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giovedì 11 agosto 2016

VESTITI ESTIVI IN CITTA'

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Fa molto caldo e ogni movimenti costa fatica e sudore ma si deve continuare a fare quello che già si fa ma con un abbigliamento diverso.

Per quanto riguarda i materiali, preferite tessuti naturali come cotone e lino per i vestiti e cuoio per le scarpe o i sandali;
Meglio puntare su colori chiari che non assorbono il calore (sì al bianco, no al nero);
Per il giorno, scegliete delle borse comode e capienti per portare sempre con voi una bottiglietta d’acqua, un paio di occhiali da sole e perché no, un ventaglio;
Come scarpe, meglio ovviamente puntare sui sandali aperti e comodi, da sfoggiare con un piede curato e preferibilmente con una passata di smalto sulle unghie;
Indossate pochi accessori, il minimo indispensabile per personalizzare il vostro outfit senza appesantivi con cose che “fanno caldo” (una collana importante e l’orologio saranno più che sufficienti);
Raccogliete i capelli in una treccia, in uno chignon, in una coda alta…Eviterete colpi di calore, sarete in ordine per tutto il giorno e vi manterrete più fresche.

Azzurra per chi non vuole strafare e cerca solo una variante ad alto coefficiente di traspirazione della camicia più classica che indossa tutti i giorni. Oppure di tutti gli altri colori dell’estate per chi sceglie la strada dell’ironia.

È la stagione in cui si può, il caldo deroga all’eleganza una lembo di avanbraccio. La camicia a maniche corte invece possono permettersela solo i tedeschi.

Con il mocassino è lecito non indossare il calzino.

Il panama è sempre un accessorio elegante, ma se siete molto bassi fa un effetto strano.


I Rayban non passano mai di moda.

Il bianco è bianco perché respinge tutte le onde luminose. Il nero invece, è nero perché le assorbe tutte. Tra un colore che le respinge tutte e uno che le assorbe tutte, provate a indovinare quale si scalda prima? Il look total white non è solo moda, è sopravvivenza.

Lasciamo a casa le sneakers chiuse, anche quelle in tela possono rendere la vita dei nostri piedi difficile quando il caldo è particolarmente insistente e dobbiamo camminare tanto. Certo, non arriveremo mai ad indossare il sandalo con calzino, ma perlomeno scegliamone un paio con la suola traspirante e non in plastica, se vogliamo assicurare ai nostri piedi una situazione ottimale per non "soffrire". Bene quindi il sughero o il cotone, a patto che ogni tanto venga lavato, o le suole realizzate ad hoc con materiali traspiranti. Saranno meno fashion, ma in questi casi meglio un piede fresco che uno alla moda visibilmente "torturato".

Spesso pensiamo che un capo di intimo valga l'altro, ma non è assolutamente così. Anche in questo caso i tessuti sono importantissimi affinché la pelle possa traspirare e stare fresca tutto il giorno. Meglio optare anche in questo caso per il cotone e per i capi di lingerie che non costringano troppo con elastici o ferretti. Totalmente da evitare il reggiseno bretelline trasparenti, in silicone per intenderci, che oltre a far sudare sono soliti anche lasciare antiestetici segni sulla pelle.


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mercoledì 18 maggio 2016

IL MATERASSO

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Il materasso è il vero protagonista del nostro riposo quotidiano e risalendo indietro nel tempo, pare che gli antichi lo sapessero bene.

Riposare bene per vivere meglio. Il sonno, insieme al cibo, influisce notevolmente sulla qualità della vita. Si pensi che ogni essere umano trascorre 1/3 della sua esistenza dormendo, mediamente 2.900 ore all’anno. Per questo è importante scegliere un materasso adatto alle proprie caratteristiche ed esigenze fisiche. Se nella preistoria bastava adagiarsi per terra su un giaciglio di fortuna, ricavato da un cumulo di foglie secche e paglia ricoperte da pelle di animale, nel corso dei secoli l’evoluzione tecnologica ha portato a tipologie di materassi sempre più confortevoli e personalizzate.

Il materasso nacque nel Neolitico. I giacigli vennero sollevati dal terreno per evitare lo sporco e l'umidità del terreno. Il primo materasso era probabilmente una catasta di foglie secche o di paglia, coperto da una pelle di animale.
Intorno al 3600 a.C pelli di capra ripiene di acqua furono usate in Persia.
Nel 3400 a.C.g li egiziani dormivano su archi di rami di palma ammucchiati negli angoli delle loro case.
I materassi dell'Antica Roma nel 200 a.C. consistevano in sacchi di stoffa ripieni di fieno o lana e, per le persone più facoltose, di piume di uccelli.
Durante il rinascimento, i materassi erano pieni di baccelli di pisello, paglia o qualche volta piume, coperti con velluti, broccati o sete.
Nei secoli XVI e XVII si riempivano i materassi con paglia o piume e messi su di un letto che consisteva in una cornice di legname con reticolati di appoggio di corda o cuoio.
Primi anni del XVIII secolo i materassi erano pieni di cotone o di lana.
Nella metà del XVIII secolo le fodere dei materassi cominciano ad essere fatte di lino o cotone. L'ossatura del materasso è in canne di bambù e lo stesso è ripieno di fibre naturali come fibra di cocco, cotone, lana o crine.
Nella Contea di Somerset in Inghilterra durante il 1824 fu brevettato il primo materasso ad aria.
Nel 1871 il tedesco Heinrich Westphal inventò il materasso a molle. Egli successivamente morì in povertà, non avendo avuto alcun profitto dalla sua invenzione.
Nel 1870 Zalmon G. Simmons inventa il primo materasso a molle fondando la Simmons Bedding Company, la quale sarà la prima azienda ad utilizzare le molle insacchettate singolarmente.
Sir James Paget (medico personale del principe di Galles) nel 1873 presentò un materasso pieno di acqua per il trattamento dei degenti affetti da piaghe da decubito.
Nel 1928 viene realizzato il primo materasso in lattice di gomma da John Boyd Dunlop, fondatore dell'omonima società di pneumatici.
Nel 1930 i materassi a molle divengono abbastanza comuni e le imbottiture in materiali artificiali cominciano ad essere usate in maniera abbastanza diffusa.
Il chimico tedesco Otto Bayer riuscì a sintetizzare un polimero ottenuto per reazione di isocianato e poliolo; nel 1935 nasce il poliuretano (PUR). Il suo successo fu immediato grazie alla grande versatilità d'impiego che ne ha permesso l'utilizzo per una gamma molto ampia di applicazioni. Inizia la produzione di materassi in schiuma sintetica.



Nel 1966 nei laboratori “Ames Research Center” gli scienziati Chiharu Kubokawa e Charles A. Yost sviluppano, per conto della NASA, una schiuma sintetica a lento ritorno elastico (Memory Foam) per migliorare la sicurezza nei seggiolini dei veicoli spaziali. Inizia così l'impiego di schiume tecniche nella produzione di materassi.
Nel 1980 viene costruito il materasso ad aria.
Esistono diversi materiali e tipologie costruttive che vengono addottate per realizzare i materassi che si trovano in commercio.

Tra i più comuni si trovano quelli in lattice, poliuretano o waterfoam, molle, molle insacchettate, memory foam e gonfiabili.

Tra i materassi ergonomici il materasso in lattice naturale era ed è uno dei più performanti ed ergonomici in assoluto, ma il prezzo non è spesso tra i più economici poiché il lattice è un materiale ricavato dall'incisione di una pianta chiamata anche albero della gomma, albero non invasivo per la fauna locale ma che necessita una particolare lavorazione oltre al tantissimo materiale per creare un materasso matrimoniale appunto in lattice. Il primo "materasso in lattice" viene prodotto nel 1928 da John Boyd Dunlop, fondatore dell'omonima società di pneumatici. Da allora il materasso in lattice è molto cambiato. Il cuore del materasso è costituito da una lastra di lattice di gomma, miscelato con altre sostanze, rivestito da una fodera più o meno trapuntata. Il materasso in lattice ha un'elasticità che gli permette di assecondare le curve fisiologiche del corpo evitando pressioni anomale sulla circolazione del sangue e sulle terminazioni nervose. Inoltre il materasso in lattice evita la formazione di polvere all'interno e per questo è particolarmente apprezzato da chi è allergico agli acari della polvere. Annosa è la questione sulle percentuali di lattice naturale con cui vengono prodotte le lastre, in realtà una percentuale di sostanze di origine naturale diverse dal lattice è sempre presente nelle lastre ed è funzionale ad una corretta vulcanizzazione del lattice stesso. I fattori da considerare nell'acquisto di un materasso in lattice sono altri cioè innanzi tutto lo spessore della lastra, infatti una lastra di spessore ridotto, inferiore ai 15 cm non ha un'elevata capacità elastica ed avrà una minore durata nel tempo. Altro elemento importante da considerare prima di procedere all'acquisto è la qualità dei tessuti di rivestimento e dell'imbottitura, infatti il lattice elimina lentamente il calore e l'umidità che il corpo perde durante il sonno ecco perché i tessuti e le imbottiture devono essere di ottima qualità per mitigare questo inconveniente.Poi sono arrivati i materassi di ultima generazione ortopedici salutati (con certificazione LGA) composti da schiuma medicale derivati da materiali naturali anallergici che consentono di garantire la corretta postura della colonna vertebreale, del capo, delle spalle e delle gambe in qualsiasi posizione assunta nel materasso, ideali per dare sollievo a diverse patologie croniche.

I materassi ad aria o di acqua, servono per usi speciali, adottati particolarmente per i malati lungodegenti per evitare le piaghe da decubito.

I materassi in memory (memory foam) o in poliuretano hanno un prezzo più accessibile dei materassi in lattice. Vengono commercializzati come buoni supporti per dormire grazie al fatto che il "memory foam" assorbe il peso del corpo per poi tornare alla forma originale al rilascio. Questo materiale quindi sostiene tutti i punti di pressione del corpo riempendo "i buchi" del corpo normalmente scoperti sostenendo in modo ottimale ogni punto di pressione donando inoltre una sensazione di benessere. I materassi in memory vengono quindi abbinati a particolari poliuretani che devono dare al materasso una portanza rigida altrimenti il corpo affonderebbe nel materasso. Esistono quindi materassi con più o meno centimetri di memory, di base si parla di almeno 4/5 cm per garantire una giusta efficacia.

Un aspetto negativo di questo materiale è che trattiene il calore, il memory foam è infatti termosensibile e si adatta al calore del corpo). In inverno, se la camera da letto è particolarmente fredda il memory risulterà più denso rispetto ad una stanza calda che farà "ammorbidire" il materasso. La scarsa traspirabilità è un ulteriore fattore da prendere in considerazione.

Materassi con scarsi materiali possono indurre ad avere anche problemi di nausee o di asma perché possono essere trattati con sostanze chimiche, colle, stabilizzanti e coloranti (che di norma vengono utilizzate nell'assemblaggio di memory e poliuretani) di scarsissima qualità.

I materassi gonfiabili sono diventati popolari grazie alla comodità di utilizzo, ai costi ridotti (rispetto ai materassi tradizionali) ed alla facilità con cui possono essere utilizzati per creare delle soluzioni letto temporanee o d'emergenza. Questi materassi sono realizzati con plastiche e gomme speciali, combinate a fibre tessili mediante il procedimento di floccaggio che conferisce loro un aspetto vellutato e che fa in modo che le lenzuola aderiscano al materasso.



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venerdì 17 aprile 2015

LA FILANDA

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Le filande erano nel nord Italia gli stabilimenti di lavorazione e filatura dapprima della seta e poi anche del cotone.

Erano grandi edifici, generalmente a più piani, dai soffitti alti e dotati di grandi finestre per garantire l'illuminazione. Costruiti vicino a corsi d'acqua, la utilizzavano sia per la forza motrice che per le vasche di trattura.

Le prime filande erano a fuoco diretto, l'acqua nelle vasche di trattura era riscaldata direttamente con fuoco di legna, poi le filande diventarono a vapore, con un maggior controllo della temperatura dell'acqua e di conseguenza di una miglior qualità del prodotto.

Il periodo delle filande, specialmente nel Comasco, dove raggiunge i massimi livelli qualitativi del mondo, è un fondamentale periodo di transizione tra l'economia agricola e l'economia industriale.

L'allevamento dei bachi da seta (bachicoltura) era affidato a contadini e mezzadri. I bozzoli erano raccolti nella filanda, stufati, essiccati in forno in modo che il calore uccidesse il baco per evitare il foramento del bozzolo con conseguente rottura della bava, e trasformati in filato attraverso queste fasi di lavorazione:

cernita, i bozzoli venivano scelti dividendoli per qualità
spelaiatura, eliminazione della peluria che circonda il bozzolo
scopinatura, operazione che permette di trovare il capo della bava, viene svolta mettendo il bozzolo a bagno in vasche con acqua a 75-80 gradi, che scioglie la colla (sericina) che lo tiene unito; con uno scopino si acchiappa quindi il capo
trattura o, impropriamente, filatura, srotolamento della bava che veniva arrotolata su di un aspo
imbozzimatura, trattamento con sostanze oleose
incannaggio, trasferimento dalle matasse degli aspi ai rocchetti
binatura, accoppiamento di due o più capi per ottenere un filo di dimensione sufficiente
torcitura, torsione dei fili per renderli resistenti
sgommatura, lavaggio del filato
carica, reintegrazione dei principi persi durante le fasi di lavorazione

Il lavoro della filanda era svolto principalmente da giovani donne e da bambine, che venivano chiamate filerine, filandere o filerande. I turni erano pesanti, potevano arrivare da 12 a 16 ore al giorno con durissimi controlli sulla quantità e qualità del prodotto lavorato; le filerine venivano multate se non rispettavano tali turni. Il lavoro faticoso e malsano (per via dei vapori delle vasche), le mani tenute nell'acqua calda (80 gradi), la polvere, i salari da fame: per aiutarsi a sopportare queste dure condizioni le filerine cantavano in coro.
Il lavoro in fabbrica  era privo di tutele: dodici ore al giorno in condizioni durissime, un salario basso corrispondente ai giorni di lavoro effettivamente prestati e bastante appena per soddisfare i bisogni primari, un’età minima di dodici anni per l’assunzione. Al lavoro in fabbrica spesso si associava, per molti, il lavoro nelle campagne.
La “conquista” delle otto ore fu realizzata solo nel 1919, grazie alle prime attività sindacali delle Leghe.
La condizione della donna in fabbrica era resa ancora più difficile dall’inesistenza del congedo di maternità introdotto solo nel 1930: si trattava di un mese appena di astensione dal lavoro prima del parto. Molte sono le canzoni da filanda che sono giunte fino a noi, alcune sono conosciute grazie alle interpretazioni che ne hanno dato cantanti di successo come Milva. Tra le più importanti filande si ricordano quelle di Carlo e Alessandro Verza; nello stabilimento di Canzo, alla fine dell'Ottocento, si raggiunse la quota di 1000 dipendenti. Il complesso, che si trova presso la cascata della Vallategna, comprendeva anche tre grandi mulini ad acqua.




LEGGI ANCHE : http://pulitiss.blogspot.it/p/aiuto-alle-persone.html

                              http://asiamicky.blogspot.it/2015/04/le-citta-del-lago-maggiore-sesto-calende.html



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