divampa, si spegne, ed egli, avventuroso per natura, rivolge altrove il suo sguardo e i suoi interessi, senza rimpianti e senza guardarsi indietro. Come gli piace corteggiare? La sua prorompente passionalità non gli permette di perdere tempo, anche se lottare per ottenere ciò a cui aspira lo entusiasma enormemente. Gli piace comunque condurre il gioco e sentirsi dominante. E se è lui ad essere corteggiato? In questo caso bisogna agire d'astuzia: chiedere i suoi preziosi consigli, poi sfuggirgli quel tanto che basta, ma in ogni caso la sincerità è un obbligo. Continuerà ad adorare l'avventura romantica, il fascino della seduzione e l'eccitamento della conquista. Magari cambieranno gli scenari, ma l'atmosfera sarà sempre quella, cioè speciale: cene a lume di candela, musica soft, comodi divani, morbidi tessuti, il tutto avvolto dal magico mondo della sua inesauribile fantasia. E se subentra la gelosia? Come minimo ci si può aspettare una scenata memorabile, voleranno insulti e... suppellettili, lancerà accuse terribili, salvo poi pentirsene, senza tuttavia chiedere scusa.



Ad uno come lui a cui piace comandare, un lavoro da subalterno va decisamente stretto. L'Ariete è un capo e, come tale, è nato per dirigere, che sia poi un'azienda o un reggimento non fa grande differenza, l'importante è dare ordini, ed i suoi devono essere rispettati, altrimenti va su tutte le furie. Se non sarà capitano d'industria o generale d'armata, comunque, potrà scegliere di fare il libero professionista o qualsiasi altro lavoro in cui siano necessarie prontezza di spirito e intraprendenza. È inutile che tenti la strada dell'impiego fisso, le occupazioni noiose e programmate non fanno per lui, la sua abilità gli permette invece d'inventarsi i lavori dal nulla, perché è originale, ha grinta e coraggio da vendere. Se svolge un lavoro d'équipe, ha bisogno di collaboratori fidati sui quali poter contare in ogni momento, mentre se è alle dipendenze, non farà nulla per farsi benvolere dai colleghi, che non lo sopporteranno per i suoi modi sbrigativi e per la sua abilità nel mettersi in luce con i superiori. La molla, però, che lo spinge a voler primeggiare a tutti i costi non è quella del denaro, perché in realtà, i soldi non gli interessano più di tanto, anzi maneggiarli gli dà persino un po' fastidio. Un altro campo di stretta appartenenza a tale segno è quello dell'atletica e delle arti marziali, in cui potrà sfoggiare la sua inesauribile energia. Lo studente Ariete non è proprio uno scolaro modello, la sua incostanza infatti lo rende insofferente ai libri, meglio i campi da gioco, le palestre o l'organizzazione di feste e gruppetti musicali. Ciò non toglie che, quando si appassiona ad una materia o ad un singolo argomento di studio, riesce ad ottenere ottimi risultati. All'università gli saranno più congeniali le facoltà in cui si effettuano studi sperimentali specie in campo architettonico e in quello della chimica industriale.

Le parti del corpo collegate al suo segno sono: l'area della masticazione (specie l'arco dentario superiore), il sistema visivo, olfattivo, uditivo, l'area cervicale e facciale. Le sue patologie riguardano pertanto queste zone, e non è raro, ad esempio, sentirlo lamentarsi di emicranie, nevralgie o sinusiti. I suoi frequenti mal di testa sono in gran parte dovuti ad un'eccessiva tensione nervosa, legata alla sua aggressività e al suo mirare continuamente verso nuovi obiettivi. La sua grande vitalità lo porta costantemente a sopravvalutare le sue forze e quindi, più di qualsiasi altro segno, abusa della sua salute. Il fosfato di potassio è il suo sale cellulare, che restituisce una parte di quel vigore intellettuale che l'Ariete spende con tanta prodigalità.

Il suo gusto innato per il benessere e per le cose "buone" della vita lo predispone a curare l'arte del vivere, a godere delle piccole gioie quotidiane, piuttosto che a lanciarsi in imprese al di sopra delle sue forze e dei suoi mezzi. Resistente, perseverante, riflessivo ed equilibrato, lavora con scrupolo e serietà rispettando i suoi impegni e raggiungendo, quasi sempre, una buona solidità finanziaria. Ama il denaro, non per accumularlo, ma per spenderlo in tutto ciò che gli procura piacere: una bella casa, quadri e mobili d'epoca, una fornita cantina, bei vestiti. Venere, il suo pianeta governatore, gli fa apprezzare, infatti, la purezza della forma e le cose belle, che ama toccare ed avere sempre davanti allo sguardo. Il senso della famiglia in lui è molto sviluppato; quest'ultima rappresenta il rifugio, l'ambiente naturale per eccellenza, nel quale piantare le radici, ritrovarsi e sentirsi rassicurato in ogni circostanza che la vita riserva.

Un impegno serio, una situazione stabile e chiara in cui profondere tutto il suo affetto, ecco il concetto che ha dell'amore il Toro. La stabilità e la durata dei suoi rapporti sentimentali, infatti, sono di fondamentale importanza per lui che non tollera il passeggero e l'incerto. All'avventura, invece, bisogna essere portati e non è il suo caso; certo, non si può escludere che circostanze particolari o una persona con eccezionale sensualità, possano spingerlo a quella che, il giorno seguente, probabilmente considererebbe una "stupidaggine", ma sicuramente non è ciò di cui va in cerca. Una volta trovata l'anima gemella, quindi, la scelta è definitiva, anche perché detesta i cambiamenti e ha paura delle novità. La famiglia è pertanto il fulcro della sua esistenza, poiché soddisfa il suo bisogno di sicurezza, e i figli sono coloro che conserveranno e accresceranno i beni da lui accumulati. Ma come corteggia il nostro Toro? È una miscela di sensualità e riservatezza, e non resiste alla tentazione di giocare la carta della seduzione. Abbandona allora il suo riserbo, cosicché diffidenze e timori svaniscono, specie quando è molto attratto fisicamente dall'altro. Ama il tono della voce del suo partner, gli odori del suo corpo, è, insomma, un amante molto raffinato e geloso della sua conquista. E come vuole essere corteggiato? Niente tattiche particolari, né modi raffinati per circuirlo! Predilige la persona "acqua e sapone", che lasci trasparire il suo interesse per lui con naturalezza, senza vergognarsi delle proprie emozioni. Continuerà ad essere un amante raffinato, nella cornice di una possessività, questa volta, blandamente gelosa e di una fedeltà a prova di bomba. E quando scopre che c'è un altro? Dapprima non vuole crederci, poi spierà ogni mossa del partner, ogni suo gesto, e si trasformerà in un vero e proprio detective, tanto da rendergli la vita quasi impossibile. Talvolta, però, spinto dal dispiacere e dalla delusione, potrebbe anche cercare altrove quello che la sua sensuale natura reclama.

Il Toro è un buon amministratore, sia che si occupi dei suoi affari, sia che lavori alle dipendenze altrui. Egli giunge al successo lentamente ma con sicurezza ed eccelle in professioni come quella di banchiere, consulente finanziario, impresario edile, commerciante, venditore e, grazie al suo amore per la terra, sarà anche un bravo agricoltore. Le sue qualità artistiche, inoltre, lo indirizzano verso il teatro, il cinema, la pittura e il bel canto, non è raro trovare negli appartenenti a questo segno, infatti, ottimi cantanti. Come collaboratore è insostituibile e, se lavora alle dipendenze, risulta essere un collaboratore veramente affidabile. Svolge qualsiasi professione con grande senso di responsabilità e chiarezza, e vuole sempre vedere dei risultati concreti nel suo operare. Se si facesse una statistica degli assenteisti, sicuramente fra i Toro non ce ne sarebbe neppure uno, a lui piace lavorare, anzi trae soddisfazione dall'impegno quotidiano e dal benessere che ne ricava. Negli studi il Toro è diligente, costante, razionale, forse un po' lento, ma quando impara una cosa, difficilmente la dimentica. Le facoltà universitarie più adatte al suo temperamento sono quelle di agraria, ingegneria, matematica, economia, e se, come spesso accade, ha spiccate tendenze artistiche, scuola d'arte e conservatorio gli permetteranno di realizzarsi pienamente.

Le parti del corpo collegate al segno del Toro sono: l'area della gola, l'arco dentario inferiore, il sistema muscolare del collo, le prime vie respiratorie, le vertebre dell'area superiore, e l'area bronchiale superiore. Ne deriva che le patologie che accusa più di frequente comprendono tracheiti, faringiti, tonsilliti, disturbi alle corde vocali, artrosi cervicale, cattivo funzionamento della tiroide. Il suo sale cellulare è il solfato di sodio che regola la ritenzione d'acqua nell'organismo. Il Toro è un flemmatico e sa perfettamente che per star bene, ha bisogno di vivere evitando accuratamente qualunque tipo di eccessi, ecco perché arriva spesso fino a tarda età e senza troppi malanni.



FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.
 GUARDA ANCHE


LA NOSTRA APP



http://www.mundimago.org/



.

mercoledì 7 ottobre 2015

LE GALLINE SPAZZINE

.


Allevare polli e galline è una tendenza green, non solo tra contadini e allevatori, ma anche per le semplici famiglie. L’idea è quella di sfruttare questi utili animali per smaltire in modo sostenibile gli avanzi vegetali della casa, con il vantaggio in più di ottenere fresche e nutrienti uova.
L'idea sta conquistando l’Europa e potrebbe essere anche da noi una valida soluzione contro gli sprechi e l’aumento dei prezzi. Smaltimento del rifiuto umido, produzione di uova e uso delle deiezioni dei polli per concimare orti e terreni, i vantaggi dell’operazione sono molti.

Naturalmente non si tratta di un gioco, i polli hanno bisogno di spazio e di attenzioni, servono delle specifiche autorizzazioni della Asl ed è bene farsi aiutare, almeno per i primi tempi, da qualche amico o conoscente che abbia esperienza in materia o dotarsi di una valida guida.

Una volta fatto il grande passo le galline ovaiole possono diventare dei simpatici animali da compagnia, molto amate anche dai bimbi che possono così imparare il rispetto e la cura degli animali e anche quelle che sono le dinamiche della natura e il rispetto dell’ambiente.

Una gallina può mangiare circa 200 chili di rifiuti organici in un anno e produrre in media sei uova alla settimana, uova che saranno quanto mai sicure, genuine e di buona qualità. C’è anche chi sostiene che le galline siano un ottimo anti stress, grazie alla loro proverbiale serenità.

Importante sapere che per legge ogni gallina dovrà avere garantiti almeno 750 cm quadrati di spazio, ma naturalmente l’ideale sarà garantire tutto lo spazio possibile per permettergli di muoversi liberamente. Come attenzione le galline richiedono pochi minuti al giorno e una veloce pulizia settimanale del pollaio.

Pollai 'domestici' per smaltire rifiuti organici. Succede in Francia dove il sindaco della cittadina Barsac, nella regione della Gironda, ha giá regalato una coppia di polli a 150 famiglie del suo comune, e altre sono in lista d'attesa. La coppia di polli è stata assegnata agli abitanti con una cerimonia di "adozione", il versamento di una cifra simbolica di 2 euro, la firma di un 'contratto' di adozione e una piccola lezione con i consigli di allevamento. Il sindaco Philippe Meynard punta sulle capacitá da 'spazzini' di polli e galline, ciascun esemplare può infatti consumare 150 chili di scarti alimentari. Mille polli potrebbero smaltire 150 tonnellate l'anno con un risparmio sull'inceneritore. Anche chi non ha il giardino potrá usufruire dei polli spazzini, grazie a pollai comunali e condivisi, dove si potranno portare i rifiuti alimentari e chiedere, in cambio, le uova.


FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.
 GUARDA ANCHE


LA NOSTRA APP



http://www.mundimago.org/



.

giovedì 1 ottobre 2015

OTTOBRE

.


Ottobre è il decimo mese dell'anno secondo il calendario gregoriano e il secondo mese dell'autunno nell'emisfero boreale, della primavera nell'emisfero australe; conta 31 giorni e si colloca nella seconda metà di un anno civile.

Il nome deriva dal latino october, perché era l'ottavo mese del calendario romano, che iniziava con il mese di marzo. L'imperatore Commodo operò una riforma in base alla quale il mese assumeva uno dei suoi titoli, Invictus, ma dopo la sua morte la riforma fu abbandonata.

Nel calendario persiano corrispondeva al mese di Mehr (fino al 22) e poi a quello di Aban.

Nel calendario rivoluzionario francese ottobre corrispondeva a due mesi: a Vendemmiaio fino al 22/24 ottobre successivamente a Brumaio.

Ottobre, mese pienamente autunnale, segna la fine del ciclo vegetativo delle piante e cambiamenti importanti nella vita degli animali. Le foglie di gran parte degli alberi sia in città che in campagna cambiano lentamente colore, segno che il loro lavoro di sintesi  è terminato. Interi boschi si colorano di giallo, arancio, rosso, marrone, uno spettacolo che è alla portata di tutti , tanti sono ancora i boschi che circondano la Capitale. Ad Ottobre - esattamente il 13 -  i romani offrivano ghirlande di fiori, vino e olio al dio Fontus, dio delle fonti e dei pozzi. Figlio di Giano e della ninfa Giuturna aveva un altare consacrato ai piedi del Gianicolo.

Ottobre è inoltre legato al ciclo annuale della vite, in particolare per la lavorazione delle uve e la fermentazione del mosto. In campagna inoltre finita la lavorazione dei terreni e raccolti gli ultimi tagli delle foraggifere ci si prepara alla semina del grano. Molti sono i frutti che questo mese ci regala, oltre alla già citata uva, troviamo castagne, noci, nocciole, mele e pere, giuggiole e le ultime pesche e susine. Nell'orto  insalate, cicorie, spinaci,  cavolfiori e broccoli, carote, fagioli già preannuncio di piatti più invernali sono il dono di Ottobre. Per gli appassionati questo mese è tempo anche di funghi, da raccogliere con sapienza e rispetto per il bosco e i suoi abitanti.

È la festa dell’equilibrio ed è tempo di bilanci: possiamo veramente passare in rassegna i frutti che abbiamo raccolto dal nostro lavoro. È il periodo dell’aratura, attività da sempre accompagnata da numerosi e diversi riti locali per ringraziare il raccolto e propiziarsi gli dei e pregarli affinché donassero un inverno mite o non troppo aspro.

È anche il tempo della vendemmia, che veniva anch’essa accompagnata da numerosi rituali grazie alla sua profonda valenza simbolica – la trasformazione dell’uva era vista come simbolo della trasformazione spirituale degli uomini che, come il vino viene chiuso nel buio delle botti e delle cantine, venivano iniziati ai riti misterici nel buio di santuari e templi sotterranei. Mabon è quindi una festa iniziatica, finalizzata alla ricerca di un nuovo livello di consapevolezza. È tempo di iniziare ad interiorizzarci, a viaggiare entro noi stessi accompagnati dal buio che avanza e che concilia alla riflessione sui misteri della trasformazione attraverso la morte, sempre portando in noi stessi il seme della rinascita.



Secondo l'astrologia occidentale, la Bilancia è un segno zodiacale cardinale e d'aria. È governato da Venere. In questo segno Saturno si trova in esaltazione, Marte in esilio, il Sole in caduta. È opposto al segno dell'Ariete.

Il metallo associato al segno è il rame, le pietre sono il quarzo rosa, la giada, la rodonite e la tormalina verde, i fiori sono la rosa, la camelia, il giglio e il giacinto.

Le persone con posizioni di rilievo in questo segno zodiacale sono alla continua ricerca dell'equilibrio, nel rapporto con sé stesse e con gli altri. Nella loro ricerca dell'armonia e del bello soffrono le situazioni di conflitto. Molto attente alle formalità, attribuiscono grande importanza alla relazione di coppia (difficilmente riescono a stare soli) e al matrimonio. La ricerca dell'armonia e della forma può spingerle verso i settori professionali dell'arte e della moda e il loro senso della giustizia può a volte portarle a intraprendere la carriera di avvocato o magistrato. Portate per la diplomazia, non amano i modi ruvidi e le posizioni nette. Sono socievoli, altruiste e accomodanti ma spesso la loro serenità è solo apparente e nasconde profonde tensioni, come in tutti i segni cardinali.

Il Sole si può trovare nel segno della Bilancia circa nel periodo che va dal 23 settembre al 22 ottobre: è pertanto il primo segno d'autunno. Il periodo esatto varia di anno in anno e per stabilire la sua posizione nei giorni estremi è necessario consultare le effemeridi.
Lo Scorpione è un segno fisso, femminile. E’ detto fisso perché nasce quando la stagione è consolidata, certa. Questa caratteristica si trasferisce nel carattere dei segni che appartengono a questa classificazione (Toro, Acquario, Leone e Scorpione) che sarà determinato, perseverante, scarsamente duttile. Con lo Scorpione entriamo in quel periodo dell’anno nel quale la temperatura si fa più rigida, i raggi del sole sono spesso offuscati dalle nubi e dalle piogge mentre le ore di luce sono in fase calante.
L’atmosfera è più cupa, meno luminosa del periodo precedente e guardandosi attorno si notano gli alberi che perdono le loro foglie. Si vive questa sensazione di disfacimento che ci prepara ad entrare nel rigore dell’inverno. Sia nella natura che nell’uomo questo è un momento di stasi, di silenzio, come se l’energia si introvertisse per avviare un viaggio verso l’interno.

Quello che accade nella natura si riversa nel temperamento di chi nasce nel segno, per cui molte persone dello Scorpione hanno questa tendenza all’introversione, alla segretezza ed alla “distruzione”. E’ tipico trovare tra loro qualcuno che sappia rendere così problematica la sua esistenza da spingersi fin quasi all’estremo o che, per motivi incomprensibili, viva situazioni e relazioni difficili che annebbiano la sua vitalità e la gioia di vivere.

C’è nello Scorpione questa forza autodistruttiva che va controllata per evitarne le forme più deleterie. Tuttavia essa ha un significato molto profondo, legato al simbolismo proprio del segno, che è quello di rinnovarsi e purificarsi. Lo Scorpione deve arrivare a conoscere fino in fondo le sue pulsioni più istintive per poterle trasformare e rinascere a nuova vita. Infatti è proprio qui, in questo segno, che troviamo la morte e la rinascita intese come superamento dei propri limiti.
Una conferma che esso abbia a che fare con la morte e la rinascita lo troviamo anche nella tradizione cattolica che dedica parte del mese dello Scorpione al culto dei morti, anche se un giorno lo riserva al ricordo dei Santi. Se guardiamo questo evento tralasciando i significati della religione, possiamo vedere come la morte sia unita all’accesso a un piano superiore di consapevolezza e quindi alla resurrezione.
Va ricordato, nell’analisi del segno, la forza del suo animale simbolo, lo scorpione, che nel momento del pericolo si uccide perché non teme la morte (l’ignoto) e preferisce essa al pericolo.



FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.
 GUARDA ANCHE


LA NOSTRA APP



http://www.mundimago.org/



.

venerdì 1 maggio 2015

L' EQUITAZIONE



L'equitazione è una delle attività più antiche a cui si è dedicato l'uomo. Il primo manuale a noi pervenuto fu redatto dal mitanno Kikkuli, nell'anno 1.350 a.C.: La cura e l'alimentazione del cavallo da carro. Invece, il più antico e più noto manuale in cui è trattato anche il modo di montare a cavallo è Sull'equitazione di Senofonte.

Nella storia greca e romana chi sapeva equitare acquistava un "valore aggiunto" nelle società. Da allora in poi il titolo di cavaliere divenne espressione di nobiltà, ma anche, per contro, nei secoli successivi, i nobili furono costretti ad imparare l'"arte di equitare" per partecipare alla vita politica e militare.

L'approfondimento tecnico dell'arte di montare a cavallo fu ovviamente sempre appannaggio della cavalleria e per questo motivo chi ha scritto libri di tecnica equestre (Grisone, Fiaschi, Pignatelli, Mazzuchelli, Caprilli, ecc.) è spesso collegato all'ambiente militare. Non vi è altra attività dell'uomo in cui, nel corso dei secoli, siano stati scritti tanti testi di approfondimento. Ma il rapporto che si stabilì nei secoli tra uomo e cavallo, si modificò gradualmente nell'ultimo periodo storico, da quando cioè il motore a scoppio trasformò il modo di viaggiare e il modo di fare la guerra. Dal novecento in poi l'equitazione perse la propria importanza utilitaristica e si trasformò in attività solamente ludico-sportiva. Nell'Italia della prima metà del Novecento, si segnalò l'opera del conte Paolo Orsi Mangelli, con la sua celeberrima scuderia.

Le andature principali del cavallo sono tre:
il passo è l'andatura più lenta del cavallo (raggiunge una velocità che varia da 5 a 7 km/h). Questo tipo di andatura viene definito simmetrico perché l'appoggio delle due zampe anteriori avviene secondo intervalli di tempo regolari, e basculato perché il cavallo compie un movimento in verticale con il collo per darsi la spinta necessaria a portarsi avanti anche con il resto del corpo. Il cavallo poggia gli arti uno per volta, uno dopo l'altro, pertanto si riconoscono quattro tempi: anteriore destro, posteriore sinistro, anteriore sinistro e posteriore destro. A seconda della lunghezza del passo, distinguiamo un passo corto, un passo medio (in cui lo zoccolo posteriore del cavallo poggia sull'orma appena lasciata dallo zoccolo anteriore) e un passo lungo (in cui lo zoccolo posteriore del cavallo poggia davanti all orma appena lasciata dallo zoccolo anteriore).
Il trotto. È un'andatura saltata in due tempi per bipedi diagonali in questa successione: posteriore destro con l'anteriore sinistro (diagonale sinistro), posteriore sinistro con l'anteriore destro (diagonale destro). A questa andatura il cavallo raggiunge una velocità che varia dai 10 ai 55 km/h nelle corse al trotto. Nel trotto battuto il cavaliere si distacca dalla sella alzando e abbassando ritmicamente il bacino. Nel trotto seduto (detto anche trotto di scuola) invece si rimane seduti in sella seguendo il movimento del cavallo con il bacino.
Il galoppo è l'andatura naturale più veloce e si svolge in tre tempi ma vi sono variazioni relative alla velocità da ottenere. Con posteriore destro che guida l'azione, la sequenza è: posteriore sinistro, bipede diagonale sinistro, anteriore destro, seguiti da un tempo di sospensione. La gamba che "guida" l'azione viene distesa fino alla linea immaginaria tracciabile dalla punta del muso al terreno che alla massima estensione può essere superata. Un Purosangue al galoppo può raggiungere, anche se solo per pochi minuti, i 70 km/h.

Esistono poi altre andature:
il canter è un'andatura in tre tempi la cui velocità è maggiore del trotto e minore del galoppo; il cavallo "guida" con l'anteriore destro quando percorre una circonferenza in senso orario e viceversa. Quando il cavallo "guida" con l'anteriore sinistro mentre procede in senso orario produce una cosiddetta andatura falsa poiché utilizzando la gamba sbagliata non riesce ad avere un equilibrio stabile ed è quindi più facile che cada a causa dell'inclinazione durante la curva. La sequenza dei tre tempi ritmici, se ci si muove a destra è: posteriore sinistro, diagonale sinistra, con l'anteriore sinistro e il posteriore destro che toccano terra simultaneamente, e quindi l'anteriore destro.
Il termine deve la propria etimologia all'andatura utilizzata dalla cavalleria inglese che da Londra si metteva in viaggio per Canterbury. Essendo il viaggio in un tratto pianeggiante, il cavallo poteva sfruttare il "pendolo viscerale" cioè durante il movimento le viscere del cavallo vanno a comprimere ritmicamente i polmoni favorendo così una respirazione regolare (al galoppo invece la respirazione è affannosa). La cavalleria prediligeva quest'andatura perché era il giusto compromesso tra velocità di marcia e affaticamento.
Il trafalco. È un'andatura specifica della razza brasiliana Mangalarga. Il cavallo trotta con gli arti anteriori e galoppa con quelli posteriori. Si riscontra anche nei puledri non ancora addestrati.
L'ambio è un'andatura in due tempi non basculata. Si contraddistingue per il movimento simultaneo in avanti o indietro degli arti di un lato dell'animale, contrariamente al trotto in cui il cavallo muove i propri assi diagonali. Pur essendo naturale in alcune razze (come ad esempio il Paso Fino Peruano), viene da alcuni considerata un'alterazione innaturale della coordinazione neuro-muscolare del cavallo nelle razze in cui è stata introdotta artificialmente, soprattutto per uso sportivo (ad esempio nel Trottatore Americano).
Il tölt è una variante dell'ambio in quattro tempi, detta anche ambio veloce. La particolarità di questa andatura è che il cavallo ha sempre almeno uno zoccolo a terra. È naturale in alcune razze come nel pony islandese o nel Rocky Mountain Horse. Negli Stati Uniti è conosciuta con il termine single foot che significa piede singolo.

Assetto e posizione del cavaliere in sella permette a quest'ultimo di condurre il cavallo, con il minor sforzo possibile da parte del cavaliere e con il minor impedimento possibile da parte del cavaliere sul movimento del cavallo. Senza un assetto ed una posizione corretta il cavallo non obbedirà ai nostri ordini e sarà impedito nel suo movimento naturale. Ogni tipologia di monta (monta da lavoro, monta classica o sportiva) richiede un assetto ed una posizione differenti, per raggiungere scopi ed obiettivi che spesso sono diversi l'uno dall'altro: la monta da lavoro (western dei cow-boy o maremmana dei butteri) serviva a stare in sella per molte ore consecutive, su di un cavallo al passo e solo occasionalmente erano necessarie rapidissime puntate al galoppo per recuperare un capo di bestiame; la Monta Classica Italiana (o Capriliana) serviva a permettere ad un militare a cavallo di operare alle diverse andature su qualsiasi tipologia di terreno con l'obiettivo di mantenere nella miglior efficienza possibile cavallo e cavaliere.
La monta sportiva quella che oggigiorno si definisce inglese, attinge le sue tecniche dalla monta classica Capriliana rielaborandola nel salto ostacoli, nel dressage, e nel completo.

I mezzi di cui dispone un cavaliere per comunicare la propria volontà al cavallo sono:
aiuti "primari": assetto, posizione e voce, con i quali il cavaliere suggerisce al cavallo andatura e direzione
aiuti "secondari": gambe e mani. Con le gambe si gestisce la flessione del costato del cavallo; con le mani si corregge l'equilibrio del cavallo
aiuti "sussidiari": speroni, frustino ed ogni altro attrezzo (redini tedesche, gogue, chambon, redini fisse, eccetera)

Dal punto di vista di un osservatore inesperto può sembrare che il cavaliere stia semplicemente seduto in sella e che sia il cavallo a svolgere tutto il lavoro, ma chiunque abbia mai montato un cavallo, sa benissimo quanto quest’impressione sia sbagliata: c’è molto di più. L’equitazione, oltre ad essere un ottimo esercizio per allenare corpo e mente, è soprattutto un piacere, un momento per godersi la natura.

L’equitazione sviluppa l’equilibrio e migliora la coordinazione motoria, rafforza i muscoli, aumenta i riflessi e la mobilità articolare stimolando il sistema cardiovascolare e migliorando la circolazione sanguigna. Altri vantaggi includono la stimolazione dell’integrazione sensoriale, una migliore percezione visiva dello spazio, sviluppo della responsabilità, della pazienza, dell’autodisciplina oltre alla crescente fiducia in sé stessi.
Una passeggiata a cavallo stimola gli organi interni come una passeggiata a piedi, aiuta a migliorare il funzionamento del fegato e la digestione: a cavallo si bruciano 5 Calorie al minuto ed aumentando l’andatura aumenta la quantità di calorie bruciate.
L’equitazione è un hobby ed uno sport divertente sia per adulti che per bambini. I bambini possono imparare ad essere responsabili e a prendersi cura di un animale molto più grande di loro.
Strigliare il cavallo, pulire la stalla, maneggiare selle, attrezzature o balle di fieno è come andare in palestra, costituisce un ottimo esercizio per la muscolatura e per le ossa, molti cavalieri trovano utili questi esercizi ritenendoli simili a pilates e yoga.
L’equitazione è un modo divertente per evadere dallo stress quotidiano e immergersi nell’ambiente circostante: basta stare all’aria aperta e godersi il paesaggio, questo amplificherà il vostro benessere generale e farà emergere un senso di libertà che non è paragonabile a nessun’altra emozione.

All’inizio potrete pensare che già montare e condurre un cavallo siano una sfida; una volta consolidate queste capacità si presenteranno sempre nuove sfide, sempre più impegnative e sentirete il bisogno di migliorarvi: anche il cavaliere più esperto ammetterà che c’è sempre qualcosa da imparare.
La mente ha bisogno, tanto quanto i muscoli, di essere sempre tenuta in esercizio per rimanere sempre attiva e giovane, andare a cavallo mantiene costantemente allenato il cervello.

Molte persone ritengono che con il cavallo si istauri una connessione con la natura, altri trovano amicizia e confronto sia all’interno del maneggio che fuori, altri ancora trovano giovamento e sollievo dalla quotidianità mentre lavorano col proprio cavallo, nonostante le sfide che si presentano di giorno in giorno.
Incontrare persone appassionate di equitazione è molto piacevole ed è divertente assistere a competizioni e uscire in passeggiata in compagnia.
Se soffrite di solitudine andare a cavallo può aiutarvi. Il binomio che si instaura tra cavallo e cavaliere è un rapporto spirituale in sintonia con le proprie emozioni ed i propri sentimenti, più di qualsiasi legame tra esseri umani. Nei periodi di stress il cavallo può essere un vero amico silenzioso che non giudica.

Se lo stress avesse un sesso forse sarebbe donna. Benché la sensazione di non farcela più riguarda uomini e donne, bisogna ammettere che per il sesso femminile la quantità di cose da fare è sempre spropositata. E il risultato di tutto questo darsi da fare è che molto spesso si avrebbe voglia e bisogno di scappare via da giornate sempre troppo piene di incombenze. L'antidoto per eccellenza allo stress è l'attività fisica, che il più delle volte consiste nel rinchiudersi tra le quattro mura di una palestra per sgranchirsi un po' i muscoli. Non che ci sia qualcosa di sbagliato nell'andare in palestra, ma se vogliamo regalare al nostro corpo e alla psiche una vera vacanza dallo stress quotidiano, dovremmo provare a salire in sella ad un cavallo.

La sensazione di liberta è il contatto con la natura che si provano cavalcando sono un'iniezione di benessere sia per la mente che per il corpo. Un cavallo, dei jeans e un paio di stivali e ci si sente già più libere e più sane, scrollandosi di dosso tutto lo stress accumulato durante la settimana.

Andare a cavallo rafforza tutti i muscoli del corpo: il lavoro è continuo, un po' come nel nuoto, e favorisce un'attività muscolare equilibrata e armoniosa. L'intensità del lavoro varia molto in base all'andatura scelta: se quest'ultima è molto sostenuta si fanno anche delle belle sudate, utili per eliminare le tossine in eccesso. I muscoli che vengono rafforzati per primi andando a cavallo sono quelli del collo. Contrariamente a quanto si possa pensare, andare a cavallo fa bene alla schiena. Spalle e braccia lavorano di continuo, anche quando il cavallo è fermo. Addominali, gambe e glutei lavorano molto quando si è in sella ad un cavallo. Cavalcando quindi si raggiungono una tonicità e una forma fisica perfetta, si migliora il coordinamento motorio e si sviluppa il senso dell'equilibrio.

Lavorare con i cavalli non richiede solo forza, ma anche alcune doti tipicamente femminili, come sensibilità, delicatezza e intuito. Il cavallo infatti asseconda e capisce il cavaliere. E' dotato di un'incredibile sensibilità. Se sei tesa o nervosa, lo percepisce immediatamente. Così se nella quotidianità siamo dominati dal lavoro e dallo stress, con l'equitazione impariamo, con dolcezza e naturalezza, a dominare un animale molto più grande e forte di noi, e questo fa enormemente bene alla nostra autostima. Il cavallo ci insegna ad avere autocontrollo. Superare la paura del primo giorno per arrivare a galoppare in perfetta armonia con questa forza della natura è una delle sensazioni più belle che si possano provare.

L’ equitazione fa bene, diverte e rilassa… cavalcare all’ aria aperta è sicuramente una pratica piacevole e salutare, che giova all’umore; ma praticare l’ equitazione come sport a tutti gli effetti fa anche meglio: i benefici sul corpo sono moltissimi, a partire dal potenziamento muscolare sino al sistema cardiocircolatorio. In più è uno sport adatto a tutti, adulti e bambini, e che, anzi, può essere praticato anche insieme da genitori e figli.
Una passeggiata a cavallo ad una buona andatura aiuta a bruciare calorie e a dimagrire. Naturalmente il consumo di calorie varia in base all’ andatura sostenuta: al passo si bruciano 280 calorie all’ ora, al trotto 400 calorie ed al galoppo 630 calorie.


LEGGI ANCHE : http://pulitiss.blogspot.it/2015/04/il-cavallo.html


                              asiamicky.blogspot.it/2015/04/i-laghi-lombardi-il-lago-maggiore.html




.

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.
 GUARDA ANCHE


LA NOSTRA APP



http://mundimago.org/le_imago.html



.

sabato 7 febbraio 2015

GIARDINI ZEN - i giardini del relax -






Il più noto dei giardini zen è il karesansui 枯山水, è un giardino tipico della cultura giapponese, i cui elementi (acqua, piante, pietre) sono rappresentati in maniera simbolica da pietre e ghiaia. L'acqua viene rappresentata da "fiumi" di ghiaia il cui moto si scontra con l'emergere dal suolo di grosse pietre dalle forme naturalmente disordinate, allo scopo di simboleggiare il dinamismo delle forme della natura.

Sono usati dai monaci zen giapponesi durante la meditazione. Talvolta ridotti ad una forma da interni in una struttura in legno, i giardini zen in miniatura sono chiamati Bonseki.
Ci sono stati molti tentativi di spiegare il disegno dei giardini zen. Alcuni di questi sono:

La ghiaia rappresenta l'oceano e le pietre rappresentano le isole del Giappone
Le rocce rappresentano una mamma tigre con i cuccioli che nuota verso un drago
Le rocce formano parte del kanji per cuore o mente.

Un recente suggerimento dei ricercatori Gert van Tonder dell'Università di Kyoto e di Michael J. Lyons degli ATR Intelligent Robotics and Communication Labs è che le pietre formino un'immagine subliminale di un albero. Questa immagine non può essere percepita consciamente quando la si guarda; i ricercatori sostengono che la mente subconscia sia in grado di vedere una sottile associazione tra le pietre. Essi ritengono che ciò sia responsabile dell'effetto calmante del giardino.
Il concetto di giardino zen viene considerato un mito da molti importanti esperti giardinieri giapponesi e da molti esperti di buddismo. Essi sostengono che si tratta di una creazione occidentale della fine del XX secolo, che non ha niente a che fare con la tradizione del giardinaggio giapponese. L'estetica del karesansui o "giardino secco" non è affatto unica dei giardini che si trovano vicino ai templi zen. I giardini secchi si possono trovare fuori da case, ristoranti e alberghi. Similarmente, i giardini attorno ai templi zen possono avere molti stili differenti, e i giardini secchi sono solo uno di questi.

Il termine "giardino zen" apparve per la prima volta nel libro del 1935 di Loraine Kuck, intitolato One Hundred Kyoto Gardens. Il primo uso del termine in lingua giapponese non apparve su stampa fino al 1958. Ciò può implicare che qualche studioso giapponese possa aver semplicemente seguito l'uso occidentale, adottando il concetto in voga di "giardino zen", perché già utilizzato dagli stranieri.

Il libro Themes, Scenes & Taste in the History of Japanese Garden Art di Wybe Kuitert, pubblicato nel 1988, contesta fortemente la correlazione fra Zen e karesansui:

« Kuck confonde la sua interpretazione del giardino Zen (XX secolo) storicamente determinata, con un antico giardino appartenente ad una cultura completamente diversa. Questo falsa la sua interpretazione. Trovava la sua collocazione nei templi Zen e nelle residenze dei guerrieri perché ne aumentava il prestigio culturale. Che la sua valutazione fosse determinata da elementi religiosi, piuttosto che di 'forma' è discutibile.
Inoltre Kuitert parla del giardino Zen da una prospettiva Buddista: "(dal punto di vista di Dogen) il miglior giardino per rappresentare il Sermone del Buddha sarebbe il nulla. O perlomeno non sarebbe sicuramente stato un giardino esteticamente gradevole, il quale avrebbe solamente distratto da una reale ricerca dell'Illuminazione." Kuitert si mostra ancora più critico traducendo i commenti a Toh-ji di un monaco dell'era Muromachi: “Chi pratica lo Zen non deve costruire giardini. In una sutra è detto che il Bodhisattva Makatsu, volendo meditare, per prima cosa abbandonò totalmente le cose di questo mondo, tanto il far affari e ottenere profitti quanto il coltivare piante."

L'opinione che i monaci Zen usino i giardini per la meditazione è smentita dal fatto che in Giappone i monaci Zen meditano quasi sempre al chiuso, sia di fronte ad un muro (Soto Zen) sia di fronte al centro della stanza (Rinzai Zen), e non di fronte ad un paesaggio. Dunque le foto di monaci giapponesi che meditano su giardini di ghiaia sono verosimilmente delle messe in scena.

Siamo Pronti anche ad offrire Questo Servizio : http://pulitiss.blogspot.it/p/verde.html

.

questo

Post più popolari

Blog Amici