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giovedì 5 maggio 2016

IL TROPICO DEL CANCRO

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Il Tropico del Cancro deve il suo nome al fatto che in passato il Sole, nel solstizio d'estate, si trovava nella costellazione del Cancro; questo oggi non è più vero, a causa del fenomeno della precessione degli equinozi, ma il nome resta inalterato. Dal punto di vista astrologico, nello stesso giorno il Sole fa ingresso nel segno zodiacale del Cancro: per definizione, infatti, l'arco del quarto segno ha come punto d'inizio il punto in cui si trova il Sole nel solstizio d'estate.

Benché la posizione dei tropici si consideri spesso come fissata, la distanza dall'equatore varia leggermente nel tempo, a causa degli spostamenti dell'asse di rotazione terrestre. Nel 2014 il tropico del Cancro è situato a 23° 26' 14,675 a nord dell'equatore, in avvicinamento all'equatore di qualche frazione di secondo di latitudine ogni anno.



Nel 1917 la distanza dall'equatore era di 23° 27'. Ciò comporta una lievemente minore differenza stagionale alle alte latitudini.

La posizione del tropico del Cancro non è fissa, ma varia nel corso del tempo con uno spostamento annuo verso sud di circa mezzo secondo (0,47") di latitudine ogni anno. Partendo dal meridiano di Greenwich, il Tropico del Cancro attraversa: Algeria, Mali, Niger, Libia, Egitto, Mar Rosso, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Oman, Mar Arabico, India, Bangladesh, Birmania, Cina, Mar della Cina, Taiwan, Oceano Pacifico, Golfo di California, Messico, Golfo del Messico, Bahamas, Oceano Atlantico, Sahara occidentale, Mauritania.

Tra i punti più rilevanti toccati dal Tropico del Cancro che influiscono anche tantissimo sul clima, vale la pena citare paesi come la Cina, il Messico, l'India, il Nord Africa ed in particolare il Mar Rosso, oltre a quelli che si affacciano sull'Oceano Pacifico e Indiano.



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domenica 21 giugno 2015

BEN ARRIVATA ESTATE

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Estate
Il sole che ogni giorno ci scaldava
Che splendidi tramonti dipingeva
Adesso brucia solo con furor

Tornerà un altro inverno
Cadranno mille pètali di rose
La neve coprirà tutte le cose
E forse un po' di pace tornerà

Il termine "estate" deriva dalla parola in latino aestas, col significato di "calore bruciante", a sua volta mutuato da aestus (come il greco aìthos) "calore", con riferimento al caldo fastidioso.

L'estate astronomica ha inizio il giorno del solstizio d'estate, il 20 giugno o 21 giugno nell'emisfero boreale (nell'emisfero australe il 20 o 21 dicembre) e termina nel giorno dell'equinozio d'autunno (22 o 23 settembre e nell'emisfero australe il 20 o 21 marzo). Si tratta del periodo dell'anno in cui il sole, raggiunto il suo punto più alto sull'orizzonte, il 20 giugno, inizia a scendere, fino al 23 settembre, giorno dell'equinozio d'autunno, quando la durata del giorno è uguale a quella della notte. In media, durante l'estate astronomica, si raggiungono le temperature più alte nella seconda metà di luglio. La sua durata è di 93 giorni e 14 ore circa nell'emisfero nord e di 89 giorni e 1 ora circa nell'emisfero sud.

L'estate meteorologica è la stagione in cui le temperature sono più elevate e l'aria è più calda. Nell'estate astronomica la durata del dì progressivamente incomincia a diminuire e, conseguentemente, ad allungarsi quella della notte.

Tali effetti sono più pronunciati alle latitudini più elevate (cioè vicino ai poli), mentre in corrispondenza dell'equatore le variazioni stagionali sono molto meno marcate.

Il solstizio è il momento in cui il Sole raggiunge il punto di declinazione massima (estate) o minima (inverno) rispetto alla Terra. Ovviamente questo vale se parliamo dell’emisfero boreale, per quello australe è il contrario. Nelle località lungo il tropico del Cancro e del Capricorno il Sole è allo Zenit, perpendicolare al mezzogiorno locale. Sole a picco niente ombra in parole semplici. La parola viene dal latino solis statio, sole e fermarsi.

Se il solstizio d’inverno, non Santa Lucia, ha la notte più lunga, quello d’estate ha la più breve.

Il sole di mezzanotte accadde all’altezza dei circoli polari. Nelle giornate estive il sole resta costantemente sopra l’orizzonte e quindi c’è luce anche in ore in cui sarebbe notte.

I solstizi sono da sempre momenti ritenuti sacri in inverno, con la festa del Sol Invictus che rinasce dalle tenebre, e in estate. Ci sono culti solari dal Polo Nord alla Polinesia, passando per Africa, Indonesia e sud America. C’è il culto fra gli indiani d’America e nell’antico Egitto, fra i Maya e gli Inca. La festa pagana Litha è uno degli otto sabbat del solstizio d’estate.

La tendenza ad essere più sani e in forma d’estate potrebbe non essere solo un’impressione dovuta al caldo e alle vacanze. I processi infiammatori, che spesso si acutizzano durante l’inverno, sono meno evidenti nella bella stazione.

Ciò non sarebbe dovuto soltanto alle condizioni ambientali, ma al fatto che l’attività dei geni responsabili del controllo del nostro sistema immunitario seguono dei ritmi stagionali. Lo sostiene uno studio pubblicato sulla rivista Nature Communications condotto all’Università di Cambridge su campioni di sangue e di cellule adipose di circa 16mila persone, che ha mostrato come l’attività di quasi un quarto dei nostri geni (circa 5.136 sui 22.822 testati) muta a seconda del periodo dell’anno, con alcuni più attivi d’estate ed altri d’inverno. Una stagionalità che interessa il nostro sistema immunitario e la composizione del sangue e del tessuto adiposo.
 
L’analisi dei campioni di sangue e grasso dei soggetti provenienti da vari paesi nel mondo ha mostrato che l’espressione genica e la composizione del sangue cambiavano a seconda del momento del prelievo. E non solo a seconda delle ore del giorno (i cosiddetti ritmi circadiani) ma a seconda della stagione. Inoltre, queste variazioni erano presenti indipendentemente dalla regione di provenienza (Africa, Europa, Australia), mentre l’espressione genica seguiva un modello di attivazione stagionale invertita tra emisfero australe e boreale. In altre parole, i geni coinvolti nel nostro sistema immunitario erano più attivi da dicembre a febbraio in chi vive al di sopra dell’equatore e da giugno ad agosto nei residenti al di sotto di esso. Inoltre, lo studio suggerisce che il nostro sistema immunitario nelle aree equatoriali con poche stagioni si adatta ad avere delle variazioni stagionali diverse rispetto alle altre latitudini con differenze più pronunciate tra le stagioni.

I ricercatori ritengono possibile che il livello inferiore di infiammazione necessario a far scaturire una risposta immunitaria negli inverni europei ed australiano sia una diretta conseguenza della coevoluzione con gli agenti patogeni, che proliferano di meno in questa stagione.

Ancora non è del tutto chiaro il meccanismo che regola queste variazioni, tuttavia «ciò potrebbe avere delle profonde implicazioni sul trattamento di alcune patologie e anche sulla pianificazione degli studi clinici» ha commentato il genetista John Todd direttore del JDRF/Wellcome Trust Diabetes and Inflammation Laboratory del Cambridge Institute for Medical Research, che ha ricordato come nel Regno Unito i nuovi casi di diabete 1 aumentino proprio nei mesi invernali.

La diversa attivazione genica stagionale predisporrebbe quindi all’acutizzazione di molti disturbi infiammatori e ciò spiegherebbe perché gli accorgimenti per mantenere caldi muscoli e articolazioni non bastano, come ben sanno i pazienti.

Fin dall'età classica si riteneva che le alterazioni patologiche dell'umore fossero sensibili ai cambiamenti di stagione: Ippocrate riteneva che in autunno prevalesse la produzione di bile nera, responsabile della melanconia, ed in estate di bile gialla, causa della mania. Lo stesso disturbo bipolare è a sua volta una malattia ciclica, caratterizzata da fasi di umore patologicamente euforico - eccitato (episodio maniacale o ipomaniacale) e fasi di umore patologicamente depresso (episodio depressivo). Recenti studi epidemiologici hanno evidenziato che gli episodi depressivi presentano un chiaro incremento in primavera e in autunno, mentre gli episodi maniacali e ipomaniacali sono superiori in estate. In alcuni casi quasi inevitabilmente una sintomatologia depressiva durante l'inverno si alterna ad una forma di mania o ipomania estiva nello stesso paziente. Tali fenomeni in parte si fondano sulla fisiologica euforia che in base al ritmo biologico stagionale si manifesta all'inizio della stagione estiva.

Spesso chi si ammala di depressione, o comunque presenta oscillazioni dell'umore, riferisce di essere particolarmente sensibile al cambiamento di stagione. Alcuni presentano dei veri e propri disturbi depressivi soltanto nelle stagioni autunno-inverno con una ricorrenza stabile e precisa. Al contrario, questi stessi soggetti nelle stagioni primavera-estate godono di un completo benessere o, in qualche caso, presentano addirittura episodi di eccitamento di entità variabile. Altri pazienti, invece, si ammalano di depressione durante la primavera-estate, mentre in inverno si sentono attivi, euforici, pieni di iniziativa o, comunque, in piena normalità. Perché succede? Isolamento, solitudine e gran caldo sembrerebbero le ragioni più importanti. Non è un caso, infatti, che negli ultimi anni durante i mesi estivi sono triplicati i casi di malattie mentali segnalati nei Pronto soccorso italiani.
Si tratta di un fenomeno condizionato dai cicli di luce e buio, per cui è piuttosto comune sentire pazienti che con il sopraggiungere dell'autunno sostengono di aver avvertito più tristezza per colpa del tempo. Il picco dei suicidi, peraltro, ha una collocazione stagionale che sicuramente non è casuale ed è tra maggio e giugno, con un altro picco da metà ottobre. Si tratta di un andamento accertato ed è per questo che si va in montagna alla ricerca di luce. Ed esiste una terapia vera e propria, la fototerapia, che tratta il paziente con la luce. Il fenomeno in sé si chiama SAD ed è la cosiddetta depressione stagionale. Ci sono persone già agitate o ansiose che iniziano a primavera a manifestare in primavera una vera e propria fobia per la luce. Si rinchiudono per evitarla e nei casi più gravi la luce ha addirittura un effetto violento, per cui i pazienti si sentono torturati, come se gli venissero inferte delle ferite con degli aghi. Una condizione di depressione preesistente non può che essere peggiorata dall'isolamento o da un abbandono e quest'eventualità aumenta anche il rischio di suicidio. Non è un caso che la depressione abbia un andamento collegato a ricorrenze di lutti ma anche a festività come il Natale che aumentano il senso di isolamento che il paziente già vive. L'estate rientra in questo quadro.

La depressione è una malattia fisica, pur con un importante componente psicologica, quindi alterazioni come quelle climatiche che alterano l'equilibrio omeostatico del paziente incidono. Tutti gli sbalzi climatici, così vengono avvertiti in misura maggiore dal paziente depresso. Nelle donne con disturbo bipolare la fase down, quella depressiva, dura di più. Un altro aspetto tipicamente estivo è quello della vita più disordinata. Interferisce sul tono dell'umore, in particolare dei più giovani. Del resto l'estate è, in particolare per i più giovani, un momento di euforia con iperstimolazione endocrina. Gli orari si fanno "sballati" e aumentano i caffè. Ma all'euforia segue una ricaduta.




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lunedì 1 giugno 2015

CIAO GIUGNO

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Sera di Giugno 

La luna doveva già essere alta dietro il monte
Tutta la pianura, allo sbocco della valle, era illuminata da un chiarore d'alba. 
A poco a poco al dilagar di quel chiarore, anche nella costa cominciarono a spuntare i covoni raccolti in mucchi, come tanti sassi posti in fila.
Degli altri punti neri si muovevano per la china, e a seconda del vento giungeva il suono grave e lontano dei campanacci che portava il bestiame grosso, mentre scendeva passo passo verso il torrente. 
Di tratto in tratto soffiava pure qualche folata di venticello più fresco dalla parti di ponente e per tutta la lunghezza della valli udivasi lo stormire delle messi ancora in piedi.

Giovanni Verga


Giugno, denominato anche Mese del Sole o Mese della Libertà, è il 6º mese dell'anno secondo il calendario gregoriano, ed è il primo mese dell'estate nell'emisfero boreale e il primo dell'inverno nell'emisfero australe; conta 30 giorni e si colloca nella prima metà di un anno civile. Il nome deriva dalla dea Giunone, moglie di Giove.

La denominazione Mese del Sole deriva dal fatto che in corrispondenza del 21º giorno del mese, ovvero nel solstizio d'estate, l'asse terrestre presenta un'inclinazione tale da garantire la massima durata di luce nell'arco di un giorno. In contrasto con il solstizio d'estate, il solstizio d'inverno che cade il 22 dicembre, rappresenta il giorno dell'anno solare più corto, in quanto l'asse terrestre raggiunge un valore di declinazione negativa, rappresentando quindi l'inizio della stagione invernale nell'emisfero boreale. La traduzione inglese del nome, June, viene usata come nome proprio femminile.

Come suggerisce il proverbio contadino «Giugno la falce in pugno», per la natura segna un periodo di grande fioritura: dalla mietitura dei campi di grano al taglio dell'erba nei prati, alla frutta che in molte specie raggiunge la giusta maturazione ed è pronta per essere raccolta; senza dimenticare i tanti fiori che sbocciano e rendono i giardini più colorati in questa fase dell’anno. 

Sul piano astronomico, ad est dell'emisfero boreale domina la lunga scia della Via Lattea, che mostra il punto più luminoso tra le stelle Sadr e Albireo della Costellazione del Cigno. Di rilievo è anche il fenomeno dell'asterismo del Triangolo estivo, che appare dopo il tramonto ed è un punto di riferimento per osservare le principali costellazioni.

E' il mese del Solstizio (20 o 21 Giugno). "Solstizio" deriva dalle parole latine per "sol", cioè Sole, e "sistere" ossia "fermarsi": ovvero, il momento in cui il Sole si arresta nel suo punto più alto. Il Solstizio d'estate si verifica proprio quando l'asse della Terra è più inclinato verso il Sole di 23.4 gradi e i raggi colpiscono direttamente la linea di latitudine tropicale (per noi, il Tropico del Cancro). Nel mese di Giugno, l'inclinazione è verso il Sole nell'emisfero settentrionale, mentre nell'emisfero australe accade nel mese di dicembre, quando da noi è il Solstizio d'inverno.Il solstizio d'estate ha le ore più lunghe di luce per l'emisfero nord. Il Sole, che di solito si erge direttamente a est, svetta a nord -est e tramonta a nord-ovest. Questo significa che il sole è nel cielo per un periodo di tempo più lungo, producendo più luce del giorno.

La prima parte del mese di giugno è nel segno di Gemelli che lascia il posto al segno del Cancro.

I Gemelli sono il 3° segno dello Zodiaco. Sono un Segno d’aria, l’aria trasparente e mutevole di Giugno, lo zeffiro che scompiglia i capelli. 

I Gemelli sfiorano veloci la natura in fiore, gli alberi carichi di frutti, e come iridescenti farfalle si posano su tutto e non si fermano su niente. Arrestano il volo quel tanto che basta per vedere e capire, poi… via! Verso qualcosa di nuovo con evoluzioni ed esibizioni che sembrano compiute davanti a uno specchio. 

Perché i Gemelli sono esibizionisti, narcisisti, protagonisti. Cercano di attirare l’attenzione e soffrono se nessuno li guarda, se passano inosservati. Anno intelligenza acuta e pronta, nervosa e scattante: capiscono e afferrano subito, ma passano anche subito ad altro e possono essere incapaci di proiettare le loro potenzialità verso le cattedrali del pensiero. 

I Gemelli si fermano prima di intraprendere i grandi voli, si applicano al mondo che trovano attorno a sé: in quel mondo sanno farsi conoscere, sanno brillare, sanno affascinare. Entrano in tutti i negozi, partecipano a tutte le feste, sono orgogliosi di essere dappertutto, di essere in testa alle liste degli invitati, di aggiungere un nome nell’agenda particolare e riservata. Tutto questo rassicura gli aerei Gemelli che non hanno e non vogliono punti fermi nella vita ma ne sentono la mancanza e ricercano allora molti punti fermi ma per breve tempo. 

I Gemelli sono adolescenti nell’anima, nel cuore, nella mente, nella parola. Sono innamorati adorabili e ardenti, sono studenti vivaci e intelligenti dei quali si dice che potrebbero fare molto di più, hanno la parola brillante che conquista. Vivono a scuola il loro periodo migliore perché sono ancora lontani dalle responsabilità, il dovere, i sacrifici della maturità che li sgomentano, li fanno fuggire.

Per stare con un Gemelli bisogna accollarsi molte responsabilità che sarebbero sue, accettare di non avere orari fissi e di inventare i giorni uno dopo l’altro. Il Gemelli porterà nella routine quotidiana novità, idee, progetti, entusiasmi e riuscirà a proiettare chi lo segue in una dimensione eternamente giovane. 

Non sono per i Gemelli i lavori e gli studi in solitudine e tutto quanto sappia di ripetitivo: se costretto a un’attività ripetitiva, saprà ricavarsi amplissimi spazi personali. Ama una casa che faccia colpo sugli ospiti, ama essere sempre aggiornato e informato e le notizie politiche lo colpiscono come fatti personali. Ama le compagnie divertenti e le vacanze di movimento: ma non molto lontano. 

Il suo pianeta è Mercurio; in Gemelli è esaltato Plutone.

Il suo colore è il giallo. Il suo giorno è il mercoledì. Il suo fiore è il mughetto. Il suo albero è il noce e fra gli arbusti il ginepro. Il suo metallo è il mercurio. La sua pietra è la corniola, ma anche l’agata. 
A tavola preferisce tanti piattini con tante pietanze come nella cucina cinese e Giapponese. Ama molto le albicocche e le melanzane.

Il Cancro è un Segno d’acqua, l’acqua dolce dei fiumi e dei laghi, l’acqua serena di luglio che invita a tuffarsi.

Il Cancro è il tempo pigro e lento dell’estate, un tempo immobile di lunghe ore sonnolente che invitano a riposare, a crogiolarsi. 

Il Cancro si crogiola molto, infatti, nei suoi dolori come nelle sue gioie, nei suoi progetti come nei suoi ricordi. Dell’animale che lo simboleggia ha la dura corazza che non è facile oltrepassare. Sembra morbido ma è duro, sembra malleabile ma non cambia idea, sembra “maneggiabile” ma lo è meno di chiunque altro. 

E’ diffidente e si difende: difende se stesso, la sua casa, le sue idee, la sua routine e le sue abitudini con l’arma a lui più congeniale: la resistenza passiva. E mentre in apparenza accetta consigli, idee, suggerimenti, dentro la sua corazza prosegue tenacemente verso le sue mete, i suoi obiettivi. Un Cancro va sempre fino in fondo, costi quel che costi. 

Che nessuno si lasci ingannare dall’apparente fragilità, dall’autocommiserazione: il Cancro non è fragile e indifeso. E’ invece emotivo e ansioso e ha bisogno di sicurezze. Vede nei cambiamenti una minaccia e nel passato le sicurezze più sicure, quelle che nessun cambiamento metterà in crisi. Alle sicurezze cristallizzate per sempre nella sua memoria il Cancro torna di frequente, sia per arricchire il presente, sia per rivivere nel sogno un perfetto tempo passato se il presente è in crisi. Nel ritorno al passato c’è un desiderio d’infanzia, il rimpianto di un periodo della vita in cui il Cancro adulto fu bambino. 

Il Cancro non batte i pugni sul tavolo e non alza la voce; preferisce tacere e soffrire in silenzio rimproverando acerbamente, con silenzi eloquentissimi chi non gli da quanto gli spetta. Ma il Cancro non è solo silenzi eloquenti, ricordo, resistenza, tenacia. Dentro la sua casa, in mezzo alle sue cose, il Cancro riversa su chi ama tesori inesauribili d’amore, dedizione, tenerezza e stare con un Cancro significa avere la certezza di un amore saldo come la roccia. 

Per il Cancro la casa è tutto, come la conchiglia per l’ostrica. La vuole bella, con tende e lampade del colore del latte, con tanti oggetti d’argento o di rame da lucidare con amore, con letti morbidi. 
Non sono per il Cancro le attività che richiedono grinta e decisione. Sono invece per lui gli studi e i lavori che richiedono tenacia, fantasia, affetto.

Il suo pianeta è la Luna; in Cancro è esaltata Venere.

Il suo colore è il bianco latte. Il suo giorno è il lunedì. Il suo fiore è la ninfea e tutte le piante acquatiche, ma anche l’orchidea. Il suo albero è il salice piangente. Il suo metallo è l’argento. La sua pietra è la perla. A tavola ama molto i derivati del latte e dello zucchero: formaggi, dolci, yogurt… Ama le macedonie e tra le verdure il cetriolo.


Proverbi:
Acqua di giugno rovina il mugnaio.
Quando imbrocca d'aprile, vacci col barile; quando imbrocca di maggio, vacci per assaggio; quando imbrocca di giugno, vacci col pugno.
Biondo ondeggia di giugno il grano pronto sta il contadino con falce in mano.
Giugno ventoso, porta presto il grano sull’aia.
In giugno, in bene o in male, c'è sempre un temporale.
Tra maggio e giugno fa il buon fungo.
Di giugno levati il cuticugno.
Giugno la falce in pugno.
Giugno ciliegie a pugno.
Per san Vittorino (8) ciliege a quattrino.
A San Barnabà (11) la falce al prà, o piglia la falce, e in Maremma va.
Per San Barnaba, l’uva viene e il fiore va.
Se piove a santa Desiderata (12) casca l’uva e resta la grata.
Sant’Antonio (13) dalla barba bianca, fammi trovar quel che mi manca.
Se fa freddo a san Luigino (21),farà caldo a san Paolino (22).
Per San Paolino c'è il grano e manca il vino.
La vigilia di San Giovanni (23),piove tutti gli anni.
A San Giovanni (24) il sorgo va in pan.
La notte di san Giovanni, entra il mosto nel chicco.
La notte di san Giovanni, ogni erba nasconde inganni.
Quando piove il giorno di San Vito (15) il prodotto dell'uva va sempre fallito.
A San Vito (15)il castagno è incardito.
Se marzo non marzeggia, giugno non festeggia (oppure april mal pensa).
Per san Vito il merlo becca moglie e marito.
Per San Pietro (29), o paglia o fieno.
Se piove ai santi Paolo e Pietro (29) piove per un anno intero.







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