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lunedì 30 marzo 2015

IL CANAPINO

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L'origine del nome deriva dalla particolare abitudine di preferire per la sua nidificazione i campi di canapa.

Il Canapino comune è un passeriforme di piccole dimensioni, con una lunghezza compresa tra i 12,5 e i 13,2 cm e un’apertura alare di circa 19-20 cm. Il maschio e la femmina sono indistinguibili e hanno una colorazione prevalentemente grigio verde nelle parti superiori e giallo tenue in quelle inferiori. Il becco è arancio, tendente al nerastro nella parte superiore e le zampe sono marrone-grigio.
Migratore a lungo raggio, il Canapino comune sverna nelle savane a Nord della foresta pluviale in Africa occidentale, dal Gambia alla Sierra Leone fino alla Nigeria e al Camerun. Benché possa raggiungere i 1100 metri di altitudine, in genere la specie preferisce sostare sui rilievi collinari e in pianura.
In Italia è diffuso in tutta la penisola e all’isola d’Elba, ma è assente dalle grandi isole. La  distribuzione risulta piuttosto continua lungo la dorsale appenninica e il versante tirrenico. Nelle aree pianeggianti e sul versante orientale risulta invece più frammentata. In Lombardia è infatti distribuito in modo sparso in pianura e nei fondivalle, ma è meno comune nel settore orientale; è piuttosto abbondante nell’Oltrepò pavese.

Ha volo sfarfallante e canto lungo, gorgogliato, ricco di imitazioni e cicalecci. Si nutre di insetti, larve e, in autunno, di frutti e bacche. Il canapino maggiore (Hippolais icterina) nidifica in Eurasia e capita regolarmente in Italia durante le migrazioni; il canapino pallido (Hippolais pallida) è presente nell’Europa meridionale, e infine il canapino levantino (Hippolais olivetorum) vive nei Paesi Balcanici.

E' un animale molto vivace, sempre in movimento, talvolta litigioso con gli stessi compagni. Apprezza gli ambienti di folta vegetazione sia coltivi, sia spontanei, in ogni modo non distanti dall'acqua. Condizione importante è l'abbondante presenza di insetti.

Il canto è melodioso, vario e prolungato.


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venerdì 27 marzo 2015

LA CUTRETTOLA

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Piccolo uccello, di colore grigio superiormente, giallo e nero inferiormente, con coda lunga e mobilissima, a causa della quale è anche detto batticoda (ord. Passeriformi)Deriva dell’antico cutretta, che è dal latino tardo cāuda trepĭda ‘coda tremula’.

Piccolo Passeriforme lungo appena 17 centimetri, la Cutrettola è diffusa in zone molto vaste: dall’Europa occidentale alla Kamchatka, dallo Stretto di Bering all’Alaska; in pratica quasi tutta l’area del Paleartico vede la presenza, più o meno diffusa, della specie. Anche la maggior parte degli esemplari segnalati in Italia arriva da una pluralità di zone diverse, soprattutto da Paesi dell’Europa centro-orientale, dall’area baltica e scandinava.
L’Africa tropicale è invece luogo prediletto dalla popolazione per svernare: la Motacilla flava  trascorre l’inverno in gran parte dell’Africa sub-sahariana, scarsamente e localmente in zone più settentrionali, in Spagna meridionale e Asia sud-occidentale. Di tutti questi ambienti predilige quelli naturali e spesso inaccessibili come paludi, bacini lacustri, saline.
Motacilla flava cinereocapilla è  la sottospecie più diffusa in Italia come nidificante. Ciononostante, non è distribuita in modo uniforme, con l’eccezione della Pianura Padana: qui, gli ambienti umidi adatti alla nidificazione sono relativamente estesi. Sul resto del territorio, è localmente comune sull’Appennino centrale, scarsa sul versante tirrenico e in Sardegna, rara o irregolare sulle Alpi, nelle estreme regioni meridionali e in Sicilia.
Le parti superiori del piumaggio della Cutrettola spaziano tra un color verde oliva e un verde-marrone chiaro per i maschi della specie; la coda è corta e nera, con ali timoniere nere e bianche, mentre il dorso non presenta mai un marcato contrasto con il groppone. Di un colore giallo vivace su tutte le parti inferiori del corpo, dalla gola al sottocoda la testa appare in varie tonalità di grigio.
Femmine e individui giovani della specie hanno sopracciglio bianco-giallastro, sono verdastri-brunastri sulle parti superiori e presentano vari toni di giallo sul petto e sul ventre, oltre che sul sottocoda. Le femmine adulte hanno tutte le parti inferiori gialle, a parte la gola; mentre gli individui giovani presentano colori più tenui. Tratto comune della specie è il becco, molto fine, che utilizza per afferrare gli insetti e piccoli invertebrati, di cui è ghiotta.
La Cutrettola è una specie solitaria durante la stagione riproduttiva: nidifica in coppie sparse o isolate, su terreni provvisti di bassa vegetazione o zone umide d’acqua sia dolce sia salmastra, interne come costiere. La specie frequenta anche le zone coltivate asciutte, estensive o talvolta intensive, con preferenza per prati, campi di orzo e frumento. Ma anche coltivazioni di mais, aree golenali con presenza di graminacee, prati e pascoli con pochi cespugli e alberi sparsi, talvolta risaie. Il nido, ben riparato nel terreno, è costruito con fibre vegetali e rifinito di peli e lana. La femmina depone circa 5-6 uova, che cova per due settimane.



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giovedì 26 marzo 2015

LA SALCIAIOLA

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Curiosa e agile, la Salciaiola è maestra nell’arte della mimesi: non è agevole distinguerla nel folto dei canneti, dove si nasconde con abilità. Prende il nome dalle “salciàie”, basse siepi di piccoli salici intrecciati lungo gli argini di fossi e torrenti, luogo prediletto per la costruzione del nido.

La Salciaiola  è un medio-piccolo passeriforme dal piumaggio chiaro, con il dorso castano-olivastro e il ventre bianco. Si mimetizza facilmente nel folto di canne e giunchi, che costituiscono il suo habitat ideale.
Le zampe sono rosa chiaro, mentre il becco è sottile, tipico di specie insettivora. Non è raro avvistarla in compagnia di cannareccioni e cannaiole comuni, e altre specie che frequentano abitualmente le zone umide. In Italia, dove è presente soprattutto nella regione biogeografica continentale, la Salciaiola è localizzata nell’area centro-settentrionale e concentrata prevalentemente in Pianura Padana e lungo le coste settentrionali della Toscana.
Da un punto di vista ambientale e geografico, la specie è legata a canneti e cariceti, e per questo presenta una distribuzione frammentaria e piuttosto discontinua in un’ampia fascia compresa tra il 36° e il 60° parallelo, lungo tutta l’Europa occidentale, centrale e orientale. La si può infatti ritrovare da Inghilterra sud-orientale, Francia nord-occidentale e Portogallo ad ovest sino al Volga e agli Urali ad est; dall’Estonia a nord al Mediterraneo a sud. È inoltre presente, con un areale disgiunto, nella zona compresa tra il Mar Caspio occidentale e la Siberia sud-occidentale, nella valle dell’Ob. Durante il periodo di svernamento, è migratrice transahariana: trascorre i periodi freddi tra il Sahara e la fascia delle foreste equatoriali, soprattutto nella zona meridionale del Sudan.
A livello globale, lo stato di salute della specie non presenta rischi elevati: pur essendo in declino, il suo areale di presenza resta piuttosto vasto, il che compensa, almeno in parte, i decrementi registrati a livello locale. In Europa, l’ambiente idoneo alla Salciaiola è costituito da zone paludose con acque basse, ricche di giunchi, canneti, cariceti, falasco, arbusti sparsi e alberi di piccole dimensioni.
È in queste aree – zone umide o comunque prossime a corsi d’acqua, paludi, canneti lacustri, torbiere – che la Salciaiola costruisce il nido. Spesso, tuttavia, la si può ritrovare anche tra la vegetazione igrofila presente sulle rive dei fiumi, tra cui ontani, salici e pioppi. Proprio dalle “salciàie” – basse siepi di piccoli salici intrecciati lungo gli argini di fossi e torrenti – deriva il nome italiano della specie. Essenziale, per la nidificazione, è la presenza di una fitta vegetazione medio-alta di erbe e arbusti, che la Salciaiola utilizza come posatoio da cui emette il caratteristico canto. Il nido è costruito tra i giunchi, e la femmina vi depone dalle 3 alle 6 uova.


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mercoledì 25 marzo 2015

LA BALLERINA GIALLA

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Sulle rive di ruscelli e piccoli torrenti di montagna, non è difficile incontrare una specie  appariscente e vivace per il color limone delle piume e delle penne e i movimenti scattanti della coda: si tratta della Ballerina gialla, piccolo passeriforme  che quando si sposta sul terreno non saltella, ma avanza, camminando e alzando e abbassando la lunga coda, che è costantemente in movimento, portando a un vistoso oscillamento di tutto il corpo.

La Ballerina gialla  frequenta regioni sia montuose sia collinari e la sua presenza è legata principalmente all’esistenza di corsi d’acqua – fiumi, torrenti o ruscelli – che si caratterizzano per rive alberate e disseminate di massi e ciottoli. L’altitudine elevata non rappresenta un problema per la nidificazione della specie, che costruisce il nido fino a 1.900 metri di altezza. Durante la stagione fredda, però, si stabilisce a quote più basse, dove trova cibo più facilmente. Sia in estate che in inverno rimane comunque legata all’acqua.
La Ballerina gialla è distribuita in Europa, Asia e Africa nord-occidentale. Durante la nidificazione in Europa occidentale si spinge fino alla Russia, mentre nel continente asiatico arriva a occupare il Giappone e la Kamciatka. Nel periodo dello svernamento, la popolazione euroasiatica si sposta nell’area mediterranea arrivando anche oltre il Sahara, nella zona dei Grandi Laghi Africani. In inverno, la popolazione siberiana opta invece per India, Cina, Indocina, Indonesia e Nuova Guinea.
La specie  raggiunge una lunghezza di circa 18 centimetri per 20 grammi di peso. Possiede un’apertura alare di 17 centimetri e sua caratteristica peculiare è la lunga coda nera con penne timoniere esterne molto marcate e di colore bianco. Il piumaggio del petto è giallo brillante, ma solo nel periodo estivo, mentre vira verso una tonalità più fulva nella stagione fredda. Il dorso invece rimane su toni giallo-verdastri. Numerose le differenze che permettono di distinguere i due sessi: il maschio possiede un sopracciglio bianco e una striscia del medesimo colore, che corre dal becco alla guancia grigio scura. La gola assume tonalità nerastre d’estate e biancastre d’inverno, mentre quella della femmina rimane bianca in entrambe le stagioni. Nelle femmine, inoltre, i colori sono meno definiti e il dorso è di un verde più acceso.

La riproduzione avviene tra marzo e maggio. La Ballerina gialla nidifica nelle cavità rocciose, nei buchi dei muri o sotto i ponti. Alla costruzione del nido contribuiscono sia il maschio sia la femmina intrecciando steli, muschio e foglie. La coppia è monogama e alleva in media una covata l’anno, costituita da 4-6 uova biancastre con puntini grigi. La cova dura circa 12 giorni, poi i pulcini rimangono nel nido per altre due settimane ricevendo cibo dai genitori.

La ballerina gialla è un uccello insettivoro e si ciba di piccoli invertebrati

Il verso metallico con ripetuti zi-zi.

Data l'abitudine a nidificare nei buchi dei muri capita spesso che viva a contatto con l'uomo nei vecchi cascinali o nelle case rurali, oppure che si aggiri nei campi alla ricerca di insetti.


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domenica 15 marzo 2015

L' USIGNOLO DI FIUME

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L'usignolo di fiume (Cettia cetti (Temminck, 1820)) è un uccello della famiglia Cettiidae.

L’Usignolo di fiume è un piccolo passeriforme, comune nelle aree umide di tutta Italia.Può raggiungere i 14-15 centimetri. Entrambi i sessi sono molto simili nell’aspetto, tuttavia il maschio si distingue per le dimensioni maggiori. Il piumaggio è di colore bruno uniforme sul dorso; il ventre è di colore grigio-bianco. Petto, fianchi e sottocoda sono fulvi, mentre il colore della coda vira su una decisa tonalità rossiccia. Sul capo è possibile notare un sopracciglio bianco, a volte poco marcato.
La specie è distribuita in Europa meridionale e occidentale, nella zona caucasica, in Africa nord-occidentale, dall’Asia minore orientale all’Afghanistan. Nidifica in Europa, nel nord-ovest dell’Africa e nel sud-ovest dell’Asia temperata, sino all’Afghanistan e al nord-ovest del Pakistan. È un recente colonizzatore di Inghilterra e Scozia meridionale: la prima nidificazione nei territori del Regno Unito risale al 1973. In Italia, la specie ha manifestato una sensibile tendenza all’espansione del proprio areale a partire dall’inizio degli anni ’70, colonizzando vari settori delle regioni settentrionali.
È una specie timida ed elusiva nei confronti dell’uomo e si muove furtivamente, quando non è protetto da una fitta vegetazione. Non è facile avvistarlo in volo, se non per brevissimi tratti: ama infatti nascondersi nel folto dei canneti e nella vegetazione presente lungo i corsi d’acqua e nelle paludi. Solo quando emette il canto potente e melodico è facile accorgersi della sua presenza. La coda rotonda e le piccole ali dimostrano che non è un buon volatore, almeno sulle medie e lunghe distanze.
Le coppie nidificano da aprile a giugno, nelle vicinanze di corsi d’acqua di modesta portata: fiumi, torrenti, canali, fossati; attorno alle casse di espansione e ai bacini di decantazione degli zuccherifici, ma anche nei pressi di laghi, risaie, paludi e maceri, soprattutto se provvisti di abbondante e folta vegetazione arbustiva e arborea igrofila (salici). Il maschio è poligamo, e costruisce, tra fitti cespugli, più nidi a forma di coppa, nei quali poi attirerà le future compagne. Una volta formata la coppia, la femmina depone dalle 4 alle 6 uova, che cova per circa due settimane. Dopo la nascita, i pulcini resteranno nel nido per un’altra decina di giorni, dove verranno accuditi scrupolosamente dai genitori.


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sabato 14 marzo 2015

LA CINCIALLEGRA

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La cinciallegra (Parus major Linnaeus, 1758) è un uccello passeriforme appartenente alla famiglia dei Paridi.

Di lunghezza circa 15 cm, con apertura alare di 22-25 cm presenta un piumaggio verdastro sul dorso, con coda e ali grigio bluastre. Il capo e la gola sono di colore nero lucido, con guance bianche. Il petto giallo è attraversato longitudinalmente da una linea nera dalla gola all'addome che, nei maschi, è leggermente più larga.

La cinciallegra è un vorace insettivoro, che predilige nutrirsi tra i rami bassi e nel terreno. Larve, api, ragni sono il suo cibo preferito ma a causa della sua voracità gradisce molto anche semi, frutta e bacche. Il cibo viene sminuzzato col becco, tenendolo fermo con le zampe. Accetta volentieri il cibo offerto in mangiatoie dall'uomo.

La cinciallegra nidifica nelle cavità protette degli alberi, dei muri e nelle cassette-nido, costruendo il nido con muschi, peli e piume.
Depone le uova (normalmente 8-15) tra Aprile e Maggio. Lisce, bianche con piccole macchie rosso scuro, sono covate dalla femmina per circa 15 giorni. I piccoli vengono accuditi da entrambi i genitori per circa 20-30 giorni dalla dischiusa.

Il suo canto vario e melodioso, udibile tra metà gennaio e giugno, si articola prevalentemente da 2-3 sillabe ripetute; non è raro che imiti gli altri uccelli nel loro canto.

È distribuita in Europa e Nord Africa prediligendo le basse altitudini, come le zone collinari e pianeggianti. Vive nei boschi di conifere, frequenta ambienti semi-alberati quali margini di boschi, frutteti, campi con filari d'alberi, giardini e parchi urbani. Si adatta molto bene alle trasformazioni operate dall'uomo sul territorio e proprio la presenza di aree agricole le consente di popolare la media montagna sino a 1500–1800 m di quota. È una delle poche specie di uccelli presenti regolarmente anche nei centri cittadini, dove frequenta giardini e viali alberati. In Italia è una specie nidificante, residente e stanziale molto diffusa. Svernante e migratrice, in Italia la si può trovare dappertutto in ogni mese dell'anno, in particolare in inverno.


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IL CODIBUGNOLO

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È un piccolo passeriforme con una lunghezza di appena 13 cm e 15 in lunghezza compresa la coda molto lunga che da sola raggiunge la lunghezza di 7–9 cm. Il codibugnolo è nero e marrone sopra e biancastro nella parte inferiore con fianchi rossicci. Ha una corona bianca. Le sottospecie del Nord Europa (A. c. caudatus) hanno teste e fianchi completamente bianchi. Nel codibugnolo europeo è più marcata la differenza tra il bianco e il nero, mentre nel codibugnolo italiano è meno marcata la differenza di colore che è un po' grigiastro. Esiste anche un incrocio tra codibugnolo europeo e codibugnolo nordico, il quale ha la testa completamente bianca, visibile anche in Italia, non va confuso con il codibugnolo nordico di cui è rarissima la presenza in Italia.

È una specie che durante il giorno tende a spostarsi costantemente in piccoli gruppi, alla ricerca degli insetti con cui si alimenta.

Il loro richiamo è un srih-srih-srih alto e trisillabico.

Sono uccelli essenzialmente insettivori. Nel periodo invernale si nutrono anche di piccoli semi e frutta (cachi)

Costruiscono tra i cespugli di sambuco, di nocciolo e di moro un nido ovale con erbe e muschio, coperto di licheni e intessuto di piccole piume. Depongono dalle sei alle dodici uova. Gli uccelli adulti si recheranno in un nido di parenti e aiuteranno i loro nipoti a nutrirsi, se il loro nido viene depredato.

È una specie stanziale. È strettamente imparentato con le cince e in inverno lo si può rinvenire spesso con gruppi di cince.

Il codibugnolo può essere osservato in buona parte dell'Europa centro-meridionale e in Asia.
Nidifica in quasi tutta l'Italia, tranne la Sardegna, in ambienti di montagna, ricchi di vegetazione.

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venerdì 6 marzo 2015

FORAPAGLIE CASTAGNOLO

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Il forapaglie castagnolo (Acrocephalus melanopogon (Temminck, 1823)) è un uccello della famiglia Acrocephalidae.

Interventi non sempre attenti nella gestione delle zone umide riducono ai minimi termini la vegetazione idonea per la costruzione del nido. Questi e altri fenomeni deve fronteggiare il Forapaglie castagnolo, piccolo Passeriforme delle zone umide dell’Italia centro-settentrionale.
La specie, piuttosto frammentaria in tutto l’areale – in Europa nidifica soprattutto nelle regioni meridionali e orientali – è in Italia sia sedentaria che migratrice e svernante. Bruno sul dorso, il Forapaglie castagnolo è caratterizzato da alcuni tratti distintivi che rendono la specie inconfondibile: dal sopracciglio bianco alle tonalità rossastre di petto e fianchi.
Parte integrante della dieta di questo uccello sono i piccoli organismi facilmente cacciabili sugli steli verticali emergenti, dove peraltro costruisce spesso il nido. È il Lago di Massaciuccoli, in Toscana, una delle aree in cui la specie mostra le migliori “performance” in termini di successo riproduttivo. Poche uova, meno di 3 per nido, ma con una percentuale di schiusa elevatissima, di poco inferiore al 97%.
Sempre più ristretto, l’habitat naturale del Forapaglie castagnolo risulta altamente vulnerabile sia alle variazioni del clima sia a interventi umani quali il semplice sfalcio dei canneti. Prova ne è la totale estinzione della specie in molte aree di presenza storica, come l’intera zona delle Valli costiere emiliano-romagnole, dove dal 2003 non si ha più notizia di nidificazioni accertate.

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BIGIA PADOVANA

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La bigia padovana (Sylvia nisoria Bechstein, 1792) è un uccello passeriforme.

La bigia padovana è la silvia più grande (15-17-cm). Ha l'iride giallo, e il maschio è grigio più scuro superiormente e nella parte inferiore presenta le caratteristiche barrature; la femmina è più sbiadita e marrone. In volo sono caratteristiche la lunga coda e le lunghe ali.

La bigia padovana, è distribuita in tutta l'Europa e l'Asia, e parte del continente africano, in Italia nidifica in primavera inoltrata in habitat abbastanza vari, boschi di latifoglie, ma anche nelle zone di transizione vicino ai boschi con molti cespugli, ma sempre nei pressi della Pianura Padana.

La bigia padovana è un uccello piuttosto elusivo, che ama nascondersi in fitti cespugli e siepi, dove cerca riparo e cibo.

Un tintinnio forte, secco e duro, trr-r-r-r-rt, mentre il canto è melodioso simile a beccafico (Sylvia borin).

Si ciba di bacche e insetti che trova nelle siepi e nei cespugli.

Unica covata in maggio-giugno; 4-5 uova in un nido essenziale in cespugli e rovi.

Migratrice autunnale che sverna in Africa.appartenente alla famiglia dei Silvidi.


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BASETTINO

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Il basettino (Panurus biarmicus (Linnaeus, 1758)), è un uccello passeriforme diffuso in Europa, Asia e Africa del nord. È l'unica specie nota del genere Panurus e della famiglia Panuridae.

È un uccello lungo meno di 8 cm e con una coda lunga altrettanto. Un aspetto singolare nel maschio (che spiega anche il nome comune in lingua italiana: basettino) sono due vistose basette nere, di forma triangolare, da ciascun lato alla base del becco, quest'ultimo di colore giallo.

Si riconosce per il canto simile ad un piccolo campanello ping-ping, che emette mentre si sposta con volo acrobatico tra i canneti.

Si nutre di insetti e semi di canne.

Nidifica in colonie tra le cannucce di palude. La coppia costruisce un nido a coppa profonda con foglie di cannuccia e di altre piante; viene guarnito di infiorescenze di cannuccia e con penne. Il nido viene posto tra gli steli, vicino all'acqua. La femmina depone 4-8 uova chiare, macchiettate che vengono covate anche dal maschio per 10-14 giorni. I pulli si involano 12-15 giorni dopo la schiusa durante i quali vengono nutriti da entrambi i genitori. Si possono avere fino a tre deposizioni all'anno.

È diffuso in Europa meridionale, Nord Africa e Asia centrale. Predilige le località paludose e ricche di alberi: nidifica nel folto dei rami, specie canneti, e si nutre in estate di insetti e in inverno di semi: il cambiamento dell'alimentazione è legato alla mutazione stagionale della mucosa gastrica. In Italia non è molto comune, diffuso soltanto nelle zone di canneto più conservate.

Considerati l'ampiezza del suo areale e la numerosità della popolazione P. biarmicus è classificato come specie a basso rischio di estinzione.



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