domenica 12 aprile 2015

IL CEDRO



Il cedro è una specie appartenente al genere Citrus, nella famiglia delle rutacee. È ritenuta una delle tre specie di agrumi da cui derivano tutti i membri del genere oggi conosciuti, assieme al pomelo ed al mandarino. Il nome cedro, derivato dalla volgarizzazione dal latino citrus, è però ambiguo, in quanto coincide con la traduzione di cedrus, nome dato alla conifera (i famosi cedri del Libano che fornirono il legno per tante imbarcazioni nel mondo antico). Ecco perché in alcuni testi per l'agrume viene usato anche il termine citro.

La pianta è un arbusto che può raggiungere i 4 metri di altezza. I rametti giovani sono rossastri o violetti, con foglie lunghe fino a 20 cm. I fiori crescono in gruppi da tre a dodici e sono molto profumati; i boccioli sono rossastri, ma il fiore aperto è bianco. Il frutto è grande 20-30 cm, giallino, ovale o quasi rotondo, talvolta con una leggera protuberanza al peduncolo e un po' appuntito dalla parte opposta. La buccia è molto ruvida ed eccezionalmente spessa. Costituisce fino al 70% del frutto, per cui – tolti pure i semi e la pellicola tra gli spicchi – solo un 25-30% del cedro è normalmente utilizzabile, anche se c'è chi mangia il frutto compreso di buccia. Va detto però che comunque questo frutto si consuma fresco assai di rado; la caratteristica peculiare del cedro è infatti quella di produrre frutti completamente dolci o completamente agri.

Come gli altri agrumi, il cedro ha le sue origini nell'Asia sudorientale, più precisamente all'incirca nell'area oggi amministrata dal Bhutan, ma è giunto in Europa in tempi remoti, come indicato dall'origine dei termini in Greco antico (kedros) e Latino (citrus) per indicare il cedro, entrambi derivanti dalla stessa radice appartenente alle "lingue Mediterranee" ovvero pre-Indoeuropee.

In Italia la conoscenza del cedro è molto antica. Fu classificato già da Plinio il vecchio nella Naturalis Historia col nome di "mela assira". A quei tempi ancora non si usava il frutto come alimento; il suo utilizzo a tale scopo si sarebbe diffuso solo due secoli più tardi. Era invece usato come repellente per gli insetti nocivi come le zanzare, in maniera analoga alla citronella. Oggi il cedro è principalmente coltivato e lavorato in Calabria, nella fascia costiera dell'alto Tirreno cosentino che va da Belvedere Marittimo a Tortora, denominata Riviera dei Cedri con al centro Santa Maria del Cedro.

Attualmente questo frutto è coltivato soprattutto nell'area mediterranea, in Medio Oriente, India ed Indonesia, ma anche in Australia, Brasile e negli USA. In molte località indiane cresce pure spontaneamente.

Il cedro viene impiegato nell'industria alimentare per il consumo come frutta da tavola, per la preparazione di bibite analcoliche e frutta candita, ma la maggior parte ne viene consumata nell'industria farmaceutica per la produzione di olio essenziale. L'essenza ricavata dal cedro è però facilmente deteriorabile, per cui solitamente si usa corretta con l'essenza di cedrina. La cedrina (Citrus medica citrea gibocarpa) è una varietà usata esclusivamente per la produzione dell'essenza. Dato infatti che il cedro è scarsamente utilizzabile come frutto fresco, si è cercato di svilupparne delle varietà che potessero essere sfruttate industrialmente. Dalla cedrina si estrae un olio essenziale con forte odore di cedro; consistente perlopiù di limonene, citrale ed altri terpeni. Mentre l'essenza originale del cedro facilmente si intorbidisce e lascia dei residui resinosi, l'essenza di cedrina rimane limpida. È dunque un eccellente sostituto, tanto che vari agronomi propendono per un totale abbandono delle coltivazioni del cedro a favore di quelle della cedrina.
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Il cedro possiede proprietà germicide, disinfettanti, digestive e antitumorali, è un antipertensivo naturale e un ottimo alleato in caso di cistite e disturbi renali.

Particolarmente diffuso al sud Italia, specialmente in Calabria, Campania e Sicilia, il cedro è una vera e propria miniera di sostanze nutritive importanti per la salute e il benessere del nostro organismo. Ricco di vitamine e sali minerali, il cedro è in grado di svolgere un effetto benefico su apparato cardiovascolare, colon, intestino, stomaco, capelli e reni. È inoltre ricco di flavonoidi, potenti antiossidanti e possiede proprietà germicide, disinfettanti, digestive, lassative e antitumorali, soprattutto per quanto riguarda il colon. Senza contare che è anche un valido alleato per contrastare i gas addominali, un antipertensivo naturale . Il cedro è in grado di stimolare la crescita dei capelli. Il tutto a fronte di pochissime calorie: circa 11 per 100 grammi. L’importante è consumare il cedro quando fresco sotto forma di spremute o infusi o gustarne la polpa, dolce rispetto al succo e ricca di naringenina in grado di svolgere un’azione protettiva e ostacolare l’attacco da parte di alcuni virus. Ottimo anche l’olio essenziale che si ottiene dalla buccia.

Per assaporare il cedro e fare il pieno di tutte le sue proprietà nutritive potete ad esempio preparare una bevanda versando alcuni spicchi in una brocca d’acqua o miscelare insieme il succo del cedro con quello di due arance.
Il cedro è ricco di sali minerali e di tanta vitamina C e svolge un'azione disinfettante sia esterna che interna, sull' intestino in particolare: per questo risulta molto utile per chi soffre di colite, soprattutto se il disturbo è su base virale. La sua virtù più interessante è però il fatto che sia un naturale regolatore dell' ipertensione: infatti, se consumato al mattino (anche sotto forma di succo), il cedro aiuta a tenere sotto controllo la pressione e i relativi sbalzi. Ovviamente per sfruttare le virtù terapeutiche di questo agrume, l'ideale è utilizzare il frutto fresco, sotto forma di spremuta o di infuso, o impiegarne l' olio essenziale; sono invece da evitare gli sciroppi industriali a base di cedro, che spesso si usano per preparare bibite rinfrescanti: sono pieni di coloranti, zucchero e aromi chimici, che con il cedro "vero" hanno ben poco a che fare.

La mattina, prima di colazione, bevi mezzo bicchiere di acqua tiepida con il succo di un cedro: favorisci l'evacuazione e previeni anche gli sbalzi pressori causati dallo stress di fine anno.

L'olio essenziale del cedro si ottiene per spremitura della buccia, ed è molto ricco di limonene. Può essere utile nei casi di inestetismi dovuti a cellulite. Si utilizzano poche gocce in una boccetta di olio di mandorle per effettuare dei massaggi assai efficaci.

Lo stesso olio viene utilizzato anche per stimolare la crescita dei capelli frizionando due volte al giorno il cuoio capelluto con un cucchiaio di alcol e una goccia di olio essenziale.

Attenzione: l'olio di cedro non va usato né in gravidanza né sui bambini. Dopo averlo applicato sulla pelle, non esporsi ai raggi solari o a lampade abbronzanti.

L'essenza di cedro trova svariati impieghi: l'industria profumiera utilizza l'olio essenziale per arricchire acque profumate, bagno schiuma, creme per il corpo, profumi, ecc; l'essenza viene sfruttata anche per preparare profumatori d'ambiente o per la casa.
In ambito farmaceutico, la tintura di cedro e lo sciroppo di cedro sono impiegati come eccipienti corrigens. L'estratto ricavato dalla scorza del cedro è noto per le proprietà digestive, carminative, stimolanti ad uso interno, oltre alle qualità germicide e disinfettanti per uso topico.
L'olio di cedro viene impiegato anche come repellente per zanzare, per le proprietà paragonabili alla citronella.

Una menzione particolare va fatta del cedro giudaico o etrog (Citrus medica var. ethrog) che viene usata dai credenti ebrei nella Festività dei Tabernacoli. È una varietà coltivata in Grecia, Etiopia e soprattutto in Palestina, ma anche in Calabria nella Riviera dei cedri. A differenza di tutti gli altri agrumi, possiede un'albedo (la parte bianca della buccia) commestibile e molto succosa. Gli steroli contenuti nell'albedo sono un ottimo rimedio contro il colesterolo. Il frutto intero viene impiegato per la produzione di bibite analcoliche.

In arte, fino al XVII secolo il Citrus medica è stato spesso confuso col cedro del Libano, per cui è facile vedere dipinto un cedro (agrume) per indicare invece la conifera. Tra gli esempi noti, uno è Marco Palmezzano, pittore del XVI secolo, in cui il cedro, dipinto come agrume, ha sempre valore di simbolo religioso di origine biblica: nel dipinto dell'Immacolata (1510), ecco, in alto a destra, apparire un bel "cedro" pieno di frutti che sta al posto di un cedro del Libano.

Nella città di Forlì, la festa dedicata al Santo Servita Pellegrino Laziosi il 1º maggio, è caratterizzata dalla vendita di cedri. Anche a Bibbona (Livorno) nel giorno di Pasquetta si tiene la festa del cedro, in ricordo dell'antica usanza locale di servirsi di questo frutto come dazio.



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